STANIS MULAS.
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L'UOMO DEI BALZI ROSSI.
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Parte 3.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Parte terza.
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LE DONNE.
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L'estate era al suo colmo. Le giornate erano roventi di sole, le
notti afose, lo stagno s'era ridotto ad un cratere di terra screpolata
con al centro una pozzanghera ma gli uomini di Crom trovavano
l'ombra sotto gli alberi.
Dalla grande tenda delle donne usc la Prima Madre, guard al
cielo che faceva da azzurro tetto alla foresta e lo vide nitido. Poco
distante i cacciatori si preparavano alla partenza e li arringava
Karai, dividendoli in gruppi a ciascuno dei quali veniva assegnata
una porzione di territorio. Discosto dal gruppo se ne stava Amal,
appoggiato ad un albero.
Se Amal era ancora vivo lo doveva in parti eguali alle erbe di
Maga e alle cure della Prima Madre che era riuscita a ricucirgli
alla bell'e meglio la guancia squarciata dagli artigli del leopardo.
La chirurgia della Prima Madre non stava alla pari con quella che
un tempo aveva esercitato il Muto e tuttavia aveva sortito una sua
rozza efficacia dal momento che Amal poteva parlare e masticare.
Il segno del leopardo gli sarebbe rimasto impresso, per, in
maniera indelebile. L'occhio destro stallungava fino alla tempia e
l'angolo inferiore lasciava vedere il rosso della palpebra; anche la
bocca era stirata sulla destra come in un sogghigno perenne e,
parlando, Amal sputava saliva. La barba sul lato destro del volto
ricresceva a chiazze senza riuscire a nascondere la devastazione
della pelle, segnata, dove i lembi della ferita erano stati sommaria-
mente ricuciti, da cicatrici che formavano ributtanti escrescenze
carnose. Pi facilmente e senza lasciar vistose tracce era guarita la
ferita provocata dalla zagaglia di Nean ma i segni pi profondi
Amal li portava dentro di s e la Prima Madre lo sapeva e sapeva
anche che, per quelle ferite, non c'era erba che servisse.
Amal era stato battuto in combattimento da Nean, un selvag-

gio, e aveva corso il rischio di morire per l'attacco del leopardo.
Questo aveva inferto un colpo durissimo alla fiducia che nutriva
in se stesso ma il colpo pi duro lo aveva ricevuto accorgendosi
che, ora, non era pi il capo. A chi avrebbe comandato di
combattere se non c'era pi guerra, se la Prima Madre aveva
risolto a suo modo il problema della loro permanenza, sia pure
temporanea, impegnandosi alla pace? Amal vedeva risorgere,
sotto i suoi occhi, l'antico clan e non poteva farci nulla. Gli era
rimasta la debolezza nell'intimo e l'odio nel cuore. Velatamente la
Prima Madre dava disposizioni che fino a poco tempo prima
sarebbero spettate a lui, forniva consigli che la gente di Crom
considerava come ordini e si affrettava ad ubbidire. Lui, Amal,
non contava pi niente.
La Prima Madre cominci a raschiare una pelle di marmotta
ed era intenta a quel lavoro quando si avvicin Karai per
salutarla.
Noi siamo pronti, Prima Madre. Credo che faremo buona
caccia anche oggi.
Hai detto ai cacciatori che le donne abbisognano di pelli di
cerbiatto? Con questo caldo la pelle di stambecco non 
indicata
Daremo la caccia particolarmente ai cerbiatti, Prima Madre.
Ti informo che gli uomini si lamentano di dover dividere la caccia
con la gente dei Balzi Rossi.
 Sono sciocchi e questa sera, quando tornerete, glielo
spiegher.
Loro dicono che si potrebbe sottrarre qualche capo,
vorrebbero usar la furberia... .
Se gli uomini dei Balzi Rossi se ne accorgessero? Non credi
che sarebbe un cattivo affare imbrogliarli? .
Io ne sono certo, Prima Madre, ma  meglio che tu gli parli,
questa sera quando torneremo.
 Gli parler .
Divisi in gruppi i cacciatori partirono e la Prima Madre
continu a raschiare coscienziosamente le pelli di marmotta. Ben
presto Luce avrebbe avuto una morbida pelliccia per l'inverno.
Dopo qualche tempo Amal si stacc dall'albero contro il quale
era rimasto appoggiato e si avvicin alla Prima Madre. Quando le
parl il tono era intriso di amarezza.
Sembra che Karai abbia preso il mio posto, disse spruzzando
saliva tutt'intorno. Le parole gli uscivano come liquide dalla
bocca contorta n lui si curava di parlare adagio ma la Prima
Madre, diversamente dagli altri, lo capiva immediatamente.
Karai non ha affatto preso il tuo posto , replic quietamente
al figlio. Lui  soltanto il capo dei cacciatori.
E io son capo di che cosa? di chi?, chiese sarcastico
Amal.
Della nostra gente se dovessimo combattere, replic la
Prima Madre.
Ma siamo in pace, grazie a te, e tu non vuoi combattere! ,
ribatt Amal. Allora torno a chiederti: che capo sono se non
comando su nessuno?.
Amal, non  la prima volta che ne parliamo , sospir
paziente la Prima Madre.  Se ho fatto dei patti con gli uomini
dei Balzi Rossi  perch tu giacevi tra la vita e la morte e
qualcuno doveva prender decisioni. Per una stagione resteremo
in pace ma se al termine del tempo stabilito gli uomini dei Balzi
Rossi volessero scacciarci allora combatteremo e il capo dei
Crom sarai tu. Nel frattempo rimettiti in forze.
Mi sto gi rimettendo in forze ma contro chi le adoprer?.
Devi assolutamente adoperarle contro qualcuno?.
Non voglio stare intorno a questo stagno puzzolente, voglio
scendere pi in basso.
Forse lo faremo....
Oppure no, oppure non lo faremo mai! E' per questo che ho
guidato la mia gente fin quaggi?.
Tu ci hai guidato bene, Amal, lo sappiamo tutti, uomini e
donne, e tutti ti rispettiamo. Ci che ti chiedo  di attendere il
termine della stagione. Allora si vedr.
Ma la tua intenzione qual , Prima Madre? Vuoi parlare
chiaramente? .
Perch non dovrei parlare chiaramente a mio figlio? La mia
intenzione  identica alla tua: scendere pi in basso, mischiarci
con gli uomini e le donne dei Balzi Rossi e vivere in pace
insieme. Ora loro non vogliono ma, come dice Nero, in una
stagione possono accadere tante cose... .
Vuoi sottometterci tutti a quei selvaggi?! .
Al contrario, voglio sottometterli ma non dovranno
accorgersene.
La tua lingua  tortuosa come il tuo pensiero, Prima Madre!.
Meno di quanto tu creda, Amal. Le donne dei Balzi Rossi
partoriscono figli maschi soltanto con grave pericolo per le loro
vite. Akis e Nero mi riferiscono che spesso muoiono dando alla
luce figli maschi e ci a cagione delle loro teste che sono
straordinariamente grosse. Per questo motivo la sciamana che
mi ha aiutato a guarirti con le sue erbe si  fatta ingravidare da
Akis e sembra
che altre due donne dei Balzi Rossi avranno un figlio da lui.
Attenderemo di vederli nascere perch i parti dovrebbero coinci-
dere con il termine assegnatoci che  quello della stagione fredda.
Se le madri li partoriranno facilmente ci andr a nostro vantag-
gio perch anche le altre donne dei Balzi Rossi vorranno farsi
ingravidare dai nostri uomini. Allora sar pace. Se invece non lo
sar combatteremo perch io voglio restare quanto lo vuoi tu.
Hai parlato di Akis e Nero. Non mi fido di loro! Mi sembra
chiaro che quello sfaticato di Akis preferisce i selvaggi alla sua
stessa gente mentre Nero non fa che parlar di loro e di quanto
siano gentili e accomodanti. In quanto a questa tua strana storia di
parti che accadrebbe se i selvaggi ingravidassero le nostre donne?
Allora sarebbero le nostre donne a morire! .
Questo  da vedersi, Amal. Comunque si potrebbe prova-
re....
Insomma, tu hai gi deciso! .
Non sar io a decidere e non sarai nemmeno tu. Saranno i
fatti. Io sono convinta che potremo restare in pace.
E mangiare la met di quello che prendiamo a caccia?.
Ci  pi che sufficiente, per il momento. Da quando siamo
arrivati qui mangiamo il doppio di quanto mangiavamo a Crom.
In seguito vedremo. Abbi fiducia, figlio.
Perch dovrei averne se nessuno ne ha pi in me? Ela, che
tanto mi desiderava, ora mi sfugge e mi manca persino il conforto
delle donne.
Ela vuole fare coppia fissa con Karai e questo  un suo diritto
dal momento che viviamo in pace. Non era la donna adatta per te,
Amal.
Per me no e per Karai s? Ela mi piaceva! .
Ti mander una donna anche subito, se vuoi... .
No, non voglio! .
Eppure sbagli. Una donna ti farebbe bene e, prima o poi,
dovrai aver dei figli. Forse preferisci aspettare una donna dei Balzi
Rossi? .
Quelle vorrei vederle tutte morte e gli uomini con loro! .
Allora non ti resta che aver pazienza, Amal.

Obi e la sua lupa ruzzavano felici inseguendosi tutt'intorno allo
stagno. La gente di Crom s'era oramai abituata alla presenza del-
l'animale che per restava in dimestichezza soltanto con Obi e
Luce e, parzialmente, con Goran e Noki. Obi poteva ingaggiare
con la lupa lotte apparentemente furibonde nel corso delle quali
lei lo rovesciava a terra e lo azzannava fintamente. Invisibile a
tutti, quando Obi la chiamava la lupa accorreva silenziosa col suo
trotto obliquo, fissava Obi come a rendersi conto se si trattasse di
necessit o di gioco e, poich sempre si trattava di gioco, alle volte
spariva tra gli alberi senza dar retta a Obi. La tua lupa cresce,
Obi, aveva detto una volta la Prima Madre. Non avr ancora
per molto voglia di giocare... .
In realt l'animale aveva imparato a cacciare ed a nutrirsi per
proprio conto anche se non rifiutava mai il cibo che le offriva Obi
e lo divorava digrignando, il pelo ritto. Obi aveva imparato a non
disturbar la lupa mentre mangiava, in ci avvertito dai consigli di
Noki. Alle volte la lupa si comportava in modo davvero curioso.
Se riusciva ad azzannare un cinghialetto, a rovesciare sul dorso un
porcospino, a catturare dopo pazienti appostamenti un grasso
uccello, andava con le prede tra le zanne a nascondersi per divo-
rarle in pace ma, quando le accadeva di mettere le sgrinfie su una
marmotta, si limitava ad ucciderla, le maciullava la testa e poi la
portava a Obi che, tutto fiero, donava la marmotta alla Prima
Madre.
Forse ha visto che la Prima Madre pulisce le pelli delle mar-
motte , suggeriva Luce in queste occasioni,  e pensa di farci cosa
grata... .
Non dir sciocchezze, Luce! , la rimbeccava Noki. Quando
mai s' visto un lupo che non mangia le marmotte? Forse questo 
stupido e le marmotte non gli piacciono.
 Stupido sarai tu! , gli replicava Luce.  Questa lupa sa vedere
e pensare meglio di te altrimenti saresti morto sotto la valanga! .
In questo hai ragione, rideva Noki, per se quella bestia 
cos grassa lo deve anche alla mia riconoscenza. Forse non  vero
che un pezzo della mia porzione lo lascio sempre ad Obi perch
lo dia alla lupa?.
Dovresti lasciargliene di pi che stai diventando pi grasso
della lupa... . Noki la pigliava in ridere e, sotto sotto, era orgo-
glioso che la lupa non lo evitasse come faceva con tutti gli altri
cacciatori.
Accosciata appena fuori della tenda, in una zona d'ombra, la
Prima Madre osservava senza sorridere i giochi di Obi e di Luce
con la lupa e, a un certo punto, chiam Luce che accorse sorri-
dente.
 Sei molto veloce, nella corsa , osserv la Prima Madre facen-
dole cenno di prender posto accanto a lei. Luce sedette a gambe
incrociate sull'erba. Portava molto affetto alla Prima Madre e
l'ascoltava sempre volentieri.  Stai crescendo a vista d'occhio da
quando siamo arrivati qui, continu la Prima Madre, e presto
sarai una donna. Forse hai gi messo gli occhi su un giovane cac-
ciatore? .
Oh, no, rise Luce, non ci ho nemmeno pensato.
Ma dovrai pensarci. Se tu dovessi scegliere chi sceglieresti fra
i giovani?.
Nessuno, fu la risposta impulsiva e, immediatamente dopo,
Luce si chiese se fosse stata una risposta saggia ma, poich aveva
detto la verit, non aggiunse altro.
Meglio cos, fu la sorprendente approvazione della Prima
Madre.  Non dobbiamo considerare soltanto gli uomini di Crom
ma anche quelli dei Balzi Rossi. Io penso che prima o poi scende-
remo a vivere con loro. Perci sono contenta che tu non pensi
ancora ai maschi. Ne riparleremo quando sarai pronta.
Forse hai voluto dirmi che dovrei sposare un uomo dei Balzi
Rossi?, chiese Luce.
Ho detto soltanto che son contenta che tu non pensi ancora ai
maschi, volle precisare la Prima Madre, e che ne riparleremo
quando tu sarai pronta. Ora va' a chiamare le altre donne e scen-
dete al torrente a prender l'acqua... .
I cacciatori tornarono che il sole era ancora alto e portavan
buone prede. Tre cerbiatti, un bel cervo maschio, un cinghiale e
un buon numero di marmotte. Le donne, con la Prima Madre,
vennero a considerare i capi abbattuti ed ebbero parole di soddi-
sfazione che lusingarono i cacciatori. Amal, invece, non si avvici-
n neppure.
Karai portava anche notizie. Abbiamo scoperto un vallone
con molti alberi di betulle e abbiamo trovato tracce di mammut ,
rifer alla Prima Madre, e anche d'orso. Da quel vallone si pu
scendere con facilit sino al torrente e penso che gli animali che
prima venivano ad abbeverarsi allo stagno abbiano scelto quella
strada. Se sapremo accontentarci di poche prede e non spavente-
remo gli animali sar possibile cacciare sempre con profitto nei
dintorni del vallone.
La Prima Madre annu e si fece avanti Noki. Io ed il mio
gruppo abbiamo battuto il bosco dei cinghiali ma ne abbiamo
ucciso soltanto uno perch le scrofe hanno figliato e gli animali
sono pi aggressivi. Forse c' anche un'altra ragione, qualche
grossa bestia che li spaventa e li induce a nascondersi pi di quan-
to non facciano di solito.
Ora toccava a Goran riferire. Noi siamo saliti il pi in alto
possibile e abbiamo visto qualche stambecco ma su rocce inacces-
sibili. Stavamo gi tornando a mani vuote quando abbiamo avuto
la fortuna di imbatterci in una tana di marmotte. Non abbiamo
trovato traccia di altri animali.
La Prima Madre aveva ascoltato in silenzio, limitandosi a tratti
ad annuire. Ora che i rapporti eran terminati parl.
Credo che quella di Karai sia una buona notizia, disse in
tono riflessivo.  Se sapremo accontentarci avremo selvaggina
anche per la stagione fredda. Bisognerebbe anche cercar le tracce
di questa grossa fiera che ha il potere di spaventare i cinghiali.
Non  certo l'orso, che se ne sta alla larga dai cinghiali. Tu, Noki,
non hai trovato tracce di questo animale?.
Non le abbiamo neppure cercate, Prima Madre, ammise
Noki. Il mio era soltanto un ragionamento.
Io le cercherei, sugger la Prima Madre. I cinghiali vivono
in quei boschi tutto l'anno e noi abbiamo bisogno della loro car-
ne.
Domani le cercheremo tutti insieme, promise Karai.
Prima Madre, intervenne Goran, se dobbiamo acconten-
tarci di pochi capi per non spaventare gli animali e se dobbiamo
dividere le poche prede che facciamo con gli uomini dei Balzi
Rossi non rester molto per noi.
Abbiamo vissuto con meno al villaggio di Crom e con quasi
niente durante il viaggio , gli replic la Prima Madre.  Se vuoi
ingrassare avremo tempo anche per quello.
Prima Madre, insist Goran che, essendo figlio di lei, era
stato delegato a parlare dai compagni, Prima Madre, io pensavo
che forse, se prendiamo tre cerbiatti, possiamo darne a loro uno e
tenerne due per noi. Come farebbero a saperlo gli uomini dei
Balzi Rossi?.
La tua  una domanda sciocca, figlio, rispose la Prima
Madre.  Non devi chiederti come potrebbero venirlo a sapere ma
se venissero a saperlo. Cosa accadrebbe se venissero a saperlo?
Vuoi rischiare di rompere la pace per un cerbiatto in pi? Rispon-
di, Goran!.
 No, non vorrei questa responsabilit , rispose Goran, umilia-
to.
E non dovrebbero volerla neppure gli altri, ammon la Pri-
ma Madre. Noi siamo cos pochi che non possiamo rischiar la
guerra. Per possiamo continuare le trattative. Abbiamo bisogno
di pelli di cerbiatto per farne indumenti morbidi, adatti ai Territo-
ri Caldi. Allora teniamo i tre cerbiatti, carne e pelle, e diamo il
cervo intero alla gente dei Balzi Rossi. Per apertamente e senza
nasconder nulla. Manderemo Nero e Akis con il cervo e le nostre
proposte .
I cacciatori avevano ascoltato attenti e, se prima avevano bron-
tolato per quella divisione delle prede, ora tutti avevano capito le
ragioni della Prima Madre e ne approvavano i suggerimenti. Nes-
suno protest quando Nero e Akis, ben contenti di scendere alle
caverne, si fecero avanti ed anzi erano pronti ad aiutarli.
 Se non sono d'accordo che un cervo valga tre cerbiatti, dicano
cosa pretendono, furono le istruzioni della Prima Madre. Dite
anche che desidero scendere a rendere omaggio alle loro donne
ed a portare doni che son certa gradiranno. Se acconsentono mi
accompagner soltanto Luce.
Non so che diranno, Prima Madre, esitava Akis. Soprattut-
to Nean figlio di Kron si opporr. Lui sostiene che vogliamo
ingannarli e non si fida di noi.
Ma le donne hanno voce in capitolo?, chiese la Prima
Madre.
Io credo che ti accoglieranno, Prima Madre, intervenne
Nero, ma soltanto per curiosit. Comunque  certo che sarai
trattata bene. In quanto a Nean,  vero che non si fida di noi e che
vuole scacciarci ma neppure lui ed i suoi amici giovani possono
decidere per gli altri. Possono per combattere per conto loro e lo
han gi fatto. Nessuno pu dire quando combatteranno ma credo
che intendano rispettare la volont di Maga. Ci sar tregua sino a
che la sciamana non avr partorito un figlio maschio.
 Quindi avremo tempo per trattare , concluse tranquillamente
la Prima Madre.  Ora andate finch il sole  ancora alto in modo
che possiate tornare con le risposte prima di buio.

La met del sole era gi scesa dietro le montagne quando torna-
rono Akis e Nero e le risposte che portavano erano entrambe
positive. Che tenessero pure i cerbiatti per via delle pelli di cui
avevano bisogno. La Prima Madre sarebbe stata bene accolta se
scendeva in pace.
 Soltanto Nean s' opposto , disse Akis.  Lui dice che tu vuoi
scendere alle caverne con lo stesso spirito della volpe che  l'ani-
male pi ladro del creato e di cui gli uomini non dovrebbero
fidarsi.
Che cosa dicono le donne?, chiese la Prima Madre, imper-
turbabile.
Sono curiose di conoscerti, rispose Nero.
Allora domani scender con Luce, decise la Prima Madre.

Quella notte Luce sogn di un selvaggio orrendo e sanguinario
che l'afferrava per i capelli e le immergeva i canini aguzzi nel
biancore della gola. Grid nel sonno e si svegli sudata, in preda
al terrore.
Dormi, Luce, le sussurr nel buio la Prima Madre. Non ti
accadr nulla, domani. Dormi....

Accosciati fuori della Fabbrica, chiacchierando tra loro, Der e
il Cattivo attendevano di avvistare gli ospiti preannunciati.
Der, tu che ne dici di questa visita?.
Dico che gli Alti stanno percorrendo il sentiero della volpe.
Sono certo che ci vogliono imbrogliare.
La penso come te. Quelli, non potendo restare con la forza,
vogliono restare con l'inganno. Sar pi facile che un mammut
riesca a ballare su una foglia d'albero che non vederli andarsene
spontaneamente. Quando sar nato il figlio di Maga noi giovani
combatteremo .
Eccoli che arrivano, annunci Der, alzandosi.
Due donne e due uomini, borbott il Cattivo facendosi
schermo con la mano ai raggi del sole che iniziava a salire.
Naturalmente Akis e Nero, osserv Der. Io Akis non lo
posso soffrire. Nero si  comportato dignitosamente nei pochi
giorni in cui  rimasto alla Caverna Grande e voleva insegnarci
quel loro metodo per cacciare i mammut. Akis per  un fannul-
lone, buono soltanto a ingravidar le donne.
Un giorno o l'altro Nean gli taglier i coglioni. Ha promesso
di farlo.
 Se lo ha promesso lo far , ghign ferocemente Der.  Nean
mantiene sempre le promesse.
 Sar meglio suonare la conchiglia per avvertire la trib , disse
il Cattivo e, presa la grande conchiglia da suono, vi soffi dentro,
modulando le note che avvertivano di una visita.
Nel frattempo la Prima Madre, Luce, Akis e Nero avevano
attraversato il pascolo dei cervi e guadavano il torrente.
Anche le loro donne sono alte, osserv il Cattivo.
Una  vecchia e l'altra molto giovane. Akis dice che la pi
vecchia comanda anche agli uomini... .
Non mi sembra una buona usanza farsi comandare da una
donna... .
Adesso i visitatori avevano raggiunto la riva e salivano, le due
donne con la medesima sveltezza degli uomini. In breve raggiun-
sero il sentiero e Akis salut i due giovani dei Balzi Rossi, fiero
della sua parte di interprete: Noi viene in pace. Noi doni per
uomini e donne Balzi Rossi.
Il Cattivo e Der non gli risposero ma, quando la Prima Madre li
salut levando aperti i palmi, ripeterono correttamente il gesto.
Quindi si posero senz'altro in cammino, precedendo i visitatori.
Quando il piccolo corteo raggiunse la spiaggia fu accolto da
uomini, donne e bambini che vi si erano riuniti. Fin dal primo
momento la Prima Madre suscit curiosit e ammirazione per il
suo aspetto, Luce simpatia per la sua bellezza. La gente dei Balzi
Rossi osservava con approvazione la figura alta e magra della Pri-
ma Madre, il suo portamento eretto e l'incedere sicuro. Lei indos-
sava una tunica di pelle di stambecco lunga sino ai polpacci e sui
capelli lisci e ancora neri calzava una cuffia di coniglio delle nevi.
Il volto, cotto dalle intemperie e dagli anni, era color del cuoio e
cos le braccia e il collo che la tunica lasciava nudi. Luce vestiva
una tunica simile ma pi corta e cucita soltanto su una spalla. Il
corpo snello e ancora acerbo, il volto incorniciato da corti riccioli
neri e illuminato dai grandi occhi lucenti riscuotevano l'approva-
zione degli uomini come delle donne. Soprattutto i bambini l'am-
miravano e, dopo che il corteo si fu avviato lungo la pista erbosa,
presero confidenza e allegramente la toccavano e la tiravano per la
tunica e lei aveva un sorriso per tutti.
Come raggiunsero la Caverna Grande trovarono ad attenderli
Kron, il Grosso, l'Orbo, Han e Muuh insieme alle donne e vi fu
uno scambio di saluti.
Prima Madre viene in pace, annunci tronfio Akis mentre
Nero si guardava discretamente intorno cercando Sole con gli
occhi.
Entrate, rispose brevemente Kron per tutti. La Prima Madre
e Luce ebbero giacigli di pelliccia all'ingresso della caverna e agli
ospiti fu offerta acqua fresca. Ebbe quindi inizio la conversazione
mentre la trib dei Balzi Rossi si accalcava all'ingresso tentando di
vedere e udire.
Io vi ringrazio per il permesso di restare una stagione, disse
la Prima Madre e, dopo che Akis ebbe tradotto, si fece dare da
Nero la sacca che il giovane aveva con s e, trattone un involto in
pelle, mostr a Kron e agli altri le pietre da scintilla che portava in
dono. Rendendosi conto che non ne avevano mai viste prese da
un altro involto polvere di legno, piccole schegge e foglie secche
ed esegu una dimostrazione. Vi furono mormorii di stupore e
ammirazione per la rapidit con cui s'accese il fuoco. Intimamen-
te soddisfatta per quella reazione la Prima Madre porse le pietre a
Vecchia di Kron che le prese emozionata. C'erano altri doni: due
piccoli raschiatoi lavorati con tecnica raffinata e una scure amma-
nicata, scheggiata a due facce. Nel porgere l'ultimo dono la Prima
Madre disse in tono solenne: Per Nean, che uccida il leopardo e
resti in pace con noi.
Come Akis ebbe tradotto, Kron prese il dono e rispose: Reste-
remo in pace se gli Alti osserveranno i patti.
La gente di Crom rispetter i patti, fece tradurre la Prima
Madre. Tuo figlio Nean uccider il leopardo?.
Dovrai chiederlo a lui, fu la risposta dopo la traduzione.
Pu Kron ordinare al figlio Nean di uccidere il leopardo?,
insist la Prima Madre e la risposta, nella sommaria traduzione di
Akis, suon cos: Ai Balzi Rossi nessuno pu ordinare niente a
nessuno .
Non ci sono capi?, volle sapere la Prima Madre che su quel
punto era gi stata edotta sia da Akis che da Nero ma riteneva di
poter mettere in difficolt Kron con quella domanda.
Non ci sono capi, nessuno comanda e nessuno ubbidisce,
rispose lapidariamente Kron che a sua volta chiese: Chi coman-
da gli Alti?.
Risposta e domanda furono tradotte da Akis e la Prima Madre
spieg: In guerra, mio figlio Amal; in pace, io. Ora siamo in
pace .
Almeno sappiamo a chi rivolgerci, borbott Kron. Tu che
ne pensi, Han?.
Ognuno vive secondo le proprie regole, rispose Han.
Intanto, fuori, la gente si faceva sempre pi curiosa. Chi era pi
vicino all'ingresso riferiva agli altri ci che aveva visto e sentito ma
i pi lontani non si accontentavano e il Cattivo, che era rimasto
accanto all'ingresso, fu incaricato di una richiesta a Kron e chiese
di entrare. Una volta all'interno disse:  La gente vuol sapere, non
 giusto che questa donna parli soltanto con te e con i tuoi.
Vogliono ascoltare tutti e anche parlare tutti.
Che dice costui?, chiese la Prima Madre ad Akis.
 Sono curiosi , spieg Akis,  e non trovano giusto che tu parli
soltanto con Kron e quelli della Caverna Grande.
Io voglio parlare con tutti, dichiar la Prima Madre.
Che ha detto costei?, chiese Kron.
Lei contenta di te, lei parla con tutti se tu vuole , fu la rispo-
sta diplomatica di Akis.
Chiedile se vuole restare con noi fino a domani, disse Kron,
cos potr parlare con tutti.
Akis tradusse e immediatamente la Prima Madre accett. La
sua risposta fu comunicata al Cattivo che usc dalla caverna e ne
inform gli altri. Il risultato fu un applauso e Nero disse alla Pri-
ma Madre che la gente dei Balzi Rossi aveva molto apprezzato la
sua disponibilit. Lei fece col capo un degnato cenno di approva-
zione e chiese a Kron: So che hai figli. Perch non vedo i tuoi
figli? .
Sono agli scogli, porteranno pesci e frutti di mare, fu la
risposta.
Tuo figlio Nean vuole la guerra, dichiar la Prima Madre,
guardando dritto negli azzurri occhi di Kron.
Mio figlio Nean rispetter i patti, fu la risposta asciutta.
Ma tu, puoi comandare tuo figlio?, insist la Prima Madre
che sapeva dell'ostilit di Nean. Quando aveva inviato Nero con
le pietre da inciampo quello era tornato dopo pochi giorni dicen-
do che Nean non intendeva imparare niente da nessuno e men
che meno da lui che era straniero e invasore. Ora la Prima Madre
intendeva provocare apertamente Kron ma, come Akis ebbe tra-
dotto, la risposta fu: Da noi il padre non comanda il figlio e il
figlio non comanda il padre. L'uomo non comanda la donna e la
donna non comanda l'uomo. I bambini comandano la donna e
l'uomo .
La Prima Madre annu alla traduzione e cambi argomento.
Poteva personalmente ringraziare colei che gli aveva inviato le
erbe per la guarigione del figlio? La risposta di Kron fu che la
richiesta sarebbe stata trasmessa all'interessata e la Prima Madre
si content.
Akis, sar meglio che tu rientri subito all'accampamento.
Riferisci che torner domani e che sono soddisfatta dell'acco-
glienza .
Ma chi tradurr le tue parole?, chiese Akis, poco entusiasta
perch aveva sperato di incontrare Giovane di Kron.
 Sar sufficiente Nero, che ha imparato quasi quanto te seppu-
re in pochi giorni, fu la cruda risposta della Prima Madre e lui se
ne and deluso. Non a caso la Prima Madre aveva preso quella
decisione. Era informata del suo rapporto con la moglie pi gio-
vane di Kron e, per quanto Akis le avesse a suo tempo spiegato
che le donne dei Balzi Rossi erano relativamente libere anche
dopo aver formato coppia fissa, lei voleva evitare qualsiasi possi-
bile complicazione; un conto era che Akis fosse servito da stallone
alla sciamana della trib, un altro conto che approfittasse dell'o-
spitalit per suo piacere.
Forse colei che chiami Prima Madre vuol visitare le altre
caverne? , chiese Kron a Nero e, tradotta la domanda, l'interpel-
lata accett immediatamente. Uscirono tutti dalla Caverna Gran-
de e, preceduti e seguiti da una folla ciarliera e interessata, si
recarono prima alla Caverna Profonda, ricevuti dallo Sbiadito e
da Rossa, genitori di Giovane di Kron e del Cattivo. Lo Sbiadito
era chiamato cos per via di certe chiazze bianche sul volto e sul
corpo che spiccavano sulla pelle abbronzata. I suoi capelli non
esistevano pi ma gli occhi erano verdi come quelli di Giovane di
Kron. Rossa invece aveva i capelli come i figli, del colore della
fiamma. Offrirono acqua fresca agli ospiti e li trattarono gentil-
mente. Fu, poi, la volta della Caverna del Sole dove furono accolti
da Kami il saggio, padre del padre di Kir, e nessuno disse alla
Prima Madre che il giovane Kir era morto per mano della gente di
Crom, anzi furono cortesi con lei e con Luce. Alla Caverna Picco-
la furono accolti dal Sordo, chiamato cos, nonostante ci sentisse
benissimo, per via del vezzo di farsi ripetere due volte le doman-
de. Successivamente visitarono il Riparo, bene accolti dalla fami-
glia di Der. Andarono poi alla Caverna Alta e fece gli onori di casa
Mar il saggio. Infine visitarono la Caverna Ultima, abitata dalla
famiglia di Muma, anziano ed esperto cacciatore e da altre due
famiglie.
Nel corso delle visite la Prima Madre parlava e rispondeva bre-
vemente, annotando nella mente ogni particolare riguardante per-
sone e cose. Sulla strada del ritorno, passando sulla pista erbosa
impreziosita dai fiori che eran tornati a crescere dopo il passaggio
delle mandrie erratiche, si ferm ad osservare la struttura dei
capanni, volle entrare in uno e alla fine chiese perch non fossero
abitati. Le fu risposto che servivano soltanto per il periodo della
caccia alla selvaggina migratoria e lei non fece commenti. Pi
avanti la piccola folla che li precedeva si arrest di colpo, ondeg-
gi e prese a spartirsi. In fondo al corridoio umano alla Prima
Madre apparve una figura femminile e lei indovin subito chi
fosse e si fece attenta.
Col suo incedere armonioso Maga avanzava senza fretta e senza
guardar nessuno, gli occhi di ghiaccio fissi avanti a s. Nel silenzio
che s'era fatto si udiva il tintinnare lieve delle conchiglie di cui era
formato il perizoma. Quando fu di fronte alla Prima Madre si
limit a fissarla brevemente negli occhi, quindi, senza degnare
nessun altro di uno sguardo, volse le spalle e s'allontan, lenta-
mente com'era venuta.
Subito dopo tutti ripresero a chiacchierare allegramente ed i
bambini a scherzar con Luce e a ridere con lei, nessuno per
osava parlare alla Prima Madre che incuteva soggezione per come
era rimasta impassibile nel ricambiar lo sguardo a Maga.
Infine raggiunsero la Caverna Grande e il sole cominciava a
scendere nel cielo. A Kron la visita aveva messo appetito e chiese
che si preparasse subito il focolare. Agli ospiti fu offerta acqua da
bere e per rinfrescarsi le mani e il volto e subito dopo ebbero
inizio i preparativi per la cena. Vecchia di Kron volle prender
posto accanto alla Prima Madre e Nero rest in piedi, impaziente
di veder tornare Sole dagli scogli. Luce volle prender tra le brac-
cia la piccola Dolceacqua mentre Mana, Ita e Tuna accudivano al
fuoco e Ura aiutava suo marito a spellare alcuni porcospini. Quel
giorno nessuno era andato a caccia ma c'erano molti piccioni cre-
stati abbattuti dall'Orbo il giorno prima e quei porcospini-cattu-
rati dal Grosso. Sotto gli occhi attenti della Prima Madre i piccio-
ni, gi spennati, furon tolti da sotto lo strato d'erba che li ricopri-
va, sventrati e ripuliti con un'accuratezza che stup le due ospiti.
Quando Ura prese del sale da una ciotola di legno la Prima Madre
volle sapere che cosa fosse quella polvere biancastra e Vecchia di
Kron spieg che si trattava di sale ma Nero non seppe tradurre
quel termine. Allora Vecchia di Kron spieg che serviva per dar
miglior sapore ai cibi e anche stavolta la traduzione di Nero fu
inadeguata e la Prima Madre rinunci. Dal canto suo Vecchia di
Kron non riusciva a capire come quella gente, cos avanzata nella
fabbricazione di armi e utensili, non conoscesse l'uso del sale. I
piccioni furono poi allineati sulle pietre del focolare e l'Orbo li
teneva d'occhio, pronto a rivoltarli con un bastoncino. In quanto
ai porcospini vennero infilzati in uno stecco e dapprima il Grosso
ne fece bruciare alla fiamma viva gli aculei, quindi li dispose come
i piccioni ma pi vicini alle braci.
Intanto Kron si sforzava di far conversazione con Luce che
continuava a coccolare Dolceacqua.
La tua Prima Madre chiede sempre e tu non domandi mai,
perch? , le chiese. Dopo che Nero ebbe tradotto Luce rispose:
 La Prima Madre sa cosa chiedere. Io mi limito ad osservare... .
La traduzione fece sorridere Kron che volle insistere:  Fa' una
domanda tu. Non sei curiosa?.
Come fate voi a rendere cos morbide le pelli del cerbiatto?,
chiese allora Luce, palpando la tunica di Vecchia di Kron.
Le mastichiamo a lungo, noi donne vecchie, rispose diretta-
mente Vecchia di Kron. In questo modo diventano morbide.
Subito dopo si alz, and ad infilarsi sotto la sua tenda e ne us
portando due pelli di cerbiatto morbidissime che porse a Luce.
La fanciulla ne fu talmente emozionata che non riusciva a pren-
derle e guardava alla Prima Madre come a chiederle il permesso
di accettare il dono.
Sarebbe scortese non accettare, le disse la Prima Madre.
 Questa ragazzina non assomiglia nell'aspetto a mia figlia
Sole, osserv Kron, a mezza voce, eppure me la ricorda, quan-
do sorride ed  felice... .
E' un dono bellissimo! , esclam Luce, commossa.
Lei dice bene bene bene!, tradusse Nero e la gente della
Caverna Grande batt le mani, contenta della felicit di Luce.

Nean fiocinava un pesce dopo l'altro mentre ai capi della rete
stavano Sole e Tal. Poco distante Giovane di Kron e le altre ragaz-
ze della Caverna Grande continuavano a raccogliere molluschi.
Sapevano dei visitatori perch avevano udito la conchiglia annun-
ciarli ed erano tutti curiosi e impazienti di vederli. Tutti tranne
Nean che continuava a fiocinar pesci quasi con rabbia. Per Nean
quella visita altro non era che un astuto approccio, un tentativo
per ingannare la gente dei Balzi Rossi, perci era di pessimo umo-
re.
A met giornata venne a riferire Der, che poco prima aveva
accolto gli ospiti nella caverna del Riparo. La donna vecchia
dev'essere molto furba e incute soggezione. Gli Alti la chiamano
Prima Madre e sembra che comandi non soltanto alle donne ma
anche ai cacciatori , raccont Der.  Ha portato con s una ragaz-
za dell'et di Sole, molto bella e gentile... .
Che ti succede, Der!, si accigli immediatamente Nean.
Ora ti piacciono le ragazze degli Alti?.
E piaciuta a tutti, si giustific Der, e tutti dicono che 
bella, non soltanto io. Lei, la Prima Madre e Nero hanno visitato
le caverne e... .
Akis non c'era?, chiese Gata, interrompendo.
Akis  sceso con loro ma  risalito subito all'accampamento
per avvertire gli Alti che la Prima Madre e la ragazza resteranno
questa notte ospiti della Caverna Grande... .
Andiamo di bene in meglio! , sbuff Nean, scontento.
Hanno portato doni e ho sentito fare il tuo nome, lo inform
Der. Il Cattivo, che era pi vicino di me all'ingresso della tua
caverna, dice che questa Prima Madre ha regalato a Vecchia di
Kron certe pietre che accendono il fuoco immediatamente.
E che ce ne facciamo! , esclam sprezzante Nean. Il fuoco
lo sappiamo accendere anche noi con i legni secchi.
 Se sono venuti da amici, intervenne Tal,  gli regaler colla-
ne.
Bada alla rete, tu! , s'incoller Nean. Hai mai visto una vol-
pe regalar le ghiande ai cinghialetti? La loro amicizia  un truc-
co!.
 Sono d'accordo con te , concesse Der,  ma bisogna rispetta-
re gli ospiti, specie se sono donne. La Prima Madre ha incontrato
Maga e ne ha retto lo sguardo. Abbiamo visto tutti che non ha
abbassato gli occhi come facciamo noi.
E questa ragazza giovane  davvero cos bella?, chiese Sole,
incuriosita. Der guard esitante Nean ma fin per rispondere:
Tutti la trovano bella e dolce. Ha mani e piedi piccoli e denti
bianchi e piccolissimi.
L'hai guardata bene, vero?, borbott Nean, in tono d'accu-
sa.
Perch non avrei dovuto guardarla?, si difese Der. E' anche
simpatica e gioca con i bambini... . Nean arpion un pesce e lo
gett sul mucchio prima di osservare: Insomma, questa ragazza
ti piace... .
Perch non dovrebbe piacergli? , salt su Sole.  A me piace
Nero perch  bello e gentile. Che c' di male?.
A te piace Nero, a Giovane di Kron piace Akis e tutte voi
volete un figlio con la testa piccola!, grid Nean, in collera.
Allora ditelo chiaramente, voi donne! Lasciamogli la spiaggia, la
selvaggina e le caverne! Lasciamogli le nostre donne e andiamoce-
ne noi sui monti! .
Tu hai ragione, Nean, ma monti in collera troppo facilmen-
te! , esclam Der, offeso.  Sar bene che io me ne vada .
Ti chiedo scusa, Der, disse subito Nean, dispiaciuto. So
bene che mi sei amico. Non intendevo assolutamente offenderti.
Lo so, non hai bisogno di chiedermi scusa , rispose Der, rab-
bonito. Dovresti anche sapere che se prima eravamo in pochi
giovani a voler combattere, ora tutti i giovani dei Balzi Rossi sono
intenzionati a cacciare via gli Alti se non se ne andranno dopo che
Maga avr partorito. Nel frattempo non devi renderti amaro il
sangue dal momento che cos  stato deciso.
Hai ragione, sospir Nean, il mio carattere tempestoso mi
tradisce anche quando non  il momento e persino nei confronti
degli amici.
Riserba il tuo carattere per quando combatteremo, se dovre-
mo farlo , sorrise Der.  Ora me ne torno al Riparo e tu continua
a pescare. Pu darsi che alla giovane Alta piacciano i frutti di
mare... . I due giovani scoppiarono a ridere e Der si allontan,
salutando con la mano le ragazze che, poco pi in l, continuava-
no a raccogliere molluschi.
 Posso dirti una cosa, Nean? , chiese Sole prima che il fratello
riprendesse in mano la fiocina. Io spero che gli Alti se ne vadano
ma vorrei che Nero restasse con noi.
Nean gett un'occhiata alla collana di canini di cervo che Sole
ostentava e scosse la testa bionda. Dicono che io abbia la testa
dura, comment,  ma tu, con tutta la tua dolcezza, ce l'hai pi
dura della mia. Non ho nulla contro il tuo Nero che si comporta
con correttezza e dignit e per conto mio potr restare. Ora
riprendi in mano il capo della rete e bada ai pesci. Ce ne sono
ancora tanti?.
 Solamente due ma sono grossi , rispose Sole ed era raggiante
di felicit per la risposta del fratello.
Poco pi in l Giovane di Kron sbuff di noia e, gettata una
bivalve nel mocchio che fra tutte avevano raccolto, sedette a gam-
be incrociate nell'acqua bassa e tepida. Basta, per oggi! . Le si
accost Gata che le sussurr all'orecchio: Sono incinta anch'io,
sai? I nostri figli nasceranno insieme.
 Sono contenta per te , rispose Giovane di Kron in tono indif-
ferente.
Se gli Alti restassero, sussurr ancora Gata badando a non
farsi sentire dalle altre, tu vorresti stare con Akis?.
Quello  buono soltanto per montare le ragazze, rispose
sprezzante Giovane di Kron.  Se avr un maschio non mi interes-
ser pi di lui.
Allora lo lasceresti a me?, chiese Gata, ansiosa.
Lo lascio a chi se lo prende! , sbuff Giovane di Kron e
Gata, rassicurata, si scost da lei e riprese a raccogliere molluschi.
Nel frattempo Nean aveva fiocinato gli ultimi pesci rimasti
intrappolati nell'anfratto e, dopo aver osservato la posizione del
sole, dichiar che era ora di rientrare alla Caverna Grande. Tal,
va' a dire alle ragazze che raccolgano nei sacchi ci che hanno
preso e poi torna qui subito. Dobbiamo ancora desquamare i
pesci e sventrarli.
Non pu andarci Sole?, chiese Tal con una smorfia.
Io sto avvolgendo la rete a sacco, rispose Sole. Vacci tu.
Con una smorfia Tal indoss il calzone di pelle e, siccome i
fratelli lo guardavano perplessi, borbott: C' Giovane di Kron,
con le ragazze... .
Nean e Sole risero, ricordando della volta in cui Giovane di
Kron voleva tirarsi dietro Tal tenendolo afferrato per il pene.
Poco pi tardi, sventrata e desquamata una grande quantit di
pesci che colmavano la rete e sistemate conchiglie e frutti di mare
nei sacchi, si avviarono alla Caverna Grande. La rete che Nean
s'era gettata sulle spalle era cos grande e colma che il giovane
quasi vi scompariva sotto pur reggendo il peso senza sforzo alcu-
no. In quanto a Tal portava un sacco di conchiglie, traforato in
fondo per farne uscire l'acqua, e anche i sacchi di pelle di cinghia-
le che portavano le ragazze avevano buchi per lo stesso scopo.
Quando giunsero al grande focolare acceso di fronte all'ingresso
videro gli ospiti gi seduti, tranne Nero che subito si avvicin a
Sole e le tolse il sacco prima di salutarla.
Vedo che avete fatto una pesca straordinaria!, tuon il
vocione di Kron e intanto la gente della Caverna Grande si affac-
cendava ad aiutare le ragazze. Nean depose il grande sacco a rete
e lui e la Prima Madre si fissarono. Nean vide un volto magro e
rugoso dal naso affilato e gli occhi nerissimi e acuti che affondaro-
no nei suoi. Poi guard Luce che, chiaramente intimidita da lui,
chin subito il volto. Vi furono confuse presentazioni mentre
Kron frugava golosamente nei sacchi. Impassibile la Prima Madre
restava accosciata al suo posto, il busto eretto, in attesa. Luce
continuava a tenere in braccio Dolceacqua ed a tratti levava gli
occhi a incontrare quelli azzurri di Nean ma subito li abbassava.
Vecchia di Kron entr nella caverna e ne usc con i doni della
Prima Madre per mostrarli ai figli e alle ragazze, che non li aveva-
no ancora visti. Quando porse la scure a Nean, spiegandogli che
era un dono per lui, affinch uccidesse il leopardo, Nean gett
appena un'occhiata all'arma e subito la pos a terra.
Ucciderai il leopardo per me?, gli chiese la Prima Madre.
Sole! Vuoi ricordare a Nero che c' bisogno di lui?, si spa-
zient Nean, guardando accigliato i due giovani che ancora indu-
giavano a sorridersi. Vieni a sedere accanto a me e fa' sedere
accanto a te Nero.
Nean sedette di fronte alla Prima Madre e li separavano le braci
del focolare. Sole gli sedette accanto e Nero, sorridendo, s'acco-
sci a fianco della ragazza.
 Ucciderai il leopardo per me? , ripet la Prima Madre. Dopo
che Nero ebbe tradotto Nean rispose:  Uccider il leopardo, for-
se. Ma perch dovrei ucciderlo per te? Per vendicare tuo figlio?.
La Prima Madre, impassibile, ascolt la traduzione, laboriosa ma
fedele, di Nero e rispose:  Non per vendicare mio figlio Amal ma
per impedirgli di morire. Lui vuole uccidere il leopardo ma io
temo che il leopardo uccida lui. Mio figlio non  un bravo caccia-
tore. Noi non abbiamo mai visto un leopardo.
Prima Madre dice: lei male che Amal vuole cacciare leopar-
do, tradusse Nero. Amal cacciare leopardo, Amal morire.
Nean cacciare leopardo, leopardo morire.
Loro non hanno mai visto leopardi, intervenne Tal che, a
forza di erudire Akis, aveva anch'egli imparato qualcosa deIla lin-
gua dei Crom. La Prima Madre non vuole che tu vendichi il
figlio ma che gli impedisca di morire sbranato dal leopardo che lui
vuole cacciare.
Oh, Tal capisce bene! , esclam Nero, ammirato.
E capisco bene anch'io , mormor a bassa voce Nean.  Fos-
se per me quel leopardo lo lascerei vivere tranquillo. Alzando lo
sguardo incontr gli occhi luminosi di Luce e bruscamente l'apo-
strof: Come ti chiami? Forse mi han detto il tuo nome ma non
l'ho capito.
Quel rivolgersi a lei con un tale cipiglio e un tale tono, impaur
Luce che non aveva capito, ovviamente, il linguaggio di Nean.
Il suo nome  Luce, intervenne Nero, e pronunci poi la
traduzione del nome nella lingua dei Balzi Rossi.
Le sta molto bene!, esclam Tal. I suoi occhi mandano
luce.
E vero , disse Sole e, sorridendo a Luce, batt le mani, imme-
diatamente imitata dalle altre donne. Confusa, Luce non aveva
capito nulla e Nero si incaric della traduzione, spiegandole
anche che l'applaudivano per simpatia. Questo aument la sua
confusione e lei si guardava intorno, accennando a un debole sor-
riso e stringendo maggiormente a s la piccola Dolceacqua che le
si era addormentata tra le braccia. Intanto Tal s'era infilato dentro
la caverna e, quando ne usc, aveva tra le mani tre fra le pi belle
ultime collane. Sorridente si accost alla Prima Madre e le infil
una collana, poi fece lo stesso con Luce e infine si accost a Nero
che, pur sorridendo, lo ferm col gesto. Io questa collana bene
bene! , esclam toccandosi quella di conchiglie che portava al
collo e che gli aveva regalata Sole e tutti capirono che voleva por-
tar soltanto la collana di Sole e applaudirono anche lui.
Tra poco inviteremo tutti gli Alti a dormir con noi nelle nostre
caverne, borbott di malumore Nean, oppure ce ne andremo
addirittura per lasciargli maggior spazio... .
 Non te ne puoi star zitto, almeno per stasera? , grugn l'Or-
bo, intento a voltare e rivoltare i suoi piccioni, e anche Kron
diede un'occhiataccia al figlio. Nean ricord la discussione con
Der e prese la decisione di mostrarsi, se non cordiale, almeno
educato con le ospiti. Raccolse da terra la scure donatagli dalla
Prima Madre, la esamin con cura e torn a riporla accanto a s.
E' una buona scure, disse alla Prima Madre. Uccider il leo-
pardo.
La Prima Madre annu. E porterai la pelle a Luce?, chiese.
Colto di sorpresa da quella domanda che Nero aveva brevemente
tradotto Nean guard Luce che gli ricambi uno sguardo timoro-
so.
Porter la pelle a te, rispose Nean, e la darai a chi vuoi.
Cos va bene! , esclam Kron che moriva dalla fame. Ora
possiamo cominciare a mangiar frutti di mare, intanto che arrosti-
scono piccioni e porcospini?.

Le donne erano scese a prender l'acqua al torrente, gli uomini
erano a caccia. Accosciate tra gli alberi dell'accampamento che le
riparavano dal sole, la Prima Madre e Luce discorrevano piana-
mente. La Prima Madre raschiava le ultime pelli di marmotta che
le avevano portato i cacciatori. Luce, che indossava la morbidissi-
ma tunica di pelle di cerbiatto ricavata dal dono della moglie
anziana di Kron, guardava e imparava.
Questa gente dei Balzi Rossi, disse la Prima Madre, ripren-
dendo il discorso,   di buon carattere e non nutre diffidenza ma
soltanto perch non conosce la paura. Sono pronti ad accoglierci
come a combatterci e il fatto che non abbiano un capo complica
le cose....
Quel Nean mi fa paura..., mormor Luce, arrossendo suo
malgrado.
 Una bella ragazza come te deve imparare a non aver paura di
un uomo, per quanto feroce sia, replic la Prima Madre. Ma di
questo parleremo tra qualche tempo, capirai meglio che cosa
voglio dire. A me fa paura, invece, quella loro sciamana, Maga.
Quando ci siamo incontrate ho retto il suo sguardo ma capivo che
lei mi leggeva nel cervello. Lei ha questo potere e adesso conosce
le mie intenzioni. Le comunicher alla sua gente? Io temo que-
sto .
Ma quella donna non ha detto nulla, Prima Madre, obiett
Luce, impensierita.
Non ha detto nulla ma potr sempre farlo, sospir la Prima
Madre. Io so che ha una potenza straordinaria e temo pi lei di
Nean.
Non ti capisco, Prima Madre, mormor Luce.
Tu sei innocente e in buona fede, disse la Prima Madre,
mettendo da parte una pelle di marmotta e prendendone un'altra
da raschiare.
E' male essere innocenti e in buona fede?, chiese sommessa-
mente Luce.
E' bene, alla tua et, precis la Prima Madre. Se tu avessi
pi esperienza sarebbe male. Non continuiamo questo discorso,
per ora. Lo riprenderemo quando sar il momento. Ora dimmi:
che cosa ti ha colpito di pi, durante la visita alle caverne dei Balzi
Rossi? .
La gentilezza della gente, il loro modo di vivere gioioso,
rispose senza rifletter tanto Luce. Sembra che non abbiano un
pensiero al mondo. E' bello vivere cos.
La Prima Madre rivolse a Luce uno dei suoi rarissimi sorrisi.
Hai colto nel segno, le disse. Io per ho fatto caso ad altre
cose. Hai notato i loro bambini?.
Sono simpatici e gli permettono tutto, rispose Luce.
Io dico, fisicamente. Assomigliano in tutto e per tutto ai loro
genitori, meno che in una cosa... .
Gli occhi, forse? , chiese Luce, dopo aver riflettuto.
Brava! Ma non propriamente gli occhi. Si tratta delle ossa
delle orbite. Non hai fatto caso che gli adulti hanno un osso unico
sopra gli occhi? I bambini no, hanno due ossa, ben distinte. Ma
gi gli adolescenti hanno soltanto un osso, che gli fa ombra agli
occhi. E la testa, cos grossa, l'hai notata?.
S, le loro teste sono veramente grosse..., mormor Luce.
Per quella di... di quel Nean non mi sembrava cos grossa... .
Meglio cos, comment la Prima Madre. Ma devo dirti che
le loro grosse teste, specie quelle dei maschi, costituiscono un
grave pericolo quando le donne partoriscono figli maschi.
Di questo abbiamo gi parlato, mormor Luce, incerta.
Hai notato che sulla spiaggia incontravamo molte pi bambi-
ne che maschietti?.
S, l'ho notato.
E' una cosa importante. Sai bene che quella Maga e anche la
moglie giovane di Kron si son fatte ingravidare da Akis sperando
di averne un figlio che, se maschio, non le laceri nascendo.
Questo ce lo hanno detto sia Akis che Nero, rispose Luce.
Tu vuoi farmi capire che le donne dei Balzi Rossi gradirebbero i
nostri uomini perch hanno la testa piccola?.
Vedo che sei pronta a capire. Questo verr a nostro vantaggio,
quando sar il momento.
Posso chiederti una cosa? Se una donna Crom fosse ingravi-
data da un maschio dei Balzi Rossi, che... che accadrebbe?.
La Prima Madre stava per rispondere quando irruppero sulla
scena Obi e la sua lupa, rincorrendosi a vicenda, lui gridando e lei
abbaiando. La giovane lupa era cresciuta e il suo mantello folto
s'era fatto pi lucido e scuro. Ora giocava assai meno con Obi e
trascorreva la maggior parte del tempo a dar la caccia alle mar-
motte. Era diventata abilissima e non passava giorno che non
riportasse al suo piccolo amico qualche preda e Obi ne andava
fiero. Accadeva anche che la lupa, nelle sue scorribande, scovasse
qualche cinghiale e allora ringhiava e latrava ma non osava attac-
carlo e istintivamente chiamava i compagni di un branco che non
c'era. Un giorno le era capitato di stanare un grosso verro dal
pessimo carattere che l'aveva inseguita furibondo sinch entrambi
gli animali non s'erano imbattuti in Karai che, con altri cacciatori,
rientrava all'accampamento. A loro il cinghiale aveva mostrato le
terga e, da quel momento, le parti s'erano invertite. Come sapesse
che gli uomini avrebbero attaccato il cinghiale e non lei, la lupa
aveva inseguito il grosso verro, gli aveva tagliata la strada e, rin-
ghiando minacciosa come fosse pronta ad attaccarlo, lo aveva
attardato favorendo i cacciatori. Il cinghiale era stato ucciso a
colpi di lancia e la lupa ricompensata da una razione pi che
abbondante.
La lupa cresce e cresci anche tu, osserv la Prima Madre,
continuando a raschiare accuratamente la pelle di marmotta,  ma
il vostro comportamento sar differente. Tu resterai con noi, la
lupa se ne andr. Voglio dirti di un'altra cosa che ho osservata gi
alla spiaggia. Quei capanni che loro usano per la caccia. Potrem-
mo viverci comodamente noi, non credi? Dicono che durante la
stagione fredda sono mal riparati dal vento e risultano soffocanti
durante la stagione calda ma loro sono troppo bene abituati. Al
villaggio di Crom le nostre capanne di argilla, pietre e pelli erano
di poco pi grandi e spesso crollavano sotto il peso della neve... .
Credi che ci metteremo d'accordo, Prima Madre?.
Dovremo per forza metterci d'accordo, sospir la Prima
Madre. Le mie ossa reclamano il caldo, il mio vecchio corpo la
tranquillit. S, credo proprio che ci metteremo d'accordo, noi e
loro... .
La Prima Madre non aveva da risolvere soltanto problemi ine-
renti il futuro della sua gente, perch se ne presentavano anche di
immediati. I Crom cominciavano a sentire penuria di armi e di
utensili perch gli mancavano selce e quarzite per fabbricarne e la
Fabbrica era loro interdetta. Potevano cacciare soltanto pi in
alto dello stagno e dovevano dividere la selvaggina con la gente
dei Balzi Rossi. In questo modo non erano certi di poter conserva-
re carne a sufficienza per nutrirsene durante la stagione fredda. E
ancora: le donne giustamente invidiavano la morbidissima tunica
di pelle che indossava Luce e pretendevano che i cacciatori insi-
diassero pi i cerbiatti che non i cervi, trascurando la maggior
quantit di carne a favore della morbidezza della pelle. La Prima
Madre ne discuteva quasi ogni giorno con Karai che rappresenta-
va i cacciatori e, invariabilmente, lo invitava a pazientare. Infine,
la Prima Madre aveva un problema personalissimo e non facile da
risolvere e questo problema si chiamava Amal.
Di ritorno dalla visita alle caverne lei aveva illustrato alla sua
gente ci che aveva visto, concludendo che bisognava essere otti-
misti perch gli uomini e le donne dei Balzi Rossi sembravano
malleabili e c'era da sperare in un accordo duraturo. La sua rela-
zione aveva soddisfatto tutti, meno Amal che era intervenuto con
la violenza di una volta, sputando livore e saliva insieme alle paro-
le.
Come si era permessa, la Prima Madre, di donare una scure
all'uomo che l'aveva ferito e avrebbe voluto ucciderlo? Non s'ac-
corgeva che il di lei comportamento annullava tutti i sacrifici sof-
ferti dai Crom per raggiungere i Territori Caldi e la Grande
Acqua Salata? Erano meglio armati e pi forti di quei selvaggi,
pi disciplinati, pi esperti di combattimento e avrebbero potuto
scacciarli facilmente dalle loro caverne e dal loro territorio. Invece
stavano facendo la figura dei vigliacchi ed erano succubi delle
angherie di quella gente, esposti a qualsiasi attacco proditorio! E,
da ultimo, perch la Prima Madre aveva delegato quel selvaggio a
uccidere il leopardo? Lui, Amal, avrebbe ucciso il leopardo! Lui e
nessun altro!
La Prima Madre aveva risposto in tono conciliante. Erano in
pochi e la vita di ciascuno di loro era preziosa, non era giusto
rischiarla se si potevano trovare altre strade. Amal aveva ragione
affermando che avrebbero potuto sconfiggere gli uomini dei Balzi
Rossi ma aveva torto nel pensare che li avrebbero vinti facilmen-
te. I fatti dimostravano il contrario. La questione del leopardo,
poi, era stata male interpretata da Amal che lei aveva soltanto
inteso dire, nel regalar la scure a quel riottoso Nean, che adope-
rasse il dono per la pace e non per la guerra...
I cacciatori avevano approvato il discorso e ci aveva ancor pi
esacerbato l'animo di Amal che si sentiva emarginato e ne accusa-
va la madre. Ad attribuirsi colpe non pensava minimamente per-
che la sua intelligenza era sopraffatta dall'iracondia e dalla con-
vinzione d'essere nel giusto. Ne risultava una disonest mentale
che lo portava al malanimo verso i cacciatori che, mentre gli ave-
vano ubbidito ciecamente prima, affidandogli ogni responsabilit,
adesso lo sfuggivano persino con lo sguardo. Per queste sue ragio-
ni Amal stava iniziando a odiare la madre e non faceva differenza
fra lei e il leopardo che lo aveva sfigurato.

Il sole era gi basso e i cacciatori tardavano a rientrare. La
Prima Madre ordin alle donne di accendere comunque il grande
focolare ed esse lo fecero. Prima dei cacciatori rientrarono Nero e
Akis che, come di consueto, erano scesi a portare ai Balzi Rossi la
parte di selvaggina che avevano pattuita. Akis appariva spaventato
e volle parlare per primo.
Mi devi consentire , disse alla Prima Madre,  di non scende-
re pi alla spiaggia. Ora Nero parla la loro lingua meglio di me.
Sar sufficiente lui, che viene tollerato da Nean, magari aiutato da
un compagno che sceglierete. Io non voglio pi scendere alla
spiaggia perch Nean mi ha pi volte minacciato di... di uccider-
mi!.
 Lo ha minacciato di tagliargli i coglioni, per via che ha ingra-
vidato non soltanto Maga ma anche Giovane di Kron, spieg
Nero, senza reticenze.
Ho anche ingravidato una ragazza della Caverna Grande che
si chiama Gata ed  figlia di quello Scontento ucciso da Ziku! ,
sbott Akis. Forse lei lo dir o forse no ma, se lo dicesse, io...
io... insomma, Prima Madre! chiedo di non dover pi scendere ai
Balzi Rossi! .
Non scenderai pi, acconsent la Prima Madre e, rivolta a
Nero: Hai parlato con Kron?.
Siamo d'accordo, rispose Nero, di continuare a dividere a
met la selvaggina ma potremo tenere per noi le pelli dei cerbiat-
ti.
Era d'accordo anche Nean?, chiese Luce.
Nean non  mai d'accordo, sorrise Nero. Per non ha
obiettato quando Kron mi ha dato del sale per la Prima Madre.
Comincio davvero ad apprezzare questo sale, disse la Prima
Madre prendendo il sacchetto di pelle che Nero le porgeva.
Comincio anche a credere che il mare, come loro chiamano la
Grande Acqua Salata, sia inesauribile fonte di cibo; non mi spia-
cevano i pesci e quei molluschi, specie quelli che facevano cuoce-
re alla brace. Anche il loro modo di cuocere la carne , forse,
migliore del nostro. Noi la facciamo bruciare direttamente alla
fiamma e risulta mezzo cruda e mezzo nera e polverosa... .
La fanno cuocere senza fretta... , osserv Luce che sembrava
pensare ad altro che alla carne.
 Proveremo anche noi , disse la Prima Madre.  Noi abbiamo
cose da insegnare a loro ma ne abbiamo anche da apprendere. Per
esempio quei fiori di piretro. Da quando li bruciamo non siamo
pi infestati dalle zanzare. S, penso proprio che dovremo insiste-
re nella strada degli scambi....
I cacciatori rientrarono insolitamente tardi, un gruppo dopo
l'altro.
Il primo gruppo, guidato da Noki, portava un cinghiale ucciso
a caro prezzo perch due cacciatori avevano avute spezzate le
punte delle loro lance, le uniche che gli fossero rimaste. Goran e il
suo gruppo avevano ucciso un cerbiatto ma due zagaglie mal
dirette erano andate perse in un burrone. Infine il terzo gruppo,
guidato da Karai, tornava a mani vuote, portando notizie che era-
no insieme buone e inquietanti.
Ci siamo spinti molto in alto sino al vallone dei mammut
rifer Karai alla Prima Madre, e credevamo d'essere stati fortu-
nati. Anche se non avevamo le pietre d'inciampo gi stavamo con-
certandoci per separare una femmina dal maschio quand'ecco
sbucare all'improvviso i selvaggi e spaventare con le fionde i
mammut. Lo hanno fatto ad arte e i mammut ci hanno caricati,
costringendoci alla fuga. Nel trambusto Irgu ha perso la sua lan-
cia e, quando siamo tornati a cercarla dopo che i mammut s'erano
inerpicati su per la foresta, abbiamo trovato i selvaggi che, riden-
do, ci hanno gettato ai piedi la lancia di Irgu, fatta a pezzi e con la
punta frantumata. A stento sono riuscito a trattenere i cacciatori.
Eravamo in numero maggiore dei selvaggi e avremmo potuto
facilmente vincerli. Ora potremo tornare a quel vallone con le
pietre d'inciampo ma le armi cominciano a mancarci e temo che
sar difficile evitare uno scontro con i selvaggi se continueranno a
provocarci .
Il racconto di Karai era stato seguito attentamente da tutti i
cacciatori che avevan fatto semicerchio intorno alla Prima Madre
e ne attendevano il giudizio. La risposta della Prima Madre li
disorient.
 Faris e Dabi, domani, non andranno a caccia , disse la Prima
Madre. Questa sera mangeremo il cinghiale e il cerbiatto e non
ne faremo parte con nessuno.
Posso chiederti perch Faris e Dabi non dovranno andare a
caccia, domani?, chiese Karai.
Perch sono i migliori a fabbricare arnesi, lame e punte di
lancia, fu la risposta, e domani avr bisogno di loro.
Karai e gli altri tutti se ne accontentarono perch avevano fidu-
cia illimitata nella Prima Madre.

Nella Caverna Grande, a sera, Nean arringava il fratello Tal.
Possibile che tu sia cos sciocco e credulone? Perch non ti
accorgi che quelli ti vogliono imbrogliare e che non gli importa
nulla di insegnarti le loro tecniche ma intendono soltanto fabbri-
car punte di lancia e arnesi che gli servono?.
Tal ascoltava ma, una volta tanto, per nulla sgomento di fronte
all'aggressivit del fratello e anzi con un cipiglio ostinato di cui
Nean non si rese sulle prime conto.  Io vado a caccia , prosegu
Nean,  e tu dovresti scendere agli scogli per frutti di mare, invece
lasci che se la sbrighino le ragazze perch sei troppo intento a
stabilir rapporti di amicizia con gente che si finge amica per
imbrogliarti meglio! .
Non bastandogli Tal come bersaglio Nean si rivolse al padre
che, come gli altri, ascoltava senza intervenire.  E tu, padre Kron,
non dici nulla di fronte a questa violazione dei patti? Gli Alti non
dovevano scendere pi in basso dello stagno se non per portare
alla spiaggia la parte di selvaggina che ci spetta. Invece se ne stan-
no, due di loro, alla Fabbrica e l fanno ci che vogliono.
Far sapere a quella gente che non possono usare della Fab-
brica, rispose Kron con calma,  per faccio sapere a te che stai
violando per primo i patti. Cos mi  stato mandato a dire. Tu
spaventi la selvaggina che loro stanno cacciando e questo non
porta alcun vantaggio a noi.
Dunque si lamentano, eh? , ghign Nean.  Si vede che con-
siderano di loro propriet la selvaggina che sta al di sopra dello
stagno. Tu sei d'accordo?.
 La selvaggina che sta sotto e quella che sta sopra  nostra , gli
replic tranquillamente Kron.  Per noi abbiamo dato ai Crom il
permesso di restare una stagione. Dopo quel termine loro hanno
promesso di andarsene ma, fino ad allora, dobbiamo permettergli
di cacciare per vivere.
Pi che giusto! Rispettiamoli e lasciamo che uccidano i nostri
mammut. Noi ci contenteremo della met. Ma  poi certo che ce
la stiano dando, questa met? E lasceremo che usino la Fabbrica
contro un insegnamento che non ci serve a niente? Dimmi, Tal,
che cosa sei riuscito a fabbricare, dopo tanti giorni di lavoro
comune con i nostri cari amici Crom?.
Questo, rispose Tal, traendo dalla sua sacca una lama di
selce tanto piccola che gli stava nel palmo della mano. Come
vedi ha due facce ed i Crom mi hanno insegnato la loro tecnica di
percussione. Da solo non ci sarei mai riuscito.
Forse questa lama taglia meglio di quelle ad una sola faccia
che fabbrichiamo noi?, lo aggred Nean. Forse si spezza con
meno facilit, oppure la si fabbrica pi in fretta?.
 Forse taglia meglio e forse si spezza meno facilmente, rispo-
se Tal. E' certo che ci vuole maggior tempo a fabbricarla ma il
punto non  questo.
Ah, no? E quale sarebbe, allora?, chiese Nean. Il tono era
sarcastico ma finalmente andava accorgendosi che il fratello, per
la prima volta, gli teneva testa con decisione.
Il punto , rispose Tal,  che io imparo cose nuove dai Crom
e che posso insegnarne a loro. Questo scambio  utile ad entram-
bi.
 Vuoi dire che una scure dei Crom spacca meglio la testa ad un
cinghiale che non una delle nostre?, lo stuzzic Nean.
 Ti ho gi detto che non  questa la ragione che mi spinge ad
imparare ci che sanno i Crom, replic con calma Tal. Puoi
spaccare la testa ad un cinghiale anche con una clava. Io gli inse-
gno ci che so in cambio di ci che sanno loro e ci guadagniamo
entrambi. Non si tratta soltanto della scheggiatura a due facce.
Voglio farti un esempio, Nean. Noi abbiamo sempre messo a
bagno le corregge, prima di usarle per legare mazze e scuri, per-
che credevamo che fosse l'unico modo per ammorbidirle onde
serrarle meglio. I Crom mi hanno spiegato che, col nostro sistema,
quando le corregge si asciugano dell'acqua resistono soltanto
poco tempo allo sforzo dei colpi. Invece, ammorbidendole con il
grasso d'orso prima di usarle e continuando a farlo durante l'uso,
le legature resistono per molto tempo. Mi hanno anche insegnato
che una legatura allogata in una scanalatura del legno difficilmen-
te scivola come invece accade con il nostro sistema che non scava
il legno prima di avvolgervi sopra le corregge. Queste scanalature
le fanno, con molta pazienza, anche sulla selce, sulla quarzite e
sull'osso di modo che le loro legature sono pi elastiche, pi fer-
me e pi sicure delle nostre. Occorre pi tempo, naturalmente,
ma il risultato  migliore.
Ebbene, ammesso che tu abbia ragione circa le legature non
vedo che utilit ci sia per noi di imparare i loro metodi, volle
polemizzare Nean.  Se mi si rompe una scure ne fabbrico imme-
diatamente un'altra. Ne posso fabbricare molte nel tempo che
loro impiegano a fabbricarne una soltanto! .
D'accordo, ma se la tua scure si slega mentre stai usandola
contro il leopardo?, obiett con calma Tal. E come potresti,
con i sistemi nostri, fabbricare lame piccole come questa che mi
sta nel palmo della mano? Sai bene che le lame piccole sono utili
per molti usi. Pensa anche al legno stagionato e ben polito, flessi-
bile e resistente, che usano per le zagaglie e per le lance: non ti
piacerebbe per la tua fiocina? Voglio provare a costruirtene una
con le punte di quarzite inserite nelle scanalature e legate alla
maniera dei Crom, con l'asta dura ma flessibile che non avresti
paura di spezzare contro la murena! .
Insomma, secondo te tutto ci che abbiamo fatto sino ad ora
non va bene? Dobbiamo cambiare tutto secondo ci che ti inse-
gna quella gente?.
Anche noi abbiamo da insegnargli. Per esempio che due cor-
regge sottili, se intrecciate insieme, sono pi resistenti di una cor-
reggia unica anche se spessa il doppio. Confrontando e mettendo
insieme ci che so io con ci che sanno Faris e Dabi, i due artigia-
ni Crom, otterremo un prodotto migliore di quanto non potrem-
mo lavorando separati.
Vedo che siete entrati in confidenza dal momento che conosci
i loro nomi... .
Che male c' a conoscere i loro nomi?.
Se non lo capisci da te non posso spiegartelo.
 Insomma, chi sei tu per vedere il male dove noi non lo vedia-
mo?, intervenne polemica Giovane di Kron.
Tu il male non lo vedi ma lo pratichi! , reag immediatamente
Nean. Ti sei fatta montare da Akis per il tuo piacere e, non
contenta, ti sei fatta ingravidare da lui perch temevi il parto se
fossi rimasta incinta di un maschio ad opera di mio padre Kron!
Ma se pretendi che vada a caccia per tuo figlio ti sbagli! Dovrai
ricorrere ad altri, non a me! .
L'accusa provoc dapprima un silenzio sbigottito. Alla Caverna
Grande tutti, compreso Kron, sapevano che Giovane di Kron si
era data ripetutamente ad Akis ma nessuno ne aveva mai fatto
parola e non perch si trattasse di cosa proibita ma per semplice
discrezione. Ora Nean ne aveva parlato apertamente, obbligando-
li a discuterne.
Sei incinta di Akis?, chiese Kron alla giovane moglie.
Si, sono rimasta incinta di lui, ammise Giovane di Kron.
Perch dovrebbe essere soltanto Maga ad avere questo privile-
gio? E, in quanto al fatto che io abbia provato piacere con Akis, 
forse una violazione delle regole? Oppure tu e tuo figlio volete
cambiare queste regole di libert per le donne?.
Calmati, nessuno vuol cambiare le regole!, sbuff Kron.
Per tu sapevi che il mio pi grande desiderio era di avere un
figlio maschio al quale insegnare le cose che Nean sa gi e che Tal
non desidera imparare.
Se avr un maschio potrai insegnargliele egualmente, replic
Giovane di Kron, e se sar una femmina non avrai motivo di
dolerti. Non puoi accusarmi se rifiuto di rischiar la morte facen-
domi ingravidar da te che hai la testa pi grossa fra tutti gli uomi-
ni della trib!.
Kron scoppi a ridere perch si trattava di un complimento e,
del resto, gli uomini dei Balzi Rossi non avevano mai saputo di
avere la testa esageratamente grossa, semmai erano gli Alti ad
averla troppo piccola. Tuttavia, sul problema posto da Nean,
Kron non aveva le idee molto chiare.
Se sar un maschio, borbott dopo un poco, rester con
me e tu andrai con Akis. Se sar una femmina te ne andrai con lei
da Akis.
Quella risposta sbalord tutti e non soltanto la diretta interessa-
ta. Non sarebbe stata la prima volta che ai Balzi Rossi una coppia
si scioglieva ma non era mai accaduto che una donna fosse scac-
ciata dalla caverna che abitava.
La prima a reagire fu addirittura Vecchia di Kron.  Non puoi
dirle di andarsene, Kron! Questa  la sua caverna! .
Giovane di Kron non ha violato alcuna regola!, protest
anche Ura.
 Non capisco perch tu non voglia tenerti Giovane di Kron e il
figlio che avr da Akis, maschio o femmina che sia! , esclam
scandalizzata Tuna.
 Nessuno prima di te ha mai detto cose simili, Kron , gli ram-
ment Mana.
E perch, se fosse una femmina non la vuoi tenere?, inter-
venne Sole, meravigliando tutti per il tono cos aggressivo contra-
rio al suo carattere.  Forse noi femmine siamo inferiori ai
maschi? .
I maschi vanno a caccia,  vero, disse Ita, ma noi femmine
gli procuriamo l'acqua e gli cuciamo gli abiti. Quando  stagione,
le bacche. Gli prepariamo il fuoco e siamo sempre pronte a dargli
piacere quando lo desiderano.
Forse Giovane di Kron non ti piace pi come femmina e ne
vuoi un'altra?, indag Vecchia di Kron. In questo caso puoi
prendertela ma non puoi scacciare Giovane di Kron. Questa  la
sua caverna! .
Era un vero e proprio assalto da parte delle donne mentre i
maschi, imbarazzati, tacevano perch, tranne Nean, ritenevano
tutti in torto Kron.
Ehi! Ehi! Un momento! , si difese finalmente Kron. Io non
voglio scacciare nessuno. Pensavo soltanto che, visto che Giovane
di Kron ha scelto di farsi ingravidare da Akis piuttosto che da me,
preferisse andare a vivere con lui! .
Io voglio vivere qui! , reag Giovane di Kron.  Se vuoi man-
dar via me perch non provi a mandar via anche Maga? E' forse
una colpa aver paura di morire di parto? Se  una colpa penso di
non essere la sola! .
Ritenendo d'essere chiamata in causa Gata stava per intervenire
quando fu preceduta da Nean, amareggiato per quei discorsi.
Prima che venissero gli stranieri , disse Nean,  le nostre don-
ne non avrebbero mai fatto questi discorsi e nessuna pensava al
pericolo di partorire figli maschi. Ora hanno questo timore.
Pazienza, vorr dire che, dovessero restare gli Alti, la nostra razza,
quella dei Balzi Rossi, finir per morire. Non dico altro.
Figlio, replic impressionata Vecchia di Kron, non voglio
sentirti dire queste cose! Il nostro patto con la gente di Crom
durer soltanto una stagione! .
In una stagione possono accadere tante cose, madre! , ribatt
Nean, riprendendo senza saperlo una frase di Nero. Ma ora
basta con questi argomenti. Il padre Kron avr fame... .
Hai detto bene, grugn Kron. Ho fame ed  l'ora della
cena .
Da qualche tempo Tal faceva un sogno ricorrente. Si rivedeva,
bambino che appena aveva imparato a camminare, nella Caverna
Grande e intorno a lui regnava un'eccitata confusione, un builam-
me in cui si agitava innervosito un gigante dai capelli biondi rac-
colti in treccioline sulle tempie. Era il padre Kron e Tal lo amava,
si sentiva protetto fra le sue braccia enormi, gli piaceva l'odore del
padre. Nel sogno, per, il padre Kron non gli badava. Era una
giornata gelida e nevicava persino sulla spiaggia. Tal avrebbe
voluto infilarsi all'interno della tenda di pelle di mammut di dove
venivan le grida della madre ma glielo impedivano. Nel sogno Tal
riudiva il suono della conchiglia, le grida della madre, i richiami
eccitati. Rivedeva il padre Kron e gli altri uomini, armati di lance,
uscire a presidiare la caverna; l'andirivieni affrettato delle donne,
ancora grida strazianti della madre. Infine, approfittando di un
momento di particolare confusione, era riuscito, intrufolandosi
fra le gambe delle donne, a strisciare sino al lato posteriore della
tenda, ne aveva scostato un lembo e aveva visto...
Alla luce della torcia resinosa aveva visto un grande occhio con-
tornato di pelo che andava deformandosi ad espellere una grossa
pupilla rotonda e lattiginosa... ma era davvero un occhio o non,
piuttosto, una bocca che s'allargava mostruosamente nel tentativo
di vomitare una sfera soffocante e maligna che non voleva uscire?
All'improvviso un grido come di morte e il sangue, sangue che
sgorgava dall'occhio-bocca e... la cosa che finalmente usciva, visci-
da nel sangue...
Ora Tal si chiedeva se quel sogno corrispondesse ad una qual-
che realt da lui osservata e poi dimenticata oppure se fosse sol-
tanto e unicamente un sogno le cui immagini gli provocavano un
invincibile ribrezzo tanto che si destava di soprassalto e in sudore.
Per la verit non indugiava sull'interrogativo e anzi si sforzava di
dimenticar le cose viste in sogno, quale che fosse il loro significa-
to.
Da quando v'era pace con i Crom lui divideva il suo tempo tra
la Fabbrica e gli scogli. Alla sua serenit di una volta mancava la
compagnia del Muto ma era diventato amico dei due artigiani
Alti, Faris e Dabi, che si sforzavano di imparar la lingua dei Balzi
Rossi cos come lui proseguiva nella conoscenza della loro.
Con Ura i rapporti eran quelli di sempre, di reciproca confi-
denza e di affetto, ma i loro personalissimi incontri s'erano inter-
rotti perch, iniziata la stagione delle bacche e dei tuberi, lei,
insieme con Vecchia di Kron, Tuna e Ita, andava a farne raccolta.
Le donne partivano presto e, raggiunta la foce del torrente, risali-
vano la riva sparpagliandosi per battere compiutamente quella
zona ricca di corbezzoli, di piccoli frutti dolcissimi, di radici e di
tuberi, di semi commestibili, di erbe medicinali e di fiori di pire-
tro.
Quando il sole era alto nel cielo e il calore si faceva insopporta-
bile scendevano a bagnarsi nelle anse quiete del torrente e quindi
riposavano all'ombra per un poco prima di riprender la raccolta.
Ognuna aveva con s un sacco di pelle di cinghiale e un bastone
biforcuto per difesa contro le vipere che in quella stagione erano
particolarmente attive.
Una mattina Tal, alla Fabbrica, stava lavorando d'impegno a un
nuovo punteruolo mentre i due Crom, Faris e Dabi, erano intenti
a scheggiare punte di lancia. Dal mare s'era levato un vento forte
che sospingeva attraverso il cielo brandelli altissimi di novole.
Quel vento forte che sapeva di acqua salsa significava mare mosso
in breve tempo e il mare mosso significava niente pesca e niente
raccolta di molluschi ma, sperava Tal, anche una buona raccolta
di conchiglie gettate a riva dalle onde.
Quando il sole fu a met del suo cammino Tal si lev in piedi,
ripose gli attrezzi nella sacca e attese che Faris e Dabi avessero
fatto altrettanto prima di scambiar con loro la solita formula di
commiato:  domani . Mentre scendeva alla spiaggia vide che il
mare era agitato e che la gente abbandonava gli scogli. Allora
ebbe l'idea di raggiungere le donne che raccoglievano bacche lun-
go la riva del torrente e devi sulla sinistra. In breve, dall'alto
ebbe la vista del torrente e le donne c'erano e stavano bagnandosi
nude nell'acqua fresca, ridendo e scherzando fra di loro. Tal rico-
nobbe la madre, Ita, Ura e Tuna col figlioletto Ron. Il suo deside-
rio era di potersi intrattenere con Ura e quindi cominci a scende-
re il fianco della collina ma, quando raggiunse la riva, le donne
eran gi risalite, tutte meno Tuna che continuava a giocar nell'ac-
qua con il figlioletto. Tal ne fu deluso perch adesso le donne si
sarebbero raccolte insieme all'ombra e lui non avrebbe potuto far
capire a Ura che desiderava le sue carezze. In ogni modo le cerc
e, come aveva immaginato, s'erano raccolte all'ombra delle pian-
te, con accanto i sacchi riempiti a met di frutti, di bacche e di
erbe. Lo accolsero affettuosamente e chiedevano perch non fosse
sceso a pesca.
 Il mare s' ingrossato , spieg,  e ho pensato di aiutarvi a
portare i sacchi .
 Se porterai il mio , gli sorrise Ita,  potr tornare prima ad
allattare Dolceacqua.
 Dovresti portare anche quello di Tuna, sugger Vecchia di
Kron. Tuna, dopo il parto, era rimasta claudicante e mal soppor-
tava i pesi. Tal rispose che avrebbe portato volentieri i sacchi di
Ita e di Tuna.
 Posa sull'erba la tua preziosa sacca e va' a bagnarti, intanto ,
gli consigli Ura. Sei impolverato e hai schegge di selce nei
capelli e nella barba. Tal si tocc la barba ed effettivamente
c'erano frammenti e minuscole schegge di selce. Pos la sacca
sull'erba e non pot trattenersi dal guardare le grosse mammelle
di Ura che per non accennava ad alzarsi. Allora borbott che
sarebbe andato al torrente e s'allontan deluso.
Tuna e Ron giocavano ancora nell'acqua e accolsero allegra-
mente Tal che restava sulla riva, esitante a liberarsi dell'indumen-
to. Infine si risolse e, nudo, entr nell'acqua bassa del torrente.
Subito Ron gli si attacc alle gambe mentre Tuna osservava riden-
do che aveva i capelli e la barba infarciti di schegge. Gli s'accost
e prese a togliere ad uno ad uno i frammenti dalla barba e intanto
Ron, avvistato uno stormo di gabbiani che s'era posato al centro
del torrente, era corso a riva in cerca di pietre da scagliargli con-
tro. Tuna aveva la stessa et di Tal poich l'Orbo l'aveva scelta
giovanissima quando era rimasto vedovo, era bella e ben fatta e la
sua zoppa non la pregiudicava se non nella corsa e nel trasporto
dei pesi.
Dovresti stare pi attento con queste schegge, osservava nel
togliere i frammenti, perch potrebbero andarti negli occhi.
Parlando e adoperandosi aveva premuto i seni contro il torace di
lui che immediatamente sent il sangue pulsare pi rapido mentre
insorgeva il desiderio. Non avrebbe mai creduto di poter provare
una simile eccitazione se non con Ura e invece il contatto con le
mammelle sode di Tuna aveva sortito il medesimo effetto. Ristette
teso e vergognoso, sperando che lei non se ne accorgesse, deside-
rando interrompere quel contatto che lo turbava e allo stesso tem-
po con la voglia di mantenerlo.
Forse sarebbe meglio che tuffassi la testa nell'acqua, rideva
intanto Tuna, perch hai pi pietre che peli e mi,  ci vorrebbe
tutta una giornata per levarti le schegge ad una ad una e... Oh!! .
Finalmente s'era accorta della prepotente erezione di Tal e ne
fu stupita e scossa perch come tutte (all'infuori di Ura che per
non ne aveva parlato con nessuno) riteneva che lui non desideras-
se le donne. Ora aveva sotto gli occhi la prova del contrario e ne
fu lusingata. Senza starci tanto su a riflettere strinse l'asta turgida
e immediatamente ne sprizz il seme. Sbigottita per questa fulmi-
nea soluzione fiss Tal che, restandole rigido in mano, la guarda-
va stranito. Per un attimo stettero immobili, vagamente udendo le
grida del piccolo Ron occupatissimo a scagliar pietre contro i gab-
biani posati sull'acqua, poi Tuna rilasci le dita, tolse la mano e
accarezz il petto di Tal, ma non sapeva cosa dirgli e anche lui
taceva. Infine compirono contemporaneamente gesti che non ave-
vano bisogno di parole. Tal pos una mano sulla spalla di lei e
Tuna abbass una mano a stringere nuovamente il pene sempre
rigido. La mano di lei si mosse e quella di Tal accarezz un fianco
e un seno della donna. Subito gli sfugg un gemito mentre provava
il piacere per la seconda volta. Dopo, Tuna gli accarezz il petto e
gli sorrise:  Ora immergiti nell'acqua, Tal. Sono contenta di aver-
ti dato piacere, credevo che tu non volessi, che non ti interessas-
se....
 Lo credevo anch'io ma... sono contento e ti ringrazio, Tuna ,
mormor Tal, accarezzandole i capelli biondi.
Se vuoi potr darti ancora piacere, dopo, insinu Tuna,
orgogliosa perch credeva di essere stata la prima e anche un p
intrigata perch Tal le era sempre piaciuto.  Per devi promette-
re di non ingravidarmi perch non posso partorire un'altra volta,
correrei il rischio di morire.
Oh, questo non sono capace di farlo, rispose Tal, confuso.
 Non capisco. Perch non ne saresti capace? , chiese lei, sor-
presa.
Imbarazzato, Tal esitava a rispondere e intanto, a pochi passi
da loro, Ron ebbe finalmente la soddisfazione di vedere un suo
lancio coronato dal successo: i gabbiani si levarono tutti insieme
in volo e Ron corse, sguazzando nell'acqua bassa, a vantarsene
con Tal e con la madre. Sollevato, Tal lo prese in braccio e usciro-
no dall'acqua. Indossati gli indumenti sulla riva s'avviarono insie-
me e lui pensava: perch non sono come gli altri? perch non
posso farlo?

Sceso col primo sole alle caverne per portare a Kron una pro-
posta e un invito da parte della Prima Madre, Nero rientr a met
giornata portando le risposte. Lo attendevano la Prima Madre
insieme a Luce, Karai e i due artigiani Faris e Dabi che da due
giorni si astenevano dal frequentar la Fabbrica.
Alla tua proposta di dividere a met le selci lavorate, Kron ha
risposto che la divisione comincer quando noi avremo avuto
punte da caccia a sufficienza, rifer Nero.
E una risposta generosa , comment la Prima Madre e anche
Karai, Faris e Dabi si mostrarono contenti.
Anche Nean era d'accordo?, chiese Luce.
Non ho visto Nean, rispose Nero, sorridendo a Luce con
una punta di malizia.  Sole mi ha detto che era uscito con Muuh
a cacciare il leopardo.
E per il mio invito a salire all'accampamento che ha rispo-
sto?, chiese la Prima Madre.
Che la zona dello stagno lui la conosce gi, rifer Nero e, con
un sorriso, aggiunse: La vera ragione  che Kron  uno sfaticato
e non ha nessuna voglia di fare tanta strada in salita. Questo me lo
ha spiegato Sole. Vecchia di Kron ti manda questo sale e Tal
questo sacco di frutti di mare.
Tal non  arcigno e cattivo come suo fratello Nean, disse
Luce.
Sono molto diversi, infatti, ammise Nero.
Nean mi fa paura, aggiunse Luce.
A proposito di Nean, disse Nero, rivolto alla Prima Madre,
Kron ti manda a dire che non disturber pi i nostri cacciatori
purch non violino i patti scendendo pi in basso della Fabbri-
ca.
Non siamo mai scesi pi in basso, fece notare Karai.
Questo, Kron lo ammette, e anche Nean, gli rispose Nero.
 Kron ha accusato il figlio di aver violato i patti per primo distur-
bandoti quando davi la caccia ai mammut.
Insomma, domani potremo tornare alla Fabbrica?, chiese
Faris e, ricevuta risposta affermativa dalla Prima Madre, lui e
Dabi se ne andarono soddisfatti.
C' un'altra cosa che dovrei dirti, Prima Madre, esitava
Nero, una cosa che ho saputo da Sole... .
Parla, lo invit la Prima Madre. Perch esiti?.
Perch non so se ti piacer ci che sto per dirti.
Neppure io lo so se tu non me lo dici, tagli corto lei.
Nean ha detto a Sole che, quando noi... uhm... voi ve ne
andrete, io potr restare... .
 Questa  una buona notizia e non soltanto per te , dichiar la
Prima Madre,  una buona notizia per tutti noi.
Ma... lui vuole che voi... che noi... che i Crom se ne vadano! ,
esclam Nero. Perch dici che  una buona notizia per tutti
noi? .
Io credo di aver capito, intervenne Karai. Questo significa
che anche un testardo come Nean pu ragionare anche se lo fa
soltanto per il bene della sorella.
 Non avrei mai creduto che Nean potesse voler bene a qualcu-
no, intervenne Luce, con asprezza insolita in lei. La Prima
Madre non fece commenti e invece si rivolse a Nero.
Karai vede giusto, disse al giovane. Io aggiungo: se una
donna Crom fa coppia con un cacciatore dei Balzi Rossi anche lei
pu restare. Se due donne dei Balzi Rossi fanno coppia con due
cacciatori Crom i due cacciatori possono restare... .
Capisco il tuo disegno, sorrise Karai che conosceva bene la
Prima Madre. Lei annu e torn a rivolgersi a Nero: Domattina
scenderai dicendo che ringraziamo per la concessione, per i frutti
di mare e per il sale. Ma farai anche un discorso a Vecchia di
Kron: se  vero che le donne dei Balzi Rossi sono libere come
dicono perch non accettano esse il mio invito e salgono all'ac-
campamento? .
Ho capito anch'io , sorrise Nero,  e porter la tua richiesta.
Secondo me Vecchia di Kron e le altre donne accetteranno.
Bada bene che non desidero, almeno per il momento, donne
giovani, avvert la Prima Madre. So che vanno agli scogli a
raccogliere frutti di mare e non voglio che se ne distolgano perch
Kron se ne dispiacerebbe ed anche Nean.
Vedo che tu stimi molto Nean, osserv Luce.
Infatti lo stimo ma, soprattutto, non voglio fornirgli alcuna
ragione per lamentarsi dei Crom , rispose la Prima Madre.  Spe-
ro che uccida presto il leopardo perch ogni giorno Amal e Tamil
scendono a cercar le orme di quella belva e Tamil non  proprio il
compagno di caccia che vorrei per mio figlio.
Amal  ossessionato dal leopardo, ammise Luce.
Vuoi che assegni due cacciatori esperti ad Amal per la sua
caccia al leopardo?, chiese Karai, dubbioso.
No, tutti i cacciatori validi serviranno per la caccia ai mam-
mut, rispose la Prima Madre.
Allora dovrai concedermi anche Nero, osserv Karai. Lui e
Noki sono i pi bravi con le pietre d'inciampo.
Nero mi serve per tenere le comunicazioni con la gente dei
Balzi Rossi , obiett la Prima Madre,  dal momento che Akis ha
paura di scendere.
Gi, ma Akis, a caccia, non mi serve a niente. E' diventato
grasso come una scrofa e, del resto, non  mai stato un buon
cacciatore. Lui sa soltanto correre dietro alle donne, si accigli
Karai.
Vuol dire che lascer libero Nero non appena sar possibile,
replic la Prima Madre. Per ora i nostri rapporti con la gente dei
Balzi Rossi sono pi importanti dei mammut.
So che tu decidi sempre per il meglio, si arrese Karai. Vuol
dire che ci limiteremo a controllare i mammut in quel vallone.
Oggi erano pi di ieri e comincio a credere che convengano in
quel posto da molte parti perch  ricco di alberi giovani ed 
vicino all'acqua.
Karai se ne and alla sua tenda e la Prima Madre e Luce resta-
rono sole.
Parli molto di Nean, dunque lui ti ha colpito, in qualche
modo, osserv la Prima Madre, scrutando Luce.
Credi che non abbia capito i tuoi propositi?, replic Luce.
Tu vuoi che una donna Crom faccia coppia con un cacciatore
dei Balzi Rossi e conti su di me. Per io ho paura di Nean, della
sua forza e della sua cattiveria. Non  stato affatto gentile con me
quando siamo scese in visita.
 Oh, in quanto alla sua forza ne son rimasta colpita anch'io. D
l'impressione di poter uccidere un uomo a mani nude e neppure il
mio Goran potrebbe tenergli testa. Ma da quando in qua una
donna trova terrificante la potenza muscolare di un uomo? Forse
tu, perch non sei ancora donna. Per lo sarai ben presto e allora
ne riparleremo. Perch dici, poi, che  cattivo? Lui  semplice-
mente convinto che noi vogliamo ingannarlo e, in questo, si
mostra assai pi intelligente di suo padre Kron. Se vuoi parlare
della sua scarsa gentilezza nei tuoi confronti io credo che tu sia in
errore. Ho ben visto che ti guardava con interesse... .
Con interesse? Prima Madre, i suoi occhi color del cielo erano
freddi e cattivi mentre mi guardava, tanto che dovevo abbassare i
miei!, esclam Luce, convinta. Forse sarebbe stato meglio se
avessi condotto con te Ela, che  pi bella di me e piace agli
uomini. Forse lei potrebbe far coppia con Nean... .
A lei sarebbe piaciuto di sicuro, disse la Prima Madre e
appena l'ombra di un sorriso le apparve negli occhi scuri,  ma lei,
o anche un'altra delle donne Crom, non sarebbe apparsa a Nean e
alla sua gente come sei apparsa tu... .
Perch, come sono apparsa, io?, chiese Luce, stupita.
 Innocente , rispose la Prima Madre.  Tu non potresti ingan-
nare nessuno e la gente dei Balzi Rossi lo ha capito subito, per
questo sei piaciuta a tutti.
Meno che a Nean, replic Luce, accigliata.
Questo lo vedremo, ribatt la Prima Madre. Anche Nero 
innocente e sincero. Per questo lo stimano e Nean gli permette-
rebbe di restare, non soltanto per amor della sorella. A suo modo
anche Nean  innocente e sincero quanto Nero. Lui non tergiver-
sa, non prende tempo, dice schiettamente ci che pensa. Io lo
ammiro e, nell'interesse della mia gente, me lo far amico.
Non sar facile, Prima Madre, osserv Luce. Nean  osti-
nato, lui non vuole assolutamente che restiamo.
Questo lo vedremo, Luce. Ora voglio parlare con te di una
cosa importante che, sino a questo momento, ho confidato sola-
mente a Ela.
Credevo che Ela non ti piacesse, osserv Luce, stupita.
Infatti non mi piace affatto e proprio per questo ho confidato
a lei per prima ci che sto per dire a te e che nessun'altra donna
ancora sa. Quando sar troppo vecchia o troppo stanca oppure
quando sar morta la Prima Madre sarai tu. Questo ho confidato
a Ela e questo dico a te, adesso.
Luce guard sbigottita la Prima Madre. Tutto si sarebbe atteso
meno che quella rivelazione. Ne fu talmente colpita che non riu-
sciva a spiccicar parola.
La Prima Madre allung una mano rugosa ad accarezzarle i
riccioli lucenti in un gesto carico di affetto.
 So che fra le donne sei la pi giovane, anzi non sei neppure
ancora donna, spieg con calma. Per sei intelligente, pronta
ad apprendere le cose che ti insegner nel tempo. Diventerai sag-
gia come me, ne sono certa. Ho dovuto avvertire della mia scelta
Ela perch lei pensava di potermi succedere se avesse fatto coppia
fissa con Amal, anzi pensava di potermi esautorare spingendo
Amal alla guerra contro la gente dei Balzi Rossi perch, in caso di
guerra, avrebbe mantenuto lui il comando... .
Finalmente Luce ritrov la parola ma soltanto per esclamar con
forza: Nessun cacciatore Crom, nessuna donna avrebbe mai
accettato Ela come Prima Madre! . La Prima Madre annu.  Lo
so bene. Il mio scopo, per, era quello di sviarla da Amal e dalla
guerra. Per questo le ho confidato la mia intenzione. Ora si 
rivolta a Karai che sapr bene come guardarsi da lei.
Per... Prima Madre! io... io non posso concepire che tu...
abbia pensato a me per... io non mi sento in grado... . Tornando
all'argomento Luce era stata ripresa dallo sbigottimento e non
riusciva a parlare.
Ho pensato a te con le mie buone ragioni! , l'ammon la Pri-
ma Madre, in tono severo e quasi irato. Ora ascoltami bene e
smetti di mostrare quella faccia sbalordita. Tu, un giorno, diven-
terai capo del clan ma non sar soltanto il clan dei Crom, sar un
unico, grande e potente clan: quello della gente dei Balzi Rossi. E,
nella caccia e nella guerra, il capo sar proprio quel Nean che tu,
adesso, temi tanto.
Ma... Prima Madre! La gente dei Balzi Rossi non ha un capo e
non vuole averlo! , esclam Luce, che, nonostante le esortazioni
della Prima Madre, non riusciva a riprendersi dallo stupore e dal-
l'emozione.
Lo avr, perch Nean lo vuole e perch io lo voglio! , escla-
m la Prima Madre e gli occhi neri, ardenti di convinzione, pene-
travano quelli dolcissimi di Luce che balbett: Prima Madre, il
tuo pensiero corre tanto veloce che io non riesco proprio a tener-
gli dietro! .
Per la prima volta da quando i Crom erano partiti dal loro
villaggio sperduto fra le nevi la Prima Madre rise e fu una risata di
cuore, piena e aperta. Rise mostrando i denti ingialliti e ancora
forti e rise a lungo. Infine allung ancora una mano ad accarezzar
la testa riccioluta della giovinetta. Vieni con me, le disse.
Luce la segu sino ai bordi dello stagno dove, nel terreno scre-
polato e argilloso lasciato dall'evaporar dell'acqua, le donne ave-
vano ricavato uno specchio. Scavando di poco con le mani aveva-
no formato una piccola conca, l'avevano cosparsa di nerofumo
grasso e colmata quindi d'acqua che rifletteva le immagini. Tenu-
ta per mano dalla Prima Madre Luce fu invitata a specchiarvisi.
Che cosa vedi?, le chiese la Prima Madre.
Vedo la mia immagine e la tua, rispose Luce. La Prima
Madre agit l'acqua con il piede e quindi si ritrasse. Che cosa
vedi, adesso?, chiese a Luce. Ora non vedo niente, Prima
Madre, fu la risposta.
Perch deve trascorrere il tempo, spieg la Prima Madre.
Ora tu attendi con pazienza, poi mi dirai che cosa vedi.
Luce non capiva ma attese docilmente che, a poco a poco, il
nerofumo tornasse a depositarsi sul fondo della piccola conca.
Allora, nell'acqua immobile, vide riflessa la propria immagine.
Vedo il mio volto, Prima Madre... .
E non vedi nient'altro?.
No. Vedo soltanto il mio volto... .
E prima cosa vedevi?.
Niente perch l'acqua s'era fatta nera....
E prima ancora?.
La tua immagine e la mia... .
Vieni, torniamo alle tende.
Camminavano insieme, lentamente, e la Prima Madre teneva
nella sua mano, ossuta e solcata di vene scure, quella piccola e
bianca di Luce.
Prima hai visto le nostre due immagini, insieme, spiegava,
perch noi viviamo e vivremo ancora insieme. Poi non hai pi
visto nulla perch mentre guardavi trascorreva il tempo. Infine
hai visto soltanto la tua immagine perch era trascorso il tempo e
io non c'ero pi. Per questo c'eri tu soltanto, perch, dopo di me,
verrai tu. Sar il tuo tempo e quello di Nean. Perch credi che ti
abbia portato gi alle caverne? Perch tutti potessero vederti e
ammirare la tua bellezza, soprattutto Nean.
Ma... io sono bella, Prima Madre?, chiese Luce, dubitosa.
Inconsciamente premette con la mano libera laddove il petto ini-
ziava a gonfiarsi intorno al capezzolo appuntito.
Gli occhi di tutti me lo hanno detto, rispose la Prima Madre,
ed anche quelli di quel Nean che temi tanto. Quando sarai pron-
ta per il maschio il tuo timore svanir. Ora va' a cercare quel
discolo di Obi che si sta perdendo dietro la sua lupa... .

Nero aveva riferito l'ambasciata della Prima Madre e le donne
della Caverna Grande l'avevano ascoltato con interesse ma, rispo-
se per tutte Vecchia di Kron, non avrebbero potuto decidere da
sole e ne avrebbero parlato con le altre donne anziane che erano
gi andate a raccoglier bacche. Nel frattempo a Nero non sarebbe
dispiaciuto attendere la risposta agli scogli, pescando e racco-
gliendo frutti di mare insieme con le ragazze?
L'accettazione di Nero era stata cos pronta ed entusiasta che
ne risero e lui con loro. Poi, dopo che il giovane fu partito di corsa
per gli scogli, Vecchia di Kron consult Mana prima delle altre.
Il mio parere  che dobbiate andare perch non credo che
l'invito sia stato fatto per semplice cortesia, rispose Mana.  La
Prima Madre ha certamente proposte da fare e vuole discuterne
prima con noi donne. Andate, dunque, e ascoltate. Io sono trop-
po vecchia per arrampicarmi fin lass.
Voi che ne dite?, chiese allora Vecchia di Kron a Ura e
Tuna. Entrambe risposero che sarebbe stato bene accettare l'invi-
to della Prima Madre.
Ora andiamo a sentire che ne pensano le donne delle altre
caverne, concluse Vecchia di Kron. Lei, Ura e Tuna presero i
loro sacchi di pelle di cinghiale e s'avviarono, discorrendo tra di
loro dell'invito.
Io non verr perch  strada troppo lunga, disse Tuna,
per mi piacerebbe. Sono curiosa di veder bene e da vicino que-
sti Alti. Sinora abbiamo conosciuto soltanto Akis e Nero.
Dovrebbe salire soltanto Vecchia di Kron, per la Caverna
Grande , fu il parere di Ura.  Una donna anziana per ogni caver-
na dei Balzi Rossi.
Che ne diranno gli uomini?, chiese Tuna.
Saranno ben contenti, rispose Vecchia di Kron. Sono
curiosi quanto noi ma non hanno alcuna voglia di salire fino allo
stagno. D'altronde siamo libere di decidere dal momento che non
c' nulla di male e siamo in pace con gli Alti.
 Per almeno un uomo come scorta ci vorrebbe , osserv Ura.
Lo chiederemo a Tal, decise Vecchia di Kron. Lui verr
certo volentieri perch trova simpatici gli Alti, perlomeno quei
due che lavorano con lui alla Fabbrica.
Voi pensate che... questi Crom potrebbero restare in pace
anche... anche dopo che Maga avr partorito un maschio?, chie-
se Tuna.
Hai detto ci che pensiamo in molte, borbott Ura. Per
non  un problema semplice. I giovani nostri si opporrebbero di
certo. Prima erano in pochi a seguire Nean, ora tutti i giovani
sono con lui.
Non  cosa facile da risolvere, ammise Vecchia di Kron. I
nostri giovani temono che le ragazze finiscano per preferirgli i
Crom e non perch siano migliori ma per la paura di partorire un
maschio. Da sempre noi donne corriamo questo pericolo, di
morir di parto se il figlio  maschio. Prima non avevamo scelta,
ora Maga ha dato un esempio pericoloso... .
 Se dovesse avere un figlio maschio facilmente, se anche Gio-
vane di Kron dovesse partorire senza affanni un maschio, osser-
v Ura,  a molte altre verrebbe in mente di imitarle... .
A qualche altra  gi venuto in mente, sospir Vecchia di
Kron. Akis ha ingravidato anche Gata. Me lo ha confidato Gio-
vane di Kron e Gata ha confermato.
Noi non ne sapevamo niente! , esclam Ura fermandosi, e
anche Tuna si arrest di botto, stupita per quella notizia.
Neppure io ne sapevo nulla sino a ieri, disse Vecchia di
Kron,  per Gata  incinta e partorir insieme a Giovane di Kron
e a Maga.
E sar il tempo delle decisioni, borbott Ura, pensosa. Le
tre donne si rimisero in cammino, tastando l'erba con i bastoni
biforcuti e aggirando le grosse pietre roventi di sole. Per un poco
restarono in silenzio, ognuna riflettendo, infine Tuna disse: Ma
noi donne, cosa pensiamo di un'eventuale convivenza con i
Crom? Io dico che dovremmo pensarci subito e avere una nostra
idea, da discutere con gli uomini... .
La mia idea  quella di vivere in pace con tutti, afferm
cautamente Vecchia di Kron, ma... se avesse ragione Nean e
pian piano i Crom la facessero da padroni?.
Anch'io penso che voglio vivere in pace con tutti, afferm
Ura, per mi chiedo: la selvaggina sarebbe sufficiente per tut-
ti?.
I Crom sono pochi, azzard timidamente Tuna. Forse ci
sarebbe selvaggina per tutt'e due le trib... .
Sono pochi ma decisi, a quanto pare, osserv Vecchia di
Kron.
Ma se ci fossero amici?, insinu Ura. Nero, ad esempio, si
comporta da amico ed  sincero. Sono certa che, quando Sole sar
pronta, vorr avere un figlio da lui.
 Questo lo credo anch'io , sospir Vecchia di Kron,  e vorrei
che Nero restasse con noi alla caverna piuttosto che vedere Sole
andarsene con lui, perch lei mi ha detto che lo farebbe. Ma Gata
avr egualmente diritto di vivere nella sua caverna con Akis se lui
vorr. In questo caso Nean si opporrebbe di sicuro. Ha gi minac-
ciato di tagliare i genitali ad Akis.
Infatti Akis non scende pi, sorrise Tuna.
E non credo che vorrebbe comunque vivere con Gata , disse
Ura. A lui piace Giovane di Kron.
Che per non vuole vivere con lui, vuole soltanto un figlio
maschio che nascendo non la metta in pericolo di morte, replic
Vecchia di Kron. Inoltre, da quando  incinta, Giovane di Kron
 cambiata e non va pi a caccia di maschi.
Vi prego, non camminate cos in fretta, si lament Tuna.
Mi si stanca la gamba a seguire il vostro passo . Vecchia di Kron
e Ura rallentarono e Ura borbott:  Siamo alle prese con un pro-
blema difficile, che non possiamo risolvere. I nostri uomini non ci
aiutano e vorrebbero vivere in pace senza per far nulla per aver-
la. I giovani sono ben decisi a scacciare i Crom non appena Maga
avr avuto un maschio. Noi stiamo nel mezzo... .
Per i nostri uomini ci ascoltano, almeno, obiett Tuna. Il
vero problema sono i giovani.
Il vero problema sono i Crom, la contraddisse Vecchia di
Kron. Io dico che, per il momento, non possiamo fare altro che
aspettare. Intanto domani saliremo allo stagno e sentiremo se la
Prima Madre ha proposte da farci e quali. Poi dovremo comun-
que attendere che Maga partorisca. Non abbiamo altra scelta e
perci  inutile che ci arrovelliamo adesso.
Tuna e Ura le diedero ragione e intanto avevano raggiunto la
foce del torrente e si vedevano le altre donne sparpagliate tra il
verde della riva e intente alla raccolta. Ai richiami di Ura si raccol-
sero tutte e Vecchia di Kron disse dell'invito e chiese che si espri-
messero in proposito. Furono tutte favorevoli ad eccezione di
Lera, del Riparo, che si disse troppo acciaccata per far quella
salita. Le altre, Nira per la Caverna Piccola; Rossa per la Caverna
Profonda; Una per la Caverna del Sole; Sela per la Caverna Alta e
Kata per la Caverna Ultima si dichiararono pronte a salire allo
stagno l'indomani in compagnia di Vecchia di Kron e con la sola
scorta di Tal. Fu anche deciso che avrebbero portato in dono
frutti di mare, bacche, erbe medicinali e fiori di piretro. Vecchia
di Kron ne fu soddisfatta perch in quel modo erano rappresenta-
te tutte le caverne e lei non sarebbe stata sola a confrontarsi con la
Prima Madre.

La Prima Madre sedeva accosciata sull'erba fra le tende, al
riparo degli alberi. Accanto a lei, uno per lato, stavano Nero e
Akis che fungevano da interpreti. Dietro di lei, disposte a semi-
cerchio, le altre donne, tutte meno Luce alla quale la Prima
Madre aveva indicato di sedersi accanto a Vecchia di Kron. Di
fronte alla Prima Madre stavano le donne dei Balzi Rossi. Poco
distante Goran e Obi osservavano con curiosit. La Prima Madre
parlava e le donne dei Balzi Rossi ascoltavano.
Per prima cosa devo ringraziarvi d'essere venute. Soprattutto
ringrazio la gente dei Balzi Rossi perch ci ha permesso di restare
qui .
Dopo la traduzione di Akis la Prima Madre continu. Voi ci
avete fatto un grande favore anche se dapprima siamo stati nemici
perch gli uomini, tra loro, stentano a capirsi... . Akis tradusse e
la Prima Madre prosegu: Io dico che, prima di combattere,
bisogna parlare. Quando abbiamo parlato tra noi la guerra  finita
e non ci sar mai pi.
Su questo siamo d'accordo, ammise Vecchia di Kron, dopo
la traduzione. Come s'era ripromessa di fare stava comportandosi
con prudenza e attendeva che la Prima Madre facesse quelle pro-
poste che certamente aveva preparato. Tuttavia la Prima Madre
aveva altre cose da dire prima di far le sue proposte.
 Noi veniamo da molto lontano , riprese a dire e, con il brac-
cio scarno, indicava la catena di montagne ad occidente. Abbia-
mo viaggiato per molte lune attraverso la neve e il ghiaccio e pi
di una volta abbiamo rischiato di morire tutti. La neve ci rendeva
ciechi, il ghiaccio minacciava di assiderarci. Alcuni di noi non
hanno resistito e sono morti... .
Perch avete affrontato un viaggio cos lungo e pericoloso?,
volle interrompere Vecchia di Kron, dopo la traduzione di Akis.
Perch, al villaggio di Crom, eravamo in molti e la selvaggina
era poca e difficile. Da anni non vedevamo pi mammut e cervi,
soltanto stambecchi, lupi e orsi. I nostri cacciatori dovevano spin-
gersi sempre pi lontano e, al ritorno, portavano pelli ma la mag-
gior parte della carne l'avevano mangiata per sopravvivere. Allora
la nostra gente cominci a muoversi portandosi dietro donne e
bambini e seguiva la selvaggina nei suoi spostamenti. Qualcuno
riusciva a tornare indietro e raccontava dei Territori Caldi e della
Grande Acqua Salata che voi chiamate mare... .
Le donne dei Balzi Rossi ascoltavano le parole della Prima
Madre, attendevano la traduzione di Akis; e gli pareva di vedere
gli Alti attraversare le montagne attraverso bufere di neve e di
ghiaccio, attraverso l'urlo del vento che accecava e minacciava di
assiderare gli uomini. Istintivamente ognuna di loro pensava alla
propria caverna riscaldata dai fuochi, al cibo abbondante anche
durante la stagione fredda. Sapevano cos'era la neve e il ghiaccio,
conoscevano le furie del vento e del mare e del cielo che gli rove-
sciava addosso diluvi d'acqua, ma se ne difendevano con successo
restando dentro le caverne e alimentando i fuochi, mangiando la
carne preparata per l'inverno, le donne avvolte come i bambini in
morbide pellicce di volpe, di marmotta o di scoiattolo, gli uomini
che, impellicciati, uscivano soltanto il necessario e raramente tor-
navano senza carne fresca. Ascoltando il racconto della Prima
Madre esse vi partecipavano e rabbrividivano, congratulandosi
per la loro buona sorte.
Un giorno, molte lune fa, decidemmo di partire dal villaggio
di Crom perch continuavano a nascere bambini magri da madri
magre e non c'era carne per tutti. Voi avete il mare che vi nutre e
terra ricca di erba e selvaggina; noi avevamo soltanto neve, ghiac-
cio e fame. Sapevamo che non sarebbe stato facile, che rischiava-
mo di perderci tra le montagne e il ghiaccio. Alcuni di noi sono
morti assiderati, altri inghiottiti dalle acque gelide di un torrente,
altri precipitati nei crepacci insidiosi o sepolti dalle valanghe di
neve oppure sbranati dall'orso che dovevamo uccidere per sfa-
marci e non morire a nostra volta... .
Le donne dei Balzi Rossi ascoltavano immedesimandosi e Vec-
chia di Kron pens che non doveva lasciarsi trasportare da quel
racconto suggestivo, che aveva promesso a se stessa di restar guar-
dinga alle proposte e alle parole...
Sapevamo che la gente dei Territori Caldi aveva ucciso quelli
dei nostri che avevano cercato di entrare nelle loro terre ricche di
selvaggina... .
Akis traduceva e, malgrado le sue parole non fossero all'altezza,
tuttavia risultavano efficaci a sufficienza. La piccola mano di Luce
si pos su quella di Vecchia di Kron che istintivamente la strinse,
protettiva.
Quando arrivammo qui vedemmo i crani della nostra gente
che ci aveva preceduto... .
Fu moltissimo tempo fa, fece tradurre Rossa della Caverna
Profonda. I padri dei nostri padri non erano ancora nati.
La tua gente volle combattere e fu sconfitta, aggiunse Vec-
chia di Kron ma la sua mano strinse ancor pi forte quella di
Luce. Akis tradusse e la Prima Madre annu.  Noi credevamo che
foste dei selvaggi crudeli, spieg. Temevamo che ci avreste
uccisi per mangiarci. Poi capimmo che avreste potuto ucciderci e
non volevate farlo... .
Allora perch avete ucciso lo Scontento, e Orik, e Kir? , chie-
se Una della Caverna del Sole.
Perch avevamo paura di voi e voi paura di noi, perch non ci
conoscevamo, fece tradurre la Prima Madre. Ora ci conoscia-
mo e questo non potr pi accadere. Vogliamo vivere in pace con
voi e spero che voi vogliate vivere in pace con noi.
Per quanto tempo?, le chiese Vecchia di Kron, rammentan-
do a se stessa che aveva deciso di non farsi suggestionare dai
sentimenti.
Manterremo i patti, rispose la Prima Madre, in tono asciut-
to. Ma, nel frattempo, perch dobbiamo essere diffidenti gli uni
degli altri? Se i vostri cacciatori salissero insieme ai nostri al vallo-
ne dei mammut potremmo poi dividere le prede secondo il vostro
giudizio. Questa  una delle mie proposte e vi prego di riportarle
a Nean, che stimo molto.
Porteremo questa tua proposta, fece tradurre Vecchia di
Kron. Quali sono le altre?.
Soltanto una: che ci scambiamo visite sempre pi frequenti,
almeno noi donne, per imparare a conoscerci meglio.
 Questo si pu fare , rispose Vecchia di Kron e anche le altre
donne assentirono.
Avrei voluto ringraziare Maga per aver guarito mio figlio
Amal con le sue erbe, disse poi la Prima Madre,  ma non sono
riuscita a parlarle perch lei non voleva.
Se Maga non vuole che una cosa accada essa non accade,
disse Sela della Caverna Alta e le altre donne annuirono convinte.
La traduzione lasci pensierosa per qualche momento la Prima
Madre. E' davvero cos potente?, chiese infine.
Maga pu guarire o uccidere , rispose Vecchia di Kron.  Lei
sa cosa stiamo facendo anche se  lontana da noi, sa cosa stiamo
pensando, conosce le nostre intenzioni. Maga pu togliere il sen-
no, temporaneamente o per sempre, e conosce tutti i modi per far
morire un uomo.
La Prima Madre annu e cambi argomento: Tuo figlio Nean
uccider il leopardo?.
Nean ha detto che lo uccider, quindi lo far. In questo
momento  proprio a caccia del leopardo.
 Gli sar molto riconoscente e spero che voglia donare la pelle
 Luce in segno di amicizia.
A questo Vecchia di Kron non rispose perch non poteva impe-
gnarsi per il figlio, per sorrise a Luce che arross e chin la testa.
Vecchia di Kron capiva benissimo a cosa mirava la Prima Madre e
non le sarebbe dispiaciuto affatto che Nean scegliesse Luce anche
se quell'intrecciarsi di rapporti fosse risultato pi conveniente ai
Crom che non alla gente dei Balzi Rossi.
Ora la Prima Madre voleva vedere i doni. Accolse con soddisfa-
zione i frutti di mare che divise fra le donne e si interess moltissi-
mo alle erbe, ai tuberi, ai semi commestibili, chiedendo continua-
mente spiegazioni e non sempre Akis e Nero furono in grado di
tradurre appropriatamente. Le giovani donne Crom si mischiaro-
no a questo punto con le anziane dei Balzi Rossi e ognuna voleva
chiedere qualcosa. Goran e Obi se ne stavano invece in disparte e
fu Vecchia di Kron a chiedere come mai avessero con loro soltan-
to quel bambino. In un viaggio cos pericoloso non c'era posto
per i bambini, spieg la Prima Madre.  Portammo Obi con noi
perch  forte e robusto e perch i suoi genitori erano morti
entrambi. Si  sempre comportato bene e presto diventer un
cacciatore. L'uomo che  con lui  mio figlio Goran.
Le tue donne sono tutte giovani, osserv Rossa della Caver-
na Profonda.
Quando sar il momento faranno figli, rispose la Prima
Madre.
Due di loro sono eguali osserv Kata della Caverna Ultima.
Io non le distinguo l'una dall'altra.
Neppure io, qualche volta, sorrise la Prima Madre. Sono
nate insieme, una subito dopo l'altra.
E la loro madre non  morta?, si lasci sfuggire Kata,
impressionata.
Perch avrebbe dovuto morire?, finse di stupirsi la Prima
Madre che aveva capito benissimo il senso di quell'osservazione
di Kata. Tutte le nostre donne partoriscono con facilit. Ora
non voglio che restino gravide perch se all'inizio della prossima
stagione calda voi insisterete perch ce ne andiamo come potrem-
mo portar con noi bambini appena nati? Partoriranno quando
verr il momento.
Alla traduzione di quelle parole segu un silenzio imbarazzato
che la Prima Madre volle affrettarsi a dissipare. Io vi ringrazio
dei doni, disse in tono cortese, ma se volessimo cercar da noi
queste erbe come potremmo fare se non ci mostrate dove le si
colgono? E queste bacche dolci dove nascono? Non ne abbiamo
viste, quassu.
Infatti non ce ne sono, ammise Vecchia di Kron. La mag-
gior parte di queste erbe e dei tuberi si trova alla foce del torren-
te.
Dove non possiamo scendere se vogliamo rispettare i patti,
le ramment la Prima Madre.
Io credo che i patti valgano per i cacciatori e non per le don-
ne, azzard Rossa dopo uno scambio d'occhiate con Vecchia di
Kron.
Anche quass potrete trovare per erbe medicinali, bacche
dolci, fiori di piretro e nocciole, disse Vecchia di Kron.
Che cosa sono le nocciole?.
Frutti racchiusi in un guscio di legno, spieg Vecchia di
Kron.  Posso mostrarteli, se vuoi. Non salgo allo stagno da molti
anni ma so che ce ne sono, qua intorno.
Subito le donne si alzarono e, guidate dalla Prima Madre, si
inoltrarono fra gli alberi.  Ho visto che non usate i bastoni adatti
per camminar fra l'erba alta, spiegava intanto Vecchia di Kron
mostrando il proprio bastone biforcuto e spiegandone l'uso. La
maggior parte dei serpenti  innocua e la loro carne  tenera,
inoltre si pu usar la pelle per farne dei legacci per i capelli. La
vipera invece pu uccidere un uomo anche robusto... .
Come si fa a distinguer la vipera dagli altri serpenti?.
La Prima Madre chiedendo e Vecchia di Kron spiegando, le
donne avevano finito per dividersi in due gruppi, il primo forma-
to dalla Prima Madre, da Far e dalle donne dei Balzi Rossi, con
Akis come traduttore e il secondo, pi indietro, con le giovani
donne Crom che attorniavano Tal e lo stuzzicavano, chiedendo a
Nero di tradurre le loro proposte. Poich trovavano Tal bello e
interessante lo stringevano dappresso e lo toccavano sempre pi
audacemente. Nero, fagli sapere che pu scegliere una di noi,
insisteva Ela.
Anche due, se vuole, ridacchiava Tiki e la gemella Rika
aggiungeva tra le risa delle altre: Anche tutte, se se la sente! .
Non sapendo dell'atteggiamento di Tal nei confronti delle fem-
mine ma conoscendone la timidezza Nero ammoniva le ragazze a
non infastidirlo e le invitava ad allungare il passo per raggiungere
il primo gruppo. Frastornato e in imbarazzo finalmente Tal ricor-
d di avere ancora nella borsa i braccialetti e si ferm per offrirli
alle giovani donne. Immediatamente quelle distolsero l'attenzione
da lui per portarla sui doni. Ognuna ebbe il suo braccialetto di
conchiglie e lo faceva tintinnare al polso, lo confrontava con quelli
delle altre in un coro di gioiose esclamazioni. Nero e Tal ne
approfittarono per raggiungere il gruppo delle donne anziane e
Tal si accorse che non aveva pi braccialetti per Far e ci rest
male. Ad accrescere la sua afflizione sopraggiunsero le ragazze
ostentando i loro braccialetti e facendoli tintinnare sotto gli occhi
della Prima Madre e di Far. All'improvviso Tal si illumin e,
toltasi la collana, la mise graziosamente al collo di Far che arross
di piacere perch, a ragione, considerava il dono pi bello e
importante di quelli che Tal aveva fatto alle altre ragazze.
Da quel momento Tal rest insieme a lei ed a Luce e, dietro di
lui, venivano le ragazze di Crom che ridendo stuzzicavano Far
istigandola a farsi intraprendente visto che il bel giovane dei Balzi
Rossi aveva mostrato di preferire lei alle altre. Dolce e timida
almeno quanto Tal, Far rideva ma il suo gesto pi audace fu
quello di prendere per mano Tal mentre camminavano. Con lei
Tal si sentiva sicuro e la paragonava a Ura, per riconoscendo che
Far era pi giovane e snella e assai pi graziosa.
Nel frattempo Vecchia di Kron aveva mostrato alla Prima
Madre alcuni tipi di erba medicinale che andava pestata e infusa
nell'acqua intiepidita al sole, altri che andavano seccati e ridotti in
polvere per le piaghe e le ferite e la Prima Madre raccoglieva
campioni di quelle erbe e memorizzava il luogo dove le avevano
raccolte; infine giunsero ai limiti della foresta che circondava
impenetrabile la zona dello stagno e, proprio ai confini, v'erano
molti alberi di nocciole che, come spieg Vecchia di Kron, anda-
vano raccolte pi in l nella stagione e poi fatte essicare al sole
prima di spezzarne il guscio. Da ultimo Vecchia di Kron spieg
alla Prima Madre che era stato un errore scacciare il vecchio Man-
giarane dallo stagno visto che i Crom si lamentavano dei concerti
notturni dei batraci. La Prima Madre ringraziava tramite Akis e
prendeva mentalmente nota. Il sole era a met del suo cammino
quando rientrarono alle tende e Vecchia di Kron, visitandole,
osserv che le pelli di mammut erano oramai vecchie e consunte e
promise che, riportando a Nean ed ai cacciatori dei Balzi Rossi la
proposta di cacciare i mammut insieme ai Crom, non si sarebbe
limitata a riferire ma l'avrebbe caldeggiata.

Quando le anziane decisero che era giunta l'ora del ritorno la
Prima Madre si disse spiacente di non poter ricambiare i doni
ricevuti se non con promesse di amicizia e tuttavia avrebbe fatto
un regalo a Tal che si era mostrato gentile con le donne. Entr
nella sua tenda e, quando ne sort, aveva con s un pezzo di zanna
di mammut, ingiallito dal tempo e tagliato alla perfezione nella
parte centrale.
E' molto antico, spieg, e so che lo aveva la madre di mia
madre che lo aveva ricevuto dalla madre di sua madre. Io lo dono
a te in segno di amicizia. Tal, confuso e riconoscente, prese il
pezzo d'avorio e, osservandolo, si accorse che vi era incisa legger-
mente la figura di un mammut. Ringrazi contento del dono e,
tramite Nero, fece dire alla Prima Madre che lo avrebbe conserva-
to come una cosa preziosa. Superando la propria timidezza anche
Far volle dire a Tal che avrebbe portato sempre la sua collana e
gli mise una mano sulla spalla in segno di amicizia e preferenza.
Infine Vecchia di Kron rifiut con gentilezza d'essere scortata,
lei e le sue compagne, da Goran e Nero che s'erano offerti, e
s'accomiatarono definitivamente.
Scendendo, le donne dei Balzi Rossi si scambiavano impressio-
ni ed erano favorevoli ma Vecchia di Kron, sospirando preoccu-
pata, disse:  La Prima Madre  decisa a restare, l'ho capito bene e
non saprei se sar meglio averla nemica o alleata... .

Al vallone delle betulle i cacciatori Crom osservavano, ben
nascosti, il pi numeroso branco di mammut che avessero mai
visto in vita loro. I maschi immensi, dal vello che giungeva quasi a
terra e le zanne lunghissime e ricurve, sventolavano le orecchie
enormi a rinfrescarsi prima di allungar la proboscide a staccare
dagli alberi i germogli e le foglie pi tenere. Le femmine si move-
vano lente, badando a non danneggiare i piccoli che passavano
loro sotto il ventre cercando le mammelle e quelle che non erano
madri spingevano via con la proboscide i piccoli ma lo facevano
con delicatezza.
Da giorni i cacciatori, con alla testa Karai, salivano al vallone e
ogni giorno trovavano aumentato il numero dei pachidermi.
Vengono fin quass da qualche strada misteriosa, osserv
sottovoce Karai, rivolto a Noki che gli stava a fianco,  e non avrei
mai creduto di vederne tanti tutti insieme.
Mi chiedo perch Nean e i suoi compagni non salgano a cac-
ciarli fin quass, disse Noki.
Forse non ne hanno voglia, oppure non hanno bisogno di
pelle e carne quanto ne abbiamo noi, rispose Karai, ma c'
anche un'altra spiegazione, forse: loro non sanno che i mammut si
riuniscono qui....
Ma questo  il loro territorio, come potrebbero non saper-
lo?, obiett Noki. Io dico che loro li cacciano soltanto due
volte per stagione, quando salgono pi in alto e quando ne ridi-
scendono.
 Forse hai ragione, perch due volte l'anno gli basta , ammise
Karai. Per credo che, se scoprissimo la strada che i mammut
fanno per salire, potremmo anche capire la ragione per cui gli
uomini dei Balzi Rossi non salgono a cacciarli sin quassopra. Noi
ora conosciamo la strada che fanno per andare al torrente ma non
sappiamo per quale arrivino al vallone.
 Dovremmo accamparci qui per qualche notte , sugger Noki.
E una buona idea e voglio parlarne alla Prima Madre,
approv Karai. Pu anche darsi che Nean e i suoi accettino la
proposta di cacciare insieme a noi. Sarebbe utile ad entrambi.
Noki annu e i due restarono in silenzio ad osservare i lenti movi-
menti del branco, occupato a cimare gli alberi. Strani uccelli vol-
teggiavano numerosi nell'aria, si posavano sul dorso dei mammut
a becchettar gli insetti, sull'erba a razzolare nello sterco oppure
sulla testa dei bestioni che non se ne mostravano affatto infastidi-
ti. Pi in alto ancora roteavano, pigri in apparenza, i falchi, esami-
nando il loro territorio di caccia in cerca di lepri o di marmotte, di
serpenti o di pernici. Ad un tratto Noki osserv che, ai margini
del vallone, l'erba alta ondeggiava e batt sulla spalla di Karai,
indicandogli il punto. I due cacciatori seguirono quel muoversi
dell'erba, notando che la scia andava diritta verso il punto in cui
un piccolo mammut s'era attardato.
Qualche animale che va a caccia come noi, sussurr Karai.
Ma quale animale pu cacciare un piccolo di mammut? Non 
certo un orso e neppure un cinghiale... .
Un barrito richiam il piccolo che trotterell in direzione della
madre mentre l'ondeggiar dell'erba si arrestava. Ancora un barri-
to, questa volta di un maschio che, smesso di mangiare, teneva la
proboscide dritta di fronte a s e immobili le orecchie. Poi il
maschio avanz, lento ma determinato, verso il punto che i cac-
ciatori stavano osservando. Contemporaneamente nel branco si
verific un movimento in apparenza disordinato, con i piccoli che
confusamente cercavano le madri ed i maschi che andavano
disponendosi a barriera. Pochi momenti dopo ogni piccolo era
attaccato con la proboscide alla coda della propria madre mentre
due maschi poderosi prendevano il trotto dirigendosi sulle peste
del primo che continuava ad avanzare.
Quale che sia l'animale che li insidia i mammut non lo temo-
no, comment Noki sottovoce.
Se hanno fiutato lui hanno fiutato anche noi, borbott
Karai, scontento. Con gli occhi cerc i punti dove s'erano nascosti
i compagni e, non riuscendo a scorgerli, si tranquillizz. L'attimo
dopo videro il leopardo. Non lo avevano mai incontrato prima ma
lo riconobbero dalla descrizione che ne aveva fatto un cacciatore
quando la fiera aveva aggredito Amal.
E' il leopardo, vero? Non sembra cos temibile, sussurr
Noki.
 Forse per un mammut... , replic Karai, attento ai movimenti
degli animali. Il leopardo, immobile, controllava i tre mammut
che convergevano decisi su di lui e soltanto la lunga coda si
moveva sferzando a scatti l'aria. A un tratto, quasi con
indolenza, si rigir, incamminandosi tra l'erba. Lo snello corpo
fulvo, maculato di scuro, si moveva con elasticit, la piccola
testa dalle orecchie appuntite ben ferma sul collo relativamente
corto.
Gli  andata male, ghign Noki e in quel momento i
mammut si arrestarono, rimanendo per all'erta mentre il
leopardo si allontanava senza fretta e il resto del branco restava
prudentemente nella formazione serrata che aveva assunta nel
momento del pericolo.
Scomparso il leopardo l'attenzione di Karai torn a
concentrarsi sui mammut. Non sar facile cacciarli se restano
cos in branco, borbott.
Un conto  separare il maschio dalla femmina cos come
siamo abituati a fare, un conto vedersela con un intero branco.
Dovremo rifletterci sopra e, comunque, spero che gli uomini dei
Balzi Rossi accettino di cacciare con noi. Ora chiamer i
compagni e questa sera riferiremo alla Prima Madre.
Un fischio modulato non richiam l'attenzione dei mammut
che anzi, lentamente, avevano sciolto la formazione e tornavano
a cimare gli alberi. Poco dopo i cacciatori discendevano la
foresta e tutti badavano ad eventuali tracce di cervi o di cinghiali
e si movevano in silenzio. Pi in basso trovarono tracce ma
erano del leopardo e le seguirono con prudenza sino a che, in un
tratto roccioso, le persero. Era chiaro comunque, e questo
riportarono pi tardi alla Prima Madre e ai compagni, che il
leopardo aveva la sua tana in basso...
Tamil aveva accettato immediatamente l'offerta di Amal di
accompagnarlo per la caccia al leopardo. Sbruffone com'era se
ne vantava con le donne e poteva anche scansare le fatiche
autentiche dei cacciatori. Con Amal infatti aveva gi trascorso
tre giornate a cercar tracce introvabili e ad ascoltare, senza
darvi peso, le farneticazioni di un uomo roso dall'odio per i
selvaggi e per il leopardo che lo aveva deturpato. Tamil era
furbo e scansafatiche e Amal lo sapeva bene, ma sapeva
altrettanto bene che nessun altro cacciatore avrebbe accettato di
seguirlo in quell'impresa.
La sera in cui Karai e Noki riferirono di aver visto il leopardo,
Amal ascolt attentamente, fece domande e, alla fine, gli
brillavano gli occhi. Se Karai e Noki non s'erano sbagliati era pi
che probabile che il leopardo avesse la sua tana in basso, cio
territorio dove i Crom non potevano cacciare. Lui non si sarebbe
curato dei patti, anzi voleva infrangerli e, se avesse incontrato
Nean, lo avrebbe affrontato deciso a ucciderlo. Il loro primo
scontro s'era risolto a favore del selvaggio ma, questa volta,
Amal era ben deciso a prevalere. Se poi avesse incontrato
soltanto il leopardo si sarebbe vendicato delle terribili ferite che
la fiera gli aveva inferto ottenendo anche il risultato, con la
palese violazione dei patti, di rompere la tregua fra i selvaggi e i
Crom. Allora, in caso di guerra, alla Prima Madre non sarebbe
rimasta altra scelta che quella di riaffidargli il comando.
Dopo cena si trattenne a lungo a parlare con Tamil mentre
controllavano lance e zagaglie. Furbescamente non parl a
Tamil della possibilit di incontrare Nean e di violare i patti ma
soltanto del leopardo. Lo uccideremo senza correr rischi,
spiegava, perch fugge di fronte all'uomo e quella volta mi
assal di sorpresa mentre ero impegnato a combattere contro
Nean il selvaggio. Questa volta invece gli daremo noi la caccia....
E molto grande?, chiedeva Tamil, impressionato.
 No, poco pi grande di un lupo e ha la pelle pi morbida del
lupo, come quella di un cervo. Una volta che lo avremo colpito
con le zagaglie lo finir io, a colpi di lancia. Non devi
preoccuparti, Tamil.
Non mi preoccupo di certo ma... forse il leopardo  come gli
orsi che hanno paura del fuoco? Potremmo portare con noi del
fuoco... .
Il fuoco lo farebbe fuggire e io non voglio che fugga! .
E molto veloce?.
Hai mai visto un animale pi veloce di una zagaglia?.
 Certamente no .
Il leopardo non ci sfuggir. Pensa a ci che diranno di te le
ragazze quando torneremo all'accampamento con il leopardo
ucciso. Se ci riusciremo ti prometto che ti regaler la pelle. Ora
andiamo alle tende e riposiamo, domani dovremo lasciare lo
stagno prima ancora che faccia chiaro.
Quella notte per Amal non riusci a dormire. Non faceva
che pensare a Nean il selvaggio e digrignava i denti
ferocemente. Se si addormentava era per poco perch
immediatamente sognava le zanne e gli artigli del leopardo che
gli squarciavano la carne e si destava terrorizzato, il corpo
madido di sudore freddo. Allora giaceva ad occhi aperti
chiedendosi se avrebbe avuto il coraggio di affrontare Nean, se
non sarebbe fuggito di fronte al leopardo. Soltanto poco prima
dell'alba, quando esc dalla tenda, i suoi ter-
rori scomparvero e si ritrov con la stessa determinazione della
sera prima.
Al contrario di lui Tamil aveva dormito per tutta la notte ma
ora, di fronte all'imminenza dell'impresa, sentiva la paura serpeg-
giare in lui. Un conto era stato cercare vagamente le peste del
leopardo, un altro conto sapere dove cercare con molte probabili-
t di trovar la fiera.
Prima che gli altri cacciatori uscissero a loro volta dalle tende, i
due erano gi lontani, diretti a quel terreno roccioso sul quale
Noki e Karai avevano perso le piste del leopardo. Vi giunsero con
le prime luci ed Amal si affrett a cercar le impronte perch non
voleva imbattersi nei cacciatori che tra poco sarebbero saliti al
vallone delle betulle per sorvegliare le mosse dei mammut, come
facevano gi da qualche giorno. Passo per passo esplor i margini
rocciosi e finalmente vide le impronte nel terreno molle. Scende-
vano come aveva immaginato Karai e lui ne fu soddisfatto. Le
seguirono, perdendole e ritrovandole, sino all'altezza delle due
rocce che restringevano il letto del torrente e qui Tamil si ferm
preoccupato e non voleva proseguire: Sai bene, Amal, che non
possiamo violare i patti. Siamo gi scesi oltre l'altezza della cava,
ammon, indicando la Fabbrica dall'altra parte del torrente.
 Non possiamo scendere pi gi perch il nostro confine  all'al-
tezza del pascolo dei cervi! .
Che sciocchezze! Non stiamo andando a caccia di selvaggi-
na , gli replic Amal,  quindi non violiamo nessun patto. Inoltre
non ci vedr nessuno. Troveremo un posto da dove, nascosti,
poter spiare le mosse del leopardo. Se ha la tana da queste parti
prima o poi uscir per cacciare e noi lo prenderemo. Sebbene a
malincuore Tamil segu Amal ancora in basso e, pi scendevano,
pi si guardava intorno spaurito, tutt'altro che convinto delle
argomentazioni di Amal. Prov un enorme sollievo quando, rag-
giunto un tratto relativamente pianeggiante, le orme parvero spa-
rire nel nulla. Amal si ferm, guardandosi attentamente intorno.
Di fronte a loro il terreno, accidentato e cespuglioso, costellato
di rocce, degradava sino alla foce del torrente. Sulla sinistra il
terreno pianeggiava sino alle pendici delle colline boscose, l'erba
era molto alta e i cespugli radi. Sulla destra il torrente era nascosto
ai loro occhi da una macchia di alberi alle spalle dei quali un
agglomerato di rocce colp la sua attenzione perch poteva essere
un buon punto di osservazione e insieme un nascondiglio. Poteva
per essere anche la tana del leopardo e Amal, del tutto ignaro
delle abitudini di caccia della fiera e dei suoi orari, la ritenne tale e
la indic a Tamil, sempre pi spaurito ma oramai impossibilitato
a ritirarsi.
 Ci avvicineremo il pi possibile , gli spieg Amal che, al con-
trario del compagno, andava sempre pi esaltandosi, e tirerai
con la fionda contro quelle rocce. Se il leopardo c' uscir dalla
sua tana, gli scaglieremo contro le zagaglie e io lo assalir con la
lancia. Non ci sfuggir! .
Soltanto dopo molti lanci, eseguiti con mano tremante da
Tamil, si convinsero che il leopardo non albergava tra quelle roc-
ce. Amal cambi allora parere. Forse abbiamo perso le tracce
del leopardo perch  entrato nell'erba alta, disse, indicando a
Tamil la zona pianeggiante. Ma da dove  entrato uscir, per
procacciarsi il cibo. Dunque aspetteremo nascosti proprio fra
quelle rocce. Gli alberi ci faranno da schermo.
Tamil tir un sospiro di sollievo che non gli pareva vero di
potersi nascondere ai selvaggi e di avere, contemporaneamente, le
spalle coperte da eventuali assalti del leopardo. Cos fecero e,
acquattati tra le rocce, all'ombra degli arbusti che crescevano tra
le pietre e con gli alberi come schermo, restarono per ore e ore
mentre il sole seguiva il suo cammino attraverso il cielo. Tamil
s'appisolava a tratti, Amal andava rinfocolando il suo odio per
Nean, per il leopardo, per la Prima Madre, per tutta la sua gente
che prima s'era aggrappata a lui nel momento del pericolo e ora lo
schivava e non voleva riconoscergli nessuna autorit. Per quanto
avesse trascorso una notte praticamente insonne la sua tensione,
invece di allentarsi, cresceva col trascorrere del tempo.
Ad un tratto, levando lo sguardo alla distesa d'erba, vide il
leopardo.

All'accampamento sullo stagno erano rientrati i cacciatori e
riferivano alla Prima Madre. I mammut erano ancora aumentati
di numero e restava un mistero il motivo per cui vi giungevano e il
cammino che percorrevano. Karai insisteva perch un gruppo di
cacciatori, l'indomani, trascorresse la notte nascosto nel vallone in
modo da scoprire quale strada, da ponente, percorressero i mam-
mut. Chiedeva se ci fossero notizie di Nean e dei suoi.
Aspettiamo, per i mammut, rispose la Prima Madre. Nes-
suna notizia ancora da Nean. Forse accetter di salire con voi al
vallone delle betulle quando avr ucciso il leopardo. Avete ripor-
tato selvaggina?.
Due cinghiali e un cervo, rispose Noki.
Mangeremo i cinghiali e terremo le loro pelli che vanno bene
per farne sacchi da erba, disse la Prima Madre. Conservate il
cervo per la gente dei Balzi Rossi. Ora andate a preparar la cena
ma tu, Karai, resta ancora, devo parlarti.
Quando restarono soli la Prima Madre guard al cielo e vide
che il sole era gi nascosto a met dalle montagne di occidente.
Amal e Tamil non sono ancora tornati, disse. Forse  stato
male che abbiate detto di avere visto il leopardo. Temo per mio
figlio, Karai.
Vuoi che scenda a cercarlo?, si offerse Karai.
No. Spero che non sia accaduto niente.

La mano di Amal artigliava il braccio di Tamil con tanta forza
che al cacciatore sfugg un gemito di dolore.  Lo vedi? , sussurr
Amal, senza lasciar la presa.  Quello  il leopardo. Non  grosso
come un orso, non devi temerlo ma neppure lasciartelo sfuggire.
Ora tu andrai nel punto dove abbiamo perso le sue tracce, pro-
prio di fronte all'erba alta. Griderai, in modo che si fermi e guardi
verso di te. A questo punto scaglierai le tue zagaglie e bada bene
che almeno una lo colpisca. Io far altrettanto con le mie mentre
gli vado incontro e poi lo assalir con la lancia.
 Se mi venisse incontro, invece? , chiese Tamil, gi tremebon-
do.
Hai una lancia anche tu, mi pare! , ringhi Amal. Bada,
Tamil! non far fuggire il leopardo o farai i conti con me! Va',
ora! .
Il leopardo avanzava, ben visibile pur attraverso l'erba alta e, a
tratti, si arrestava a fiutar l'aria prima di proseguire dritto verso le
rocce e gli alberi. Tamil sgusci fuori del riparo e prese sulla sini-
stra, verso il punto in cui s'erano perse le tracce della fiera. Amal,
camminando il pi possibile curvo, si mosse dritto incontro al
leopardo. Poco dopo, come convenuto, Tamil grid e il leopardo
si ferm, si eresse e guard verso il punto dal quale era partito il
grido. Anche Amal guard verso quel punto e s'attendeva che
Tamil lanciasse la sua prima zagaglia ma ci che vide lo raggel. Il
leopardo che, un istante prima, era stato di fronte a lui, ora balza-
va fuor dall'erba! aggrediva Tamil! Un grido di morte lacer l'aria
e le membra di Amal tremarono, gli si gel il sangue mentre,
guardando avanti a s, vedeva ancora il leopardo fermo. Dunque
erano due! Di colpo Amal, come trasportato indietro nel tempo,
sent nella carne lo strazio degli unghioni che gli aprivano la guan-
cia, il suo corpo si copr di sudore gelido mentre gli si rilasciavano
le viscere. Quando il suo leopardo mosse verso di lui lasci cadere
zagaglie e lancia e fugg verso l'alto, sbavando e mugolando di
terrore, perdendo le feci, scivolando, cadendo e rialzandosi. Ud
l'ultimo rantolo di Tamil pi in basso ma non si volt e continu a
correre sinch, molto pi in alto, non cadde sull'erba bocconi e vi
rest, sconvolto dai singhiozzi.

Ora il sole non si vedeva pi e soltanto gli altissimi contorni
delle montagne, orlate di rosso, mandavano luce. Notando che la
Prima Madre non aveva toccato cibo Karai le and vicino e, a
bassa voce, le chiese il permesso di scendere a cercare Amal e
Tamil.
In quel momento apparve Amal. Camminava sicuro, sporco
d'erba e di terriccio, privo d'armi. Ed era solo. Si accost al fuoco
e mentre tutti lo guardavano smarriti, parl spruzzando saliva dal-
la bocca contorta.
Avevamo trovato il leopardo, narr con gli occhi che luceva-
no, ed io avevo appena spiegato a Tamil come assalirlo quando
lui, preso di paura, fugg verso la foresta e mi lasci solo. Allora
scagliai le mie zagaglie contro il leopardo e sono certo di averlo
colpito ma riusc a fuggire prima che lo colpissi con la lancia.
Allora cercai Tamil tra gli alberi, lo chiamai a lungo ma invano.
Sono certo che lo abbiano rapito i selvaggi, quelli con cui volete
far pace a tutti i costi! .
Il racconto lasci tutti sbigottiti sino a che la Prima Madre chie-
se al figlio: Amal, che ne hai fatto della lancia?.
L'ho scagliata contro il leopardo che fuggiva, rispose Amal.
 Me la riprender domani ma, questa volta, scender da solo, non
ho bisogno di compagni che fuggono nel momento del bisogno! .
Karai ebbe bisogno di schiarirsi la gola prima di dire Ora
siedi a mangiare con noi, Amal. Domani ti accompagneremo tut-
ti.. 
Non ho voglia di mangiare e domani non mi accompagner
nessuno, sput Amal, sprezzante. Scender da solo. Voi occu-
patevi pure di mantener buoni rapporti con i selvaggi. Alla fine
vedremo i risultati e sapremo chi avr avuto ragione oppure tor-
to . Senza aggiungere altro volse le spalle alla sua gente accoscia-
ta intorno al fuoco e and verso le tende.
Tu credi che abbia detto il vero?, sussurr Karai, all'orec-
chio della Prima Madre in modo che nessun altro potesse udire.
Ha mentito, rispose la Prima Madre.
Vuoi che lo sorvegli, domani?.
 No. Lascialo fare .

All'alba, prima ancora di attraversar la foce, Nean e Muuh
videro gli avvoltoi calare numerosi al di l del torrente e si affret-
tarono. Guadagnata la riva opposta salirono con cautela sulle roc-
ce e s'affacciarono a guardare in basso. La carcassa della cerva
non era stata toccata, la trappola preparata il giorno prima era
ancora ricoperta dalle frasche. Gli avvoltoi nereggiavano invece
pi a levante, al limite del terreno erboso con le colline. Scesero e
Nean consider la cerva che avevano lasciata come esca: la carcas-
sa brulicava di insetti ma non v'erano altre tracce di ferite oltre a
quelle della zagaglia che aveva ucciso l'animale.
 Se il leopardo non l'ha fiutata e non  arrivato sin qui significa
che ha trovato qualcos'altro lungo la strada, borbott Nean,
rivolto a Muuh. Andiamo a vedere?.
Al grugnito d'assenso di Muuh s'inoltrarono tra l'erba alta, ver-
so il punto dove continuavano a scendere gli avvoltoi. Giunti a
tiro scaricarono le fionde contro il mucchio nero ma dovettero
farlo ripetutamente prima che tutti i rapaci si decidessero a levarsi
in volo. Allora trovarono un cadavere orrendamente scarnificato
e, osservandolo, si resero conto delle ferite.
E' un Alto , disse Nean,  e l'ha ucciso il leopardo. Per non 
Amal, costui non l'ho mai visto. Mi chiedo cosa facesse, da solo,
cos in basso dove non doveva scendere. Gli Alti hanno violato i
patti.
Mmmmh! Aaah!! , s'imbronci Muuh, guardandosi attorno
con circospezione.
Il leopardo non verr, disse Nean. Ha fatto buon pasto di
costui e lasciato il resto agli avvoltoi. Guardiamo meglio le tracce,
Muuh .
Trovarono le tracce senza difficoL e non era stato un leopardo
solo ma addirittura tre. Uno era rimasto accovacciato ai margini
della collina e ne dedussero che era stato il maschio. Le femmine
invece s'erano inoltrate, lasciando tracce inequivocabili. Una
andava dritta verso la cerva lasciata come esca da Nean e Muuh,
l'altra descriveva una curva in aggiramento. Quest'ultima li con-
dusse al punto in cui l'Alto era stato assalito e qui videro tracce di
sangue e raccolsero due zagaglie e una lancia.
Voleva cacciare il leopardo e il leopardo ha cacciato lui, ghi-
gn Nean, senza emozione. Nel tornare verso la trappola fecero
un'altra scoperta: ancora una lancia e due zagaglie.
Erano due e uno di loro  fuggito quando il leopardo ha assa-
lito il compagno! , esclam Nean con sprezzo. Muuh sput nel-
l'erba e si strinse nelle spalle.
I leopardi hanno fatto un buon pasto e non torneranno certa-
mente questa sera , osserv poi Nean.  Tanto vale che ci portia-
mo via la cerva. Domani lasceremo un'altra esca ma prima voglio
mettere in chiaro le cose con il padre Kron e soprattutto con la
madre che appare cos tenera nei confronti di questa gente. Han-
no violato i patti e allora neppure io sono tenuto a rispettarli! .
Pppp-prrr-endiamo cc-cerva! , sbott Muuh che non gradiva
i discorsi lunghi.

Alla Caverna Grande trovarono Nero che aveva appena termi-
nato di portare una notizia inquietante: un cacciatore Crom non
era rientrato all'accampamento, la sera prima, e la Prima Madre
chiedeva se gli amici dei Balzi Rossi ne sapessero qualcosa. Kron e
gli altri erano rimasti interdetti e la loro confusione aument
quando videro Nean e Muuh rientrare a quell'ora insolita, con il
sole non ancora alto nel cielo. Saputo di ci che aveva detto Nero,
Nean dimentic la stima che aveva per lui e bruscamente gli gett
ai piedi le lance e le zagaglie Crom.
Queste appartenevano alla tua gente! , grid irato. Due dei
tuoi volevano uccidere il leopardo che se n' mangiato uno. L'al-
tro, coraggiosamente,  fuggito, abbandonando le armi e il com-
pagno! Ora ascoltami bene, Nero, e riferisci. Avete violato i patti
scendendo pi in basso della Fabbrica. Allora lo far anch'io! Io
dico che non ucciderete neppure un mammut perch ve lo impe-
dir! Non mi sono mai fidato di voi e avevo ragione! .
Nero aveva ascoltato, sbigottito dal tono e comprendendo sol-
tanto la minima parte di quanto Nean era andato urlando. Digni-
tosamente lev una mano, il palmo rivolto all'infuriato Nean.
Pace, Nean , disse nella lingua dei Balzi Rossi.  Tu parli adagio
io capisce. Tu parli veloce io non capisce. Io amico. Tu parli ada-
gio.
Mmmmh! Aaah! , convenne Muuh, posando una manona
sulla spalla di Nean.
 S, spiegati meglio, Nean , intervenne Kron che cominciava a
dar segni di nervosismo. Spiegati meglio perch anch'io voglio
capire. All'alba arriva Nero e dice che un suo compagno ieri sera
non  tornato all'accampamento. La Prima Madre manda Nero
da noi per chiedere se sappiamo qualcosa. Ora arrivi tu con que-
sta storia confusa. La cosa non mi piace. Voglio capire.
E' semplice da capire, padre Kron, rispose Nean e, mentre
esponeva i fatti, parl adagio, pentendosi di aver trattato irosa-
mente Nero.
Alla fine sia Kron e la gente della caverna che Nero avevano
capito e Nero, dentro di s, cominciava a trarne deduzioni. Si fece
ripetere da Nean alcuni punti del racconto e infine rest muto,
riflettendo a ci che doveva dire.
Ti sei convinto, Nero?, abbai Kron, spazientito. Odiava le
complicazioni e questi Crom erano davvero complicati, troppo
per lui.
Io crede a Nean, dichiar Nero infine e, scuotendo la testa
lanosa, aggiunse: Brutta cosa, molto brutta cosa. Io crede a
Nean e io dice cos alla Prima Madre. Io dice, poi torno e dice
voi.
Portati via quella roba! , esclam Nean, indicando sprezzan-
te le armi Crom. Devi dire alla Prima Madre che non avete
osservato i patti.
Prima Madre amica gente Balzi Rossi , replic Nero con fer-
mezza. Tu, Nean, aspetta che io ritorna. Io dice te.

Quando il sole fu a picco sulla spiaggia dei Balzi Rossi Tal, che
era alla Fabbrica insieme a Faris e Dabi, interruppe il suo lavoro a
malincuore. Un primo bulino era stato fabbricato seguendo i con-
sigli dei Crom ma gliene occorreva un secondo per intraprendere
il lavoro che aveva in mente. Tal si sarebbe fermato volentieri ma
si rendeva conto di dover aiutare nella pesca e nella raccolta dei
molluschi. Salut quindi i suoi nuovi amici che, per effetto dei
patti, ora potevano restare per tutta la giornata e si mise sulla
strada del ritorno. Scendendo alla spiaggia pensava e ripensava
alla sua condizione di maschio e all'effetto che gli aveva fatto
Far, cos bella e dolce. Possibile che lui non fosse come gli altri,
che non riuscisse a posseder la femmina? Perch? Prima non gli
era parso importante, ora se ne crucciava al massimo. Ura gli
aveva detto che, prima o poi, ci sarebbe riuscito ma, dopo aver
conosciuto Far, Tal si sentiva in preda ad una strana agitazione,
Far gli piaceva pi di Ura e di qualsiasi altra donna sino a quel
momento conosciuta ed era certo che fosse dolce come appariva
dolce e... desiderabile! Decise che si sarebbe confidato con Ura,
che avrebbe provato con lei, Ura era sua amica e non si sarebbe
rifiutata.
Alla caverna, dove pos la sua piccola sacca con gli arnesi, le
donne non erano ancora rientrate dalla raccolta delle bacche e
trov soltanto Mana e Han che gli dissero della visita di Nero e gli
raccontarono i fatti. Tal ne fu addirittura sconvolto perch, spe-
cialmente adesso, per nessuna ragione al mondo avrebbe voluto
inimicizia fra la sua gente e i Crom.
Nero scender oggi stesso a dirci qualcosa, lo inform
Mana.  Ora va' agli scogli ad aiutare le ragazze. C' anche Nean
ad aspettarti.
Inquieto, Tal scese agli scogli e avrebbe voluto parlare col fra-
tello ma Nean e Sole erano impegnati con la rete e si facevano
aiutare da Gata.
Quei mtili che trovasti quando erano troppo piccoli, gli
ramment Nean. Ora saranno cresciuti. Va' ad aiutare Giovane
di Kron che li sta raccogliendo . Tal non fu entusiasta all'idea di
trovarsi a contatto con Giovane di Kron, ma Nean era cupo e di
cattivo umore e non volle contrariarlo. Ricordava bene lo scoglio
sotto il quale aveva trovato i mtili quando la grossa orata, poi
fiocinata da Nean, lo aveva spaventato. Salut le ragazze che rac-
coglievano conchiglie l vicino e, balzando agilmente da uno sco-
glio all'altro, trov Giovane di Kron che, interamente nuda, aveva
gi raccolto una buona quantit di quei frutti che piacevano tanto
a Kron.
La giovane donna non s'accorse di lui che se ne stava ad osser-
varla da uno scoglio piatto e caldo di sole. Immersa sino al collo
cercava a tastoni i mtili sott'acqua e, quando non riusciva, andava
sotto con la testa e restava immersa. Riemergeva sbuffando, i
capelli sugli occhi e le mani impegnate da grappoli di neri e lucen-
ti frutti di mare legati fra loro dalle sottili corde di bisso. Gravati
dall'acqua, i capelli non erano pi color del fuoco e parevano
scuri, le pesavano sui seni e sulle spalle. Movendosi di reni guada-
gnava l'anfratto sabbioso tra gli scogli e vi gettava le sue prede.
Nel farlo scorse Tal e gli sorrise. Ehi, sfaticato! perch non scen-
di ad aiutarmi?.
Per quanto intimidito Tal not che il sorriso di lei era diverso,
non pi bramoso come una volta, non pi sarcastico e vorace
insieme. Era un sorriso amichevole e allegro. Giovane di Kron si
iss agilmente sullo scoglio e, grondando acqua, gett all'indietro
la massa pesante dei capelli. Sono stanca, sai?.
Sono qui per aiutarti, le disse Tal, timidamente.
Oh, bene. Allora fallo mentre mi riposo un poco. Si stese
supina sullo scoglio piatto e Tal pot osservare come la linea del
suo ventre s'incurvasse, dolcemente gonfia nel segno della mater-
nit.
Hai saputo che un cacciatore Crom non  tornato al suo
accampamento, ieri sera?, gli chiese.
L'ho saputo. Nean dice che  stato il leopardo, rispose Tal.
Lei strizz con forza i capelli per alleggerirli dall'acqua di mare.
 Speriamo che Nean non si metta in testa di combattere , sospi-
ro.
 Lo spero anch'io , disse Tal, pensando al volto dolce di Far.
 Desidero la pace per mio figlio , mormor Giovane di Kron,
posando ambo le mani sul ventre. A Tal parve molto diversa da
come la conosceva e prov un moto di simpatia per lei.  Riposati,
ora , le disse,  io scendo in acqua . Per la prima volta da quando
lei era venuta, sposa di Kron, alla Caverna Grande, non ebbe
timore di sfilarsi il calzone. Lo lasci sullo scoglio e scese nudo in
acqua.
Sotto lo scoglio i mtili erano ingrossati numerosi e cominci a
farne bottino. Immergendosi lavorava automaticamente e, mentre
piccoli pesci gli guizzavano curiosi intorno, pensava ai Crom, a
Far, alla sua gente, a che ne sarebbe stato della sua vita persona-
le. Lo aveva colpito quel troncone di zanna donatogli dalla Prima
Madre. L'incisione rappresentante il mammut era bella, ma lui
riteneva di poter far meglio se avesse avuto a disposizione una
zanna di mammut. Pens che poteva anche incidere una figura su
un pezzo di conchiglia grande oppure su un diaspro ma, meglio di
tutto, sarebbe stata una zanna di mammut. E non vi avrebbe inci-
so la figura del pachiderma ma quella di un orso o, addirittura,
quella del leopardo. O forse sarebbe stato meglio ripetere sull'a-
vorio le sue incisioni sulla parete della caverna, con una serie di
cervi dalle grandi corna? Pensando a queste possibilit strappava
automaticamente i mtili e, soffiando sui capelli che gli grondava-
no sugli occhi, andava a deporli sul mucchio gi raccolto da Gio-
vane di Kron.
A un tratto se la trov accanto, immersa nell'acqua, le mani che
sfioravano le sue. Continuarono insieme la raccolta e Tal provava
una strana sensazione quando i loro corpi si toccavano e non riu-
sciva a capire in qual modo ne fosse turbato. Dopo qualche tempo
non rimanevano, abbarbicati alle loro corde di bisso, che i mtili
pi piccoli e Tal disse che sarebbe stato inopportuno raccogliere
anche quelli.
Giovane di Kron gli sorrise e gli accarezz il volto e lui si trov
a ricambiare apertamente il sorriso, non soltanto, ma anche la
carezza sui capelli di lei fradici d'acqua di mare. Giovane di Kron
gli accarezz il petto e, a questo punto, Tal sent insorgere, imme-
diato e prepotente, il desiderio! Senza che la sua mente glielo
avesse minimamente suggerito le sue dita si strinsero su un seno
turgido e lei, dopo il primo stupore, abbass la mano e, sott'ac-
qua, trov la verga eretta di Tal e la strinse.
Io credevo che tu non fossi capace, Tal... , gli mormor. Tal
rest immobile e non riusciva a spiccicar parola. Era troppo sor-
prendente anche per lui che aveva sempre temuto Giovane di
Kron. D'istinto la mano di lei si mosse e gli sfugg un gemito
mentre provava iI piacere.
Dunque sei capace! , esclam Giovane di Kron. Oh, Tal, io
sono contenta per te! Vuoi che ci stendiamo insieme sulla sabbia?
Non lo farei con un altro, ora che sono incinta, ma tu mi piaci
molto! .
Io... non ne sarei capace, Giovane di Kron, sospir Tal.
Come sarebbe a dire! Ho ben sentito che ne sei capace! , gli
replic lei, stupita. Forse io non ti piaccio?.
 Non  questo , scosse la testa lui, mortificato.  Non so come
spiegarti ma ho gi provato con Ura e... non sono riuscito... .
Perch? Cosa ti affligge? Che paure hai?, chiese Giovane di
Kron e il suo tono affettuoso ebbe il potere di sciogliere in Tal le
ultime prevenzioni nei confronti di quella femmina che aveva
sempre considerato con timore. Le raccont del sogno, del san-
gue e, mentre raccontava, lui stesso si accorse che per la prima
volta metteva in relazione quel sogno con la propria diversa con-
dizione. Dopo aver ascoltato con attenzione, Giovane di Kron
fece qualche domanda e Tal rispose come ricordava. Alla fine lei
disse: Il tuo sogno non  un sogno, Tal. E' qualcosa che hai visto.
Io penso che tu abbia assistito ad un parto, forse quello di tuo
fratello Nean. Ma nel sesso della donna non c' sangue, non ci
sono mostri, come temi... .
Gli prese una mano e la guid sott'acqua. Tal sent il morbido
vello che le ricopriva il pube e un residuo di timore lo assal, fece
resistenza. Sorridendo comprensiva Giovane di Kron port allora
quella mano a strusciarle il seno e subito Tal lo strinse e lo palp
mentre il desiderio rinasceva in lui.  Fallo da te, Tal, trova il mio
sesso e vedrai che ti piacer, non c' nulla di cattivo o di pericolo-
so, dentro... . Gli lecc il volto e il petto e la mano libera di Tal
cerc e frug, le dita si introdussero...
Non ci sono mostri, vero?, ansim Giovane di Kron, a sua
volta presa dalla voglia. Ora fa' come ti dico, Tal... fa' come ti
dico... .

Nero se ne stava ritto di fronte alla gente della Caverna Grande
e, se Sole lo guardava con amore, gli altri mostravano facce non
proprio incoraggianti dal momento che l'implicito sospetto della
Prima Madre li aveva offesi.
Prima Madre, disse Nero, questo capisce: gente dei Balzi
Rossi bene. Cacciatore Tamil ucciso da leopardo. Lei crede
Nean.
La tua Prima Madre dice una cosa e Amal ne fa un'altra! ,
sbuff Nean. Come posso fidarmi della tua Prima Madre che
dice di comandare e invece non comanda?.
Prima Madre comanda uomini e donne Crom , rispose Nero.
Prima Madre non comanda Amal. Prima Madre non crede
Amal. Prima Madre crede Nean.
Allora vuol dire che se incontro Amal posso ammazzarlo?,
chiese Nean, sarcastico.
Tu non ammazza Amal , rispose Nero.  Tu ammazza leopar-
do.
Facciamola finita, adesso! , sbott Kron che da tempo
occhieggiava i pesci e i frutti di mare. E' ora di cena! .
Nero sorrise a Sole e disse a tutti: Io torna da Prima Madre.
Nean uccide leopardo? Nean caccia mammut con gli amici
Crom? .
Puoi riferire alla Prima Madre che uccider il leopardo
rispose Nean, trascurando la seconda parte della richiesta.
Diamo a Nero frutti di mare e pesci perch li porti alla sua
Prima Madre, tagli corto Kron. S' fatto tardi e ho una gran
fame .

La Prima Madre era tormentata dal comportamento di Amal.
Aveva capito che era responsabile, in qualche modo, della morte
di Tamil e ora temeva che combinasse qualche altro guaio, che
commettesse magari qualche pazzia capace di scatenar la guerra
fra la gente dei Balzi Rossi e i Crom. Rendendosi lucidamente
conto che la mente del figlio vacillava, restava combattuta tra
l'amor materno e la responsabilit che le veniva come capo dei
Crom. Per questo motivo tergiversava a riguardo dei mammut
pur rendendosi conto che il consenso di Nean a partecipare a
quella caccia andava facendosi, alla luce degli ultimi avvenimenti,
sempre pi problematico. Dal canto suo Amal capiva bene che
nessuno aveva creduto alla sua versione sulla scomparsa di Tamil,
soprattutto dopo che quel selvaggio di Nean ne aveva scoperto il
cadavere semidivorato dal leopardo, rimandando per Nero le sue
armi affatto insanguinate. Tuttavia, nella sua mente malata, si
rifiutava di accettare la realt e aveva aspramente parlato alla Pri-
ma Madre e a Karai.
Vedo che credete pi a quel selvaggio che a me! , aveva urla-
to nel suo linguaggio scomposto, fatto d'odio e di saliva che gli
usciva a spruzzi dalla bocca contorta. Avete gi dimenticato che
sono stato io a portarvi sin quaggi! Allora vi dico che io posso
fare a meno di voi! Uccider da solo il leopardo e se qualche
selvaggio prover ad ostacolarmi uccider anche lui! .
Allontanatosi Amal, Karai aveva detto: La sua ragione  scos-
sa e me ne dispiace molto perch  vero che  stato lui a guidarci
attraverso le montagne e andava sempre avanti per primo, senza
ripararsi mai personalmente.
La Prima Madre annu ed era sconsolata per il figlio. Forse
una donna gli sarebbe utile, mormor, forse potrebbe toglier-
gli almeno un p di rancore... .
Vuoi che gli mandi Ela?, propose Karai.
 No, sarebbe inutile , rispose la Prima Madre dopo aver riflet-
tuto. Nessuna donna potrebbe guarire il suo cervello malato.
Io... mi appigliavo a una speranza ma le donne gli interessavano
poco gi da prima, ora niente. No. Lasceremo che mio figlio Amal
faccia per conto suo. Avvertir quelli dei Balzi Rossi che non ne
siamo responsabili.
In questo modo Amal finir per essere sbranato dal leopardo
oppure sar ucciso da Nean! , esclam Karai.
 Lasceremo che le cose seguano il loro corso , decise la Prima
Madre. Per Amal non posso far nulla, per la mia gente s. Ora
salite pure a controllare i mammut, come al solito. Mi auguro che
Nean uccida il leopardo, forse dopo vorr collaborare con noi.
Posso far seguire Amal da due cacciatori senza che lui se ne
accorga, insist Karai.
 No. Usa i cacciatori per la caccia , disse lei.  A proposito di
Ela, ora s' messa in testa di avere una collana come quella di Far
e circuisce a questo scopo Akis perch lui, sciocco com', s' van-
tato di potergliela ottenere da Tal.
Credevo che Akis avesse una gran paura di scendere soltanto
un passo oltre la cava, sorrise Karai. Comunque a caccia non
mi serve,  un buono a nulla e si lamenta sempre del poco cibo e
di come lo cuociamo. Lo rimanderei volentieri alla gente dei Balzi
Rossi .
 Neppure loro lo vogliono , osserv la Prima Madre,  e meno
di tutti Nean. Tuttavia, a suo modo, Akis ci  stato molto utile.
Credi che le donne che ha ingravidato partoriranno facilmen-
te?.
E' la nostra unica speranza, sospir la Prima Madre. Se
partoriranno facilmente, specie se partoriranno maschi, le donne
dei Balzi Rossi saranno dalla nostra parte. Certo darei qualsiasi
cosa per sapere cosa far la loro sciamana, quella Maga. Da lei
dipende in gran parte il nostro destino, Karai. Ora non possiamo
far altro che aspettare.
Ostentando di scendere armato di tutto punto, Amal, giunto
poco pi in basso, si nascondeva a chiunque e restava per ore e
ore a macerarsi nell'odio cui, da poco, s'era aggiunta la paura.
Amal non aveva mai conosciuto la paura, non s'era mai tirato
indietro di fronte ai mammut e all'orso, ora il pensiero di dover
affrontare il leopardo gli faceva tremare le ginocchia e gli metteva
in bocca un sapore acre. Rintanato tra i cespugli si sforzava di
lottare contro la paura e digrignava ferocemente i denti e quando
infine la ragione gli diceva che il leopardo poteva essere affrontato
e vinto con le armi erano le sue gambe a rifiutarsi e trascorreva
cos la giornata prima di rientrare all'accampamento, fiaccato dal-
la tensione pi che se avesse realmente camminato. Tuttavia non
desisteva, pensando che, prima o poi, gli sarebbe tornato il corag-
gio. Da molte sere non mangiava al focolare comune e si portava
accanto alla tenda un pezzo di carne che masticava senza gusto.
Subito dopo si ritirava in un cantuccio della tenda che divideva
con Goran, Noki e qualche altro cacciatore ma restava sveglio il
pi a lungo possibile, perch temeva di sognare il leopardo il che
puntualmente gli accadeva non appena si abbandonava al sonno.
Lo scarso cibo e quelle veglie tormentose lo avevano reso schele-
trico, gli occhi erano sempre come ardenti di febbre e sudati i
palmi delle mani. Non si faceva pi accorciare n la barba n i
capelli e le donne evitavano persino di guardarlo perch gli ispira-
va inqutetudine e ribrezzo.
Un pomeriggio, rientrando a sole basso, ud bisbigliare dietro
un cespuglio e stacquatt cauto ad ascoltare. Riconobbe le voci di
Akis e di Ela.  Io ti prometto , ud Akis che diceva,  una collana
ancora pi bella di quella di Far e di Luce se mi darai piacere.
 Sai bene che desidero fare coppia fissa con Karai , rispose la
voce di Ela. Non vorrei dispiacergli, per, se mi porterai una
collana, ti prometto che ti dar piacere nascostamente.
Prima mi darai piacere e poi ti porter la collana.
Oh, no, mio caro! Prima voglio la collana.
Allora non se ne fa niente. Io corro dei rischi a portarti la
collana e voglio in anticipo il compenso. Su, Ela, vieni qui... .
Non adesso, sciocco! Va bene, avrai ci che vuoi domani, al
ritorno dalla caccia. Mi aspetterai qui. Ora devo correr via.
Ma domani verrai di certo? Io corro seri rischi ad andare alla
cava per farmi dare una collana da Tal. Sai bene che Nean ha
minacciato di uccidermi! .
 Ti ho detto che verr , grid Ela gi lontana. Acquattato fra i
cespugli Amal ud il rumore dei suoi passi in corsa e, poco dopo,
ud anche Akis allontanarsi. Attese qualche tempo e infine si mos-
se anche lui in direzione dell'accampamento, riflettendo su quan-
to aveva udito. Non gli interessava un granch di Ela che non
s'era pi accostata a lui dal giorno in cui era stato ferito dal leo-
pardo. Non gli interessava Ela n alcun'altra femmina ma lo aveva
colpito l'affermazione di lei, di non voler far torto a Karai che
adesso comandava pi di lui. Se soltanto avesse ritrovato il suo
coraggio!
All'accampamento i cacciatori e le donne facevan festa ad un
bottino pi abbondante del solito. Ben tre grandi cervi erano stati
abbattuti e li stavano gi scuoiando dopo averli sventrati. Riserva-
te alle donne le tenere pelli dei cerbiatti ora alcuni cacciatori
avrebbero avuto morbide fasce di pelle di cervo. Amal li guard
torvamente. Erano ben stupidi a gioire per poche pelli di cervo, a
non capire che faticavano a caccia per poi dividere la carne con i
selvaggi! And ad accosciarsi accanto alla sua tenda, voleva riflet-
tere. Quello sciocco di Akis prometteva collane nonostante le
minacce di Nean. O aveva mentito e intendeva imbrogliare Ela
oppure Akis correva davvero un bel rischio e tutto per poter stare
fra le cosce di una femmina! Era assurdo! Akis poteva avere al
torrente qualsiasi altra donna e invece voleva proprio quella di
Karai. Amal, pur disprezzando Ela, riusciva a capirla: voleva una
collana ed era disposta a correre un rischio ragionevole per averla.
Akis, per avere ci che qualsiasi altra donna avrebbe potuto dargli
senza rischio per entrambi, correva il rischio di morire per avere
Ela. Per Amal era inconcepibile.
Quella sera, nonostante le razioni pi che abbondanti, mangi
ancor meno del solito e, steso supino sotto la tenda, andava rigi-
randosi nella mente la storia di Akis e di Ela. Forse avrebbe potu-
to coglierli sui fatto e rimproverarli poi pubblicamente e tanto
meglio se Karai se ne fosse offeso. Detestava Karai che aveva osa-
to contraddirlo gi durante il viaggio e ancora di pi una volta
giunti ai Territori Caldi. Quella notte non gli apparvero le fauci
spalancate del leopardo e invece vide in sogno, chiaramente, ci
che sarebbe accaduto l'indomani.

Ben nascosto dietro una macchia di rovi attendeva da ore. Sul-
l'erba aveva posato le sue zagaglie e la lancia dalla punta di quarzi-
te. Accanto a s, bene a portata di mano, le due rozze zagaglie che
quel selvaggio gli aveva scagliato dall'alto della rupe. Le aveva
conservate proclamando che le avrebbe usate contro i selvaggi e
non avrebbe sbagliato la mira. Il sogno di quella notte gli aveva
suggerito come usarle e contro chi e a quale scopo. Continu ad
attendere, controllando a tratti il corso del sole.
Finalmente ud scendere qualcuno e lo ud fermarsi, non molto
distante dalla macchia di rovi. Ora non doveva perdere pi tempo
dello stretto necessario. Stringendo una zagaglia in ogni mano si
mosse cauto e silenzioso, aggirando la macchia. Akis stava in pie-
di, a pochi passi da lui, e gli voltava le spalle. Stava certamente
fremendo in attesa che arrivasse Ela. Le mani che stringevano le
zagaglie non sudavano. Il braccio destro di Amal si lev, bilan-
ciando l'arma per un attimo mentre lui prendeva la mira e la
voglia di uccidere si trasform in forza muscolare. Scagliata con
vigore forsennato la zagaglia colp Akis fra le scapole e il cacciato-
re fece un passo in avanti, barcoll, cadde sulle ginocchia. Con un
balzo Amal gli fu alle spalle e, impugnata la parte inferiore della
zagaglia, spinse con rabbia, trafiggendo Akis a morte. Come lo
vide cader bocconi Amal confisse l'altra zagaglia sul terreno e
corse a nascondersi nuovamente dietro la macchia di rovi. Ora,
calcolava, Ela sarebbe scesa all'incontro con Akis e, trovandolo
morto, sarebbe corsa a cercare aiuto. Allora lui sarebbe uscito dal
suo riparo fingendo di rientrare da molto pi in basso. Nessuno
avrebbe potuto sospettare di lui vedendo le zagaglie dei selvaggi...
Ela non tard a sopraggiungere e Amal attese trepidante il gri-
do di sgomento che puntualmente venne, seguito dal rumore dei
passi precipitosamente in corsa. Tra poco avrebbe raggiunto l'ac-
campamento e dato l'allarme, pensava Amal, calcolando mental-
mente il tempo necessario perch sopraggiungessero i cacciatori,
gi gustando l'accusa che avrebbe rivolto alla Prima Madre di
essersi troppo fidata di quei selvaggi assassini, gi ascoltandosi
mentre arringava i cacciatori incitandoli a scendere ed a stermina-
re chi aveva ucciso Akis e pretendeva che Tamil fosse stato sbra-
nato dal leopardo!
Il tempo da lui preventivato trascorse inutilmente. Nessun
rumore, nessuna voce. Attese ancora, controllando il sole gi bas-
so all'orizzonte ma, trascorso ancora molto tempo, cap: Ela non
aveva dato l'allarme per non essere costretta a giustificare se stes-
sa! Fu colto da un accesso di rabbia e colp ripetutamente l'erba
con i pugni prima di riuscire a dominarsi. Infine si costrinse a
riflettere. Il fatto che Ela non avesse dato l'allarme non cambiava
nulla dei suoi piani. Akis non sarebbe certo andato via da dove
stava. Lo avrebbero scoperto pi tardi. Usc dalla macchia e si
avvi in salita ma si rese conto che il cadavere giaceva proprio nel
punto da cui lui avrebbe dovuto passare risalendo; quindi non
avrebbe potuto sostenere di non averlo visto e non voleva essere
lui a scoprirlo. Non c'era che un sistema. Afferrato Akis per i
piedi lo trascin dietro un cespuglio, nascosto ma non troppo.
Non vedendolo tornare l'avrebbero cercato e non sarebbe stato
difficile trovarlo.
Soddisfatto di s torn all'accampamento senza affrettarsi e vi
giunse proprio nel momento in cui Karai e Noki stavano interro-
gando il piccolo Obi a proposito di Akis che, rientrato con gli altri
cacciatori, adesso era introvabile.
Vi dico che l'ho visto scendere in basso! , si accalorava Obi,
temendo di non essere creduto.  Chiamavo la mia lupa e la cerca-
vo quando l'ho visto scendere. Karai scorse Amal e gli chiese se
avesse visto Akis, pi in basso.
Non ho visto nessuno, rispose bruscamente Amal. Del
resto che sarebbe sceso a fare, Akis?.
E' quello che mi chiedo anch'io, ammise Karai guardando
dubbioso Obi. Comunque scenderemo a cercarlo.
Se fosse sceso dabbasso l'avrei visto, insist Amal. Siete
certi che non sia dietro un cespuglio con qualcuna delle donne? .
 Le donne ci sono tutte , rispose Karai e, chiamati alcuni cac-
ciatori, scese con loro. Amal rest accanto alla sua tenda, chieden-
dosi se non avrebbe fatto meglio ad accompagnarli. Se quelli non
avessero scorto il cadavere, seminascosto com'era dal cespuglio?
Dovette farsi forza per non corrergli dietro e invece and al foco-
lare ad esaminar le prede. Due cervi e un cerbiatto. Ancora una
buona caccia ma ben presto non avrebbero pi avuto ragione di
spartirla con i selvaggi. Sbirci le donne che ridevano e scherzava-
no tra loro e con i cacciatori. Soltanto Ela se ne stava muta in
disparte e le si poteva leggere sul viso l'apprensione. Amal se ne
torn accanto alla tenda e, accosciatosi sull'erba, aspett.
Non dovette attendere molto, questa volta. Karai e i suoi rien-
trarono portando il cadavere di Akis ancora trapassato dalla zaga-
glia ed avevano raccolta anche quella infissa nel terreno. Amal
cominci a preparare mentalmente il suo discorso.

Kron scagli rabbiosamente a terra la zagaglia che gli aveva
portato Nero. E di Muuh! L'ho riconosciuta dal segno! , sbuff
rivolto ad Han che, con Mana e lui, era l'unico ad essere restato
nella Caverna Grande quel mattino.
Ma Muuh non pu avere ucciso Akis! , protest Han. Per-
che l'avrebbe fatto?.
Non chiederlo a me! , grid Kron. Io so soltanto che questa
zagaglia  la sua e gli Alti dicono che una eguale ha ucciso Akis! .
Forse  vero e forse no, replic il saggio Han. Abbiamo
soltanto la parola dei Crom. Attendiamo che Muuh ritorni. E'
andato a cacciare il leopardo con Nean, come fa oramai da molti
giorni .
Prima Madre crede sempre Nean, intervenne Nero, preoc-
cupato. Amal lui dice guerra, Prima Madre dice pace. Prima
Madre vuole conoscere verit.
Ma si pu sapere chi comanda, da voi?, s'arrabbi Kron.
Voi dite che  la Prima Madre, cosa c'entra Amal
Se Muuh uccide Akis allora comanda Amal, rispose Nero.
Se Muuh no uccide Akis allora comanda Prima Madre
 Forse la Prima Madre non crede veramente che Muuh abbia
ucciso Akis, intervenne Mana. Per questo vuole che la aiutia-
mo a scoprire la verit.
E se Muuh lo avesse ucciso veramente?, le rispose Kron.
Sarebbe guerra? Se vogliono la guerra l'avranno, questa volta
daro ragione a Nean! .
 Non lasciarti trasportare dall'ira, Kron , sugger Han.
Attenderemo che Nean e Muuh tornino dalla caccia. Se Muuh
ha ucciso Akis lo dir, non mente mai e lo sappiamo tutti.
Perch non l'avrebbe detto ieri sera, allora?, polemizz
Kron.
Forse perch non ne sapeva nulla, replic Han con calma.
E dovrebbe saperne qualcosa questa sera?, ribatt Kron.
No, secondo me. Ma potrebbe dirci se ha per caso abbando-
nato o perso due zagaglie, spieg Han.
Va bene, aspetteremo! , sbuff Kron. Per non mi piaccio-
no i misteri. Non mi piacciono le cose che non capisco. Non mi
piacciono le complicazioni! .
Anche Prima Madre no contenta, sorrise cautamente Nero.
Kron non capisce, Prima Madre non capisce....
Tu pensi che Muuh abbia ucciso Akis?, lo aggred Kron.
Io non crede che Muuh uccide Akis , rispose Nero. Prima
Madre non crede. Amal crede Nean uccide Akis. Nean dice che
taglia coglioni Akis, Amal crede che Nean uccide Akis. Prima
Madre dice: perch zagaglia di uomo Balzi Rossi uccide Akis?.
Insomma la Prima Madre non vorrebbe crederci ma le occor-
re una spiegazione , bofonchi Kron.  Sentiremo Muuh e Nean.
Ora tu scendi agli scogli ad aiutare le ragazze, almeno questa sera
avr qualcosa da mangiare... .
Incapace di attendere, Kron era andato al torrente a riferire a
Vecchia di Kron e alle altre donne intente alla raccolta delle bac-
che. Debitamente impressionate, le donne s'erano riunite a discu-
tere mentre Kron, sdraiato all'ombra di una felce e con accanto
un sacco colmo a met di bacche dolci, divorava tranquillamente i
frutti.
Questa non ci voleva proprio, comment Vecchia di Kron.
Io non posso credere che Muuh abbia ucciso Akis, ma Kron ha
riconosciuto quella zagaglia come sua. Ora la Prima Madre, che
vuole la pace, dovr vedersela con il figlio Amal che predica la
guerra .
Che ragione avrebbe avuto, Muuh, di uccidere Akis? Forse
un diverbio perch Akis era sceso cos in basso? , azzard Rossa
della Caverna Profonda. Oppure non  stato Muuh ma Nean,
che aveva gi minacciato Akis? .
 Non si sa se abbiano tagliato i coglioni di Akis? , chiese Una,
della Caverna del Sole.  Nean diceva che l'avrebbe fatto... .
 Questo la Prima Madre non lo ha mandato a dire , borbott
Vecchia di Kron. Comunque quella zagaglia  di Muuh, non di
Nean .
Torniamo alle Caverne, anche gli altri devono sapere, sugge-
r Sela della Caverna Alta.
Non potreste attendere che mi sia riposato un poco?, bor-
bott Kron, cacciandosi un frutto in bocca.
Di Kron non si sa mai se  pi stanco o affamato , rise Sela.
Oggi sono stanco, affamato e arrabbiato, grugn Kron,
pescando nel sacco delle bacche. Non voglio sentir parlare di
guerra, voi lo sapete, prosegu con la bocca piena,  ma da quan-
do sono arrivati gli Alti non abbiamo avuto pi neppure pace,
soltanto complicazioni, e io sono stufo. Questo mander a dire
alla Prima Madre e se lei non  capace di comandare a quel suo
figlio e vogliono la guerra dipinger di ocra rossa la lancia e la
scure insieme a Nean e uccideremo Amal e tutti i suoi! .
Hai dimenticato che non possiamo far niente prima che Maga
partorisca. Siamo d'accordo cos, gli ricord Vecchia di Kron.
Come? Ah, gi,  vero, ammise Kron, infilando nel sacco la
manona.
Inoltre vorresti davvero uccidere tutti i Crom?, lo stuzzic
Una. Anche le donne e quel bambino?.
Gli uomini dei Balzi Rossi non uccidono le donne e i bambi-
ni, proclam fieramente Kron, con la bocca piena.
Allora uccideresti gli uomini e terresti le donne? , lo prese in
giro Rossa. Bel guadagno ci faremmo noi donne che siamo gi
tante rispetto ai maschi! . Kron sput il frutto che stava mangian-
do e chiese disgustato: Chi ha raccolto queste bacche? Ne stavo
mangiando una col verme dentro! Dovreste fare pi attenzio-
ne....
Anche il verme avrebbe dovuto fare pi attenzione , rise Ura.
Kron, a parte il Grosso sei l'uomo pi viziato che conosca.
Perch mi rifiuto di mangiare una bacca con il verme den-
tro?, protest Kron. Perch non badate a ci che raccogliete
invece di chiacchierare continuamente fra di voi?. Continu a
rimbrottare le donne, ben contento che il discorso si fosse allonta-
nato dalla guerra, e quelle gli rispondevano a tono. Quando infine
si risolsero a tornare alle caverne lui chiese a Vecchia di Kron se
voleva che le portasse il sacco.
Meglio di no, rispose lei, perch ci arriverebbe vuoto... .

Agli scogli anche le ragazze discutevano della notizia e la pi
turbata era Sole, anche se Nero le aveva ripetuto pi volte di non
credere alla colpevolezza di Muuh e neppure a quella di Nean che
pure aveva minacciato Akis. Ora che un accordo era stato laborio-
samente raggiunto fra le due genti, Sole aveva sperato che la tre-
gua si sarebbe presto trasformata in amicizia e che i Crom sareb-
bero rimasti anche dopo il parto di Maga, ma l'omicidio di Akis
minacciava di rimettere tutto in discussione o peggio. Giovane di
Kron, insolitamente affettuosa con lei, la rassicurava ma anche lei
era stata colpita dalla notizia. In fondo Akis le aveva dato piacere
e l'aveva ingravidata. Anche se lei aveva finito per riconoscerlo
come inetto e pavido, la notizia della sua morte le aveva recato
dolore e sconcerto. Gata, poi, ne era rimasta addirittura affranta
perch aveva sperato che Akis sarebbe rimasto a vivere con lei
nella Caverna Grande. Stizzosa come suo padre lo Scontento,
l'unione con Akis le era apparsa un'occasione per ritenersi supe-
riore alle altre donne che le avrebbero invidiato il compagno e ora
che vedeva sfumare il suo sogno non si univa alle altre che proda-
mavano l'innocenza di Muuh e di Nean e se ne stava cupa in
disparte, senza partecipare alla raccolta.
Nero stava accanto a Sole e avevano l'acqua lei all'altezza della
vita e lui a quella delle cosce. Ogni volta che i loro corpi nudi si
sfioravano Sole provava sensazioni sino ad allora sconosciute.
Rossori improvvisi, un tremore singolare, la voglia di accarezzare
e di essere accarezzata. Allo stesso tempo stava in ansia e spiava il
sole, temendo ci che Muuh e Nean avrebbero potuto confessare
al loro ritorno.
Nero provava per lei tenerezza e si rendeva conto che presto
sarebbe sbocciata e il loro rapporto sarebbe stato inevitabilmente
diverso. Anche lui era angustiato dall'accaduto e non sapeva darsi
una spiegazione. Quelle zagaglie erano indubbiamente di Muuh
ma restava il mistero sul motivo che poteva avere spinto Muuh a
uccidere. La sera prima Amal era sbottato in una serie di accuse
alla Prima Madre e alla sua debolezza nei confronti dei selvaggi e
sembrava che i fatti gli dessero ragione perch Akis era stato ucci-
so appena pi in basso del limite pattuito e perch era stato aggre-
dito alle spalle. Questo aveva molto impressionato i cacciatori e
Amal aveva insistito sull'argomento. Si sarebbero pi sentiti al
sicuro, d'ora in avanti, nonostante la tregua che i selvaggi avevano
finto di accettare perch temevano la guerra? Perch l'avrebbero
accettata, altrimenti? Possibile che i cacciatori Crom non capisse-
ro che l'assassinio di Akis non sarebbe stato che il primo di una
lunga serie, che i selvaggi avevano in animo di ucciderli tutti,
prendendoli ad uno ad uno, a tradimento? Lui, Amal, aveva avuto
ragione fin dal principio ma se loro volevano attendere altre morti
per capirlo, ebbene che facessero pure, se erano cos sciocchi.
Alla fine la Prima Madre s'era limitata a dire che avrebbe man-
dato a chiedere spiegazioni alla gente dei Balzi Rossi e che se le
spiegazioni fossero state insufficienti si sarebbe parlato delle
misure da prendere. Per il momento Amal era parso accontentarsi
di quella risposta ma non c'era dubbio che, se la morte di Akis
non fosse stata messa in chiaro, lui sarebbe ritornato alla carica,
aggiungendo argomento ad argomento. Nero sperava che Muuh e
Nean, al loro ritorno, fossero in grado di fornire spiegazioni plau-
sibili...




Muuh scagli la sua zagaglia e il giovane cervo imprudente s'in-
ginocchi sulle zampe anteriori, un lungo brivido lo percorse
increspandogli la pelle, poi si rovesci su un fianco, ancora un
movimento del collo che voleva sollevarsi e infine anche il collo
ricadde e la bestia rest immota.
 Un gran bel colpo, Muuh , ghign Nean.
Uuuub! , sbuff Muuh, immusonito, e Nean rise. Muuh non
era troppo d'accordo di lasciare al leopardo quelle esche appetito-
se. Da molte giornate lo facevano e il leopardo non aveva mai
abboccato. La mattina dopo i due cacciatori trovavano intatta la
bestia oppure l'avevano scovata gli avvoltoi. Possibile che il leo-
pardo avesse capito che si trattava di una trappola? Comunque
trasportarono il cervo sino alle radici di un albero che sorgeva
proprio alla base della buca mascherata con le frasche e ve lo
lasciarono in bella mostra prima di salire sull'agglomerato di roc-
ce dove si disposero ad attendere con pazienza.
Pi tardi Muuh cominci a sbuffare, osservando il sole che
calava. Nean sarebbe restato ancora ma non voleva abusare della
pazienza del compagno. Muuh era un compagno prezioso, il
miglior esploratore dei Balzi Rossi e anche come cacciatore non
aveva eguali. Quando Nean aveva deciso di uccidere il leopardo,
Kron, uno dei pochissimi ad averlo affrontato e ucciso, aveva con-
sigliato una battuta con molti uomini a rastrellare il terreno per-
cuotendo i tronchi cavi e un paio di cacciatori, svelti di zagaglie e
di lancia, pronti ad affrontare l'animale quando si fosse mostrato.
Nean aveva preferito il sistema della trappola per non distogliere
gli uomini dei Balzi Rossi dalla caccia ordinaria che procurava
loro il cibo.
Ppp-prendiaaa-mo ccc-c-cervo?, chiese Muuh, speranzogo.
Non voleva essere costretto ai piccioni dell'Orbo o ai frutti di
mare.
 Ancora per una giornata o due , lo convinse Nean. Forse il
Grosso avr ucciso una scrofa oppure sar riuscito a prenderle i
cinghialetti ... .
All'idea che il Grosso fosse riuscito ad uccidere un cinghiale
Muuh sbott in una delle sue risate sarcastiche fatte di grugniti e
di singhiozzi e anche Nean rise. Tornarono alle caverne senza il
giovane cervo ma di buon umore e per, giunti in vista della
Caverna Grande, si guardarono perplessi perch sembrava che
tutta la trib si fosse data convegno all'ingresso. Mentre si faceva-
no largo fra la gente qualcuno grid a Nean:  Allora, sei stato tu a
tagliare i coglioni ad Akis?, Non lo sapete che hanno trovato
morto Akis? ,  Muuh, hai ucciso Akis? , chiedevano altri men-
tre i due si aprivano un passaggio tra la folla. Finalmente riusciro-
no ad entrare e trovarono Nero che li attendeva insieme agli altri.
Siccome Kron aveva gi dato segni di nervosismo fu Vecchia di
Kron ad informare il figlio e Muuh che Akis era stato ucciso il
giorno prima con una zagaglia che portava i segni di Muuh. Un'al-
tra identica era stata trovata confitta nel terreno poco lontano dal
cadavere e ora la Prima Madre chiedeva spiegazioni per quel fatto
grave.
Come Vecchia di Kron ebbe terminato di esporre, Muuh e
Nean si guardarono sbigottiti e Nero, che li osservava, si convinse
maggiormente che non loro ma qualcun altro aveva ucciso Akis.
Indignato e offeso, Muuh non riusciva a far altro che mugolare
mentre Nean, dopo avere riflettuto, disse che non credeva una
parola, che era tutto un trucco della Prima Madre e, da parte di
Nero e di Vecchia di Kron, ci volle del bello e del buono per
convincerlo che Akis era realmente morto.
 Figlio, noi non abbiamo visto il cadavere ma Nero lo ha visto
e Nero non sarebbe sceso a raccontarci una bugia , disse Vecchia
di Kron.
Intanto Muuh aveva osservato per bene la zagaglia e, accertato
che erano grossolanamente incisi i propri segni, appariva smarrito
e incapace di fornir risposte. Tal, che aveva trascorso una mezza
giornata felice, occupato a incidere il disegno di un pesce sulla
valva interna di una conchiglia da suono che intendeva inviare in
dono a Far, gli s'accost a porgli una mano sulla spalla. Forse
l'hai persa, Muuh? . Muuh guard come smarrito la zagaglia che
teneva ancora in mano e neg col capo.  Oppure l'hai gettata via?
La punta  sporca di terra... . Ancora una volta Muuh guard la
zagaglia, esamin la punta effettivamente intrisa di terriccio e
scosse la testa. Non ci si raccappezzava e tutto il suo comporta-
mento stava a dimostrarlo. Nel frattempo Nean stava montando
in collera, convinto com'era che tutta la storia fosse una montatu-
ra. Era sul punto di urlare la sua rabbia quando un'esclamazione
di Nero li colse tutti di sorpresa.
 Ora ricordo! , e, pi che un'esclamazione, era stato un grido.
Quando arrivammo al pascolo dei cervi! Era Muuh il selvaggio
sulla rupe! Eri tu, Muuh! Non ti ricordi?. Nero aveva
agguantato Muuh per le spalle e provava a scuoterlo ma, senza
rendersene conto, aveva parlato nella lingua dei Crom e nessuno
aveva capito le parole. Irritato, Nean stava per agguantare Nero
e dargli una bella scrollata quando fu preceduto da Sole: Nero!
Parla la nostra lingua! Che hai detto?.
Oh! Aaaah! . Nero le sorrise con tutti i denti che poteva
mostrare prima di rivolgersi agli altri. Muuh sue zagaglie getta
contro Amal in pascolo di cervi! Io ricordo. Muuh ricorda?.
Vedere il volto belluino di Muuh assumere la maschera del
sorriso e del sollievo e subito dopo udirlo lanciare un grido di
esultanza fece ridere nervosamente tutti anche se per la sola
speranza di una spiegazione.
Aaaah! ! Ssss-sissl! D-d-ddd-dalla ru-u-pe! , sghignazzava
Muuh. A poco a poco venne fuori il racconto di quella scena di
cui Muuh era stato attore e Nero spettatore. La zagaglia
scagliata contro Muuh da Amal e da Muuh afferrata al volo e
rigettata ai piedi del capo Crom. E poi le due zagaglie, scagliate
con forza e con voluta mira inoffensiva, ad ammonire lo
straniero che invadeva il territorio dei Balzi Rossi...
Muuh, sollevato, esultava e rideva dando tali manate di
compiacimento a Nero da lasciargli i lividi e anche gli altri si
sentivano sollevati, soprattutto Kron che altrimenti avrebbe
dovuto decidere qualcosa. Soltanto Nean restava accigliato e, a
un tratto, chiese bruscamente a Nero: Chi ha conservato le due
zagaglie di Muuh? Forse Amal?.
Immediatamente Nero si fece guardingo. Io non sa,
rispose.
E invece devi saperlo, insist Nean. Non pu essere stato
che lui.
Nero ricordava benissimo che Amal aveva raccolto e
conservato le due zagaglie, proponendosi di restituirle ai
selvaggi ma senza sbagliar la mira come pretendeva che Muuh
avesse fatto. Tuttavia la sua lealt verso la propria gente gli
imped di confessarlo in quel momento.
Io non dice Nean, rispose con fermezza. Io dice Prima
Madre.
Invece lo dici a me, subito! Lo dici a tutti noi! , url Nean,
incollerito. Prima ci accusavi, ora devi spiegarci! .
Io dice Prima Madre, ripet Nero, ostinato.
Nnnn-n-nero mm-m-mio aa-mico! ! , intervenne con
decisione Muuh e anche l'altra gente della Caverna Grande
prese le parti di Nero e tutti dicevano che era stato leale e che
Nean non aveva
alcun diritto di trattarlo bruscamente. A sostegno di Nean
intervenne Kron che non voleva mostrare a tutti il proprio
sollievo. Rivolto a Nero disse: Ti ringrazio per aver detto la
verit che ha scagionato Muuh. Per devi anche riferire alla
Prima Madre che, da quando siete arrivati voi,  scomparsa la
tranquillit. Questo non mi piace e tu diglielo.
Io dice Prima Madre parole di Kron, assicur Nero,
sorridendo a Sole. Io dice subito.
Puoi portare questa conchiglia a Far, figlia della Prima
Madre?, gli chiese timidamente Tal mostrandogli la conchiglia
da suono con il pesce inciso. Nero la mise nella propria borsa e,
quando usc, Sole era al suo fianco e disse che lo avrebbe
accompagnato sino al sentiero. Fuori la gente premeva per
sapere e Giovane di Kron si incaric di spiegare a tutti ma,
dentro la caverna, Nean restava cupo e, quando Vecchia di
Kron gliene chiese il perch, rispose: Madre,  mai possibile
che ci sentiamo sollevati per essere stati assolti da una colpa
che non avevamo? E stato Amal ad uccidere Akis e credo di
sapere che lo ha fatto per fomentar la guerra. Questi Alti si
uccidono tra loro, madre, e non danno affidamento. Neppure i
lupi si uccidono tra loro! .

Livido di rabbia Amal ascoltava la pacata esposizione della
Prima Madre. Le fiamme del focolare illuminavano il suo volto
orribilmente deturpato rendendo il suo aspetto pi sinistro che
mai.
Accosciati intorno al focolare dove arrostivano le carni di un
cervo i cacciatori e le donne lo consideravano con repulsione e
timore.
 Io dico, dunque, che non sono stati gli uomini dei Balzi Rossi
a uccidere Akis, concluse la Prima Madre, per mi rifiuto di
credere che sia stato mio figlio Amal. Lui era a caccia del
leopardo e non avrebbe avuto alcuna ragione per uccidere Akis.
Mio figlio Amal ci ha guidato sino ai Territori Caldi e alla Grande
Acqua Salata e gli dobbiamo riconoscenza. Mio figlio Amal non
avrebbe mai colpito alle spalle un suo compagno perch sarebbe
stato un atto di vigliaccheria. Amal ha ucciso il lupo, ha ucciso il
mammut, ha ucciso l'orso. Io sono certa che uccider anche il
leopardo. Pu un uomo simile assalire alla spalle un compagno?
E perch l'avrebbe fatto? No, non credo assolutamente Amal
colpevole di un delitto simile. Sul suo coraggio nessuno di noi potr pi
dubitare quando torner all'accampamento dopo avere ucciso il
leopardo. Io sono certa che lo far, perch non  un vigliacco. Ora
mangiamo in pace.
Soltanto Karai si accorse che quel discorso aveva completamen-
te spiazzato Amal, impedendogli di difendersi da un'accusa che
nessuno ufficialmente gli muoveva, soprattutto togliendogli moti-
vo di accusare. I cacciatori e le donne restarono silenziosi, badan-
do alla carne che arrostiva alla fiamma, ma in cuor loro non erano
convinti perch, dopo la relazione di Nero, a tutti era ritornato in
mente l'episodio del selvaggio che scagliava le sue zagaglie contro
Amal e la reazione di lui che, dopo averle raccolte, aveva procla-
mato che le avrebbe usate con miglior mira dei selvaggi. Ora la
Prima Madre diceva che non erano stati i selvaggi a uccidere Akis
ma si rifiutava di credere che fosse stato Amal. Allora chi era
stato?
Scostando sgarbatamente due cacciatori, Amal si fece largo e
dal focolare prese un pezzo di carne semicruda. Uccider il leo-
pardo, afferm con voce sorda. Domani scender a uccidere il
leopardo e non torner all'accampamento sinch non l'avr ucci-
so . Bruscamente volse le spalle a tutti e si allontan in direzione
delle tende.
I cacciatori e le donne rimasero in silenzio ma Karai che sedeva
accanto alla Prima Madre le sussurr all'orecchio: Se scender a
cercare realmente il leopardo andr a morte. Vuoi che lo accom-
pagniamo? .
 Domani salirai a caccia , replic la Prima Madre e, quand'eb-
be allungata la mano a prendere un pezzo di carne, tutti gli altri la 
imitarono.

Amal dorm sereno, nessun sogno turb il suo sonno. La Prima
Madre invece giacque tutta notte ad occhi aperti e, quando usc
dalla tenda delle donne, vide a ponente brillare insieme l'Occhio
della Notte e una luce pi piccola e lontana ma assai intensa.
Quella luce se l'eran sempre lasciata alle spalle nel loro viaggio
verso i Territori Caldi e anche ora l'avevano alle spalle. La Prima
Madre si augur che la distanza tra la sua gente e quella piccola,
vivida luce, che era la prima a mostrarsi e l'ultima a scomparire,
non aumentasse mai pi. Poi sedette a gambe incrociate sull'erba
bagnata di rugiada e attese.
Vide per primo Amal. Uscito dalla tenda in armi indugi appe-
na a controllare le pelli che gli fasciavano i piedi e subito s'avvi.
La Prima Madre ne consider il passo determinato e svelto e le
sfugg un sospiro.
Poco dopo sort Karai e, dopo di lui, a uno, a due alla volta, i
cacciatori che si preparavano a salire al vallone dei mammut.
Karai scorse la Prima Madre e le si avvicin.
Ti saluto, Prima Madre.
Che tu possa fare buona caccia, Karai.
Credi che Amal scender davvero?.
E' gia sceso.
Sei certa che abbia ucciso lui Akis?.
Chi altri ne avrebbe avuto modo?.
Per, mi chiedo perch Akis sia sceso....
Qualche suo motivo deve averlo spinto e io lo scoprir.
Lascer due cacciatori all'accampamento perch accompagni-
no le donne all'acqua, concluse Karai prima di allontanarsi.
Vennero a salutare la Prima Madre Faris e Dabi che si recavano
alla cava. La Prima Madre li incaric di ringraziare Tal per la
conchiglia da suono inviata a Far. Poco dopo venne Nero chie-
dendo se doveva scendere a riferire a Kron.
No. Andrai alla cava e parlerai con Tal. Gli dirai che non
riteniamo Muuh responsabile della morte di Akis. Riferir lui alla
sua gente.
 Se chiede chi  stato? Loro sospettano di Amal... .
 Non sappiamo chi  stato. Sappiamo che non sono stati loro .
Allora dir cos, concluse Nero e si allontan, deluso perch
avrebbe preferito scendere alle caverne...
La Prima Madre guard il cielo. Era di un azzurro cupo, la
piccola luce lontanissima brillava ancora e anche l'Occhio della
Notte rispendeva nella sua interezza. Poco dopo dalle tende delle
donne usc Luce che venne ad accosciarsi accanto alla sua protet-
trice.
Ti saluto, Prima Madre. La vecchia, senza aprire gli occhi,
fece un cenno di risposta. Prima Madre, non riuscivo a dormire,
questa notte. Pensavo ad Amal. Non dovrebbe scendere a caccia-
re da solo il leopardo, per un uomo solo sarebbe morte sicura.
La Prima Madre non rispose e Luce continu: Ieri sera ho segui-
to attentamente il tuo discorso, specie la parte in cui ti dicevi certa
che Amal non  un vigliacco e che avrebbe ucciso il leopardo. Se
scender veramente l'avrai costretto tu, Prima Madre. Perch?
Forse vuoi punirlo perch pensi che abbia assassinato Akis?.
Finalmente la Prima Madre aperse gli occhi e guard Luce.
No, non  per questo, rispose. Akis non mi interessava pi
che tanto. Tu sei designata a succedermi, Luce: dovresti indovina-
re i miei motivi.
Vuoi che restiamo in pace in questi territori e Amal  di osta-
colo, disse a voce bassa Luce. Lui vuole la guerra e finirebbe
per farci odiare dalla gente dei Balzi Rossi. Allora tu lo spingi a
cacciare il leopardo... . La Prima Madre non rispose e Luce si
alz.  Vado a svegliare Obi. Vuole che andiamo a cercare insieme
la sua lupa... .
Trascorse il tempo e dalle tende uscirono le donne. Baloccan-
dosi con la grossa conchiglia da suono Far si avvicin alla madre.
 Ti ho sentita levarti che era ancora buio, stamani. Guarda, il sole
sta sorgendo e l'Occhio della Notte non vuole allontanarsi....
Far s'accosci sull'erba e port alla bocca la conchiglia ma rinun-
ci a soffiarvi dentro e la pos sull'erba accanto a s. Devo par-
larti di una cosa, Prima Madre, sospir. Non vorrei pi dare
piacere ai cacciatori, gi al torrente. So che  contro le regole
ma... ti prego di dispensarmi... .
Perch non vuoi pi dar piacere ai cacciatori?.
 Penso a Tal dei Balzi Rossi. Vorrei dar piacere soltanto a lui e
prenderne soltanto da lui. Capisco che noi donne siamo poche
rispetto agli uomini ma... .
L'ombra di un sorriso apparve negli occhi stanchi della Prima
Madre.  Se vuoi fare coppia fissa con Tal dei Balzi Rossi, io ne
sar pi che contenta, figlia, ma non sappiamo come la pensi
lui... .
Glielo chieder, rispose Far e quel tono deciso, in lei che
era sempre stata timida e dolce, sorprese la Prima Madre.  Se mi
dai il permesso di andare alla cava con Faris e Dabi glielo chiede-
r.
Hai tanta fretta, figlia? Non  opportuno che tu vada a cerca-
re Tal alla cava. Far in modo che venga lui all'accampamento. Se
tu vai alla cava a cercare Tal, se ti offri apertamente a lui, Kron e
gli altri, soprattutto Nean, penseranno che ti ho mandata io per i
miei scopi. Dev'essere Tal a cercarti e tu avrai pazienza. Far
chin la testa, rassegnata, e la madre le fece una carezza sui capel-
li. Far in modo che Tal venga al pi presto, le disse per conso-
larla.
E nel frattempo mi dispensi dal dar piacere ai cacciatori?.
 Sei dispensata dal momento che cos desideri. Ora va' a pre-
pararti per scendere al torrente con le altre. Manda qui Ela, voglio
parlarle .
Poco dopo sopraggiunse Ela. La giovane donna aveva dormito
poco e male e il suo sonno era stato popolato da incubi. Ora le si
leggeva negli occhi la preoccupazione. Rest in piedi di fronte alla
Prima Madre, attendendo un invito a sedere che non venne.
Ela, perch Akis  sceso cos in basso dopo essere tornato
dalla caccia insieme agli altri? , domand la Prima Madre brusca-
mente. Bada, io lo so ma voglio che me lo dica tu. Rispondi! .
Gli occhi della Prima Madre, fissi nei suoi, erano come braci
ardenti ed Ela ebbe paura. Doveva incontrarsi con me, confes-
s a voce bassa. Mi aveva promesso una collana in cambio del
piacere... .
E tu questo piacere gliel'hai dato?.
Quando sono scesa all'incontro l'ho trovato morto! Ho avuto
paura e sono fuggita.
Perch non hai dato l'allarme?.
Non volevo dispiacere a Karai... .
 Ora scendi al torrente con le altre donne. Darai piacere a tutti
i cacciatori che te lo chiederanno, d'ora in poi.
Prima Madre! Farei offesa a Karai! Io....
Taci! Eri gi pronta a fargli offesa per una collana! Tu non
farai pi coppia fissa con Karai e neppure con alcun altro caccia-
tore Crom ma darai piacere a chiunque te lo chieda. Vattene,
ora! .

Insieme al coraggio Amal aveva riacquistato anche la lucidit di
una volta. Nelle lunghe ore di attesa, appostato per il leopardo,
aveva pensato e ragionato freddamente, si era reso conto che
l'odio gli aveva ottenebrato il cervello sino al limite della pazzia.
Oramai, per, aveva consumato il pi grave dei crimini e sapeva
bene che le sue accuse ai selvaggi non erano state credute da
nessuno. Se fossero stati al villaggio di Crom sarebbe stato punito
con l'esilio che, nella quasi totalit dei casi, rappresentava la mor-
te perch un cacciatore solo raramente sopravviveva tra le monta-
gne ghiacciate. Qui la Prima Madre gli aveva dato una possibilit
di riscatto: il leopardo. Se lo avesse ucciso i cacciatori, pur consi-
derandolo assassino, lo avrebbero accettato perch aveva dato
prova di coraggio. Amal non aveva altra scelta e lo capiva.
Non provava alcuna paura e anzi fremeva per la voglia di sca-
gliare le zagaglie, di manovrar la lancia. Appostato al limite del-
l'erba alta ne spiava gli ondeggiamenti minimi e i palmi delle sue
mani erano asciutti nell'attesa. Sapeva che il leopardo, se avesse
seguito la solita strada, sarebbe sbucato dall'erba alta proprio di
fronte a lui e si augurava che non lo fiutasse prima. Il vento era
leggero e mutevole ma non spirava mai dall'alto e Amal confidava
che il leopardo non l'avrebbe fiutato.
Quando il sole fu basso ad occidente vide l'erba spartirsi e seppe
che non era il vento. Si tenne pronto e non provava la minima
eccitazione, si sapeva capace di uccidere la belva. Il leopardo, per,
non seguiva la solita direzione attraverso l'erba alta, non veniva
dritto verso il punto dove lui stava appostato ma si muoveva in
direzione dell'ammasso di rocce che aveva fatto da schermo ad
Amal il giorno in cui era morto Tamil. Di fronte alle rocce sorgeva-
no, distanziati tra loro, alberi dal tronco piegato nella direzione dei
venti dominanti, le chiome verdi appiattite. Amal scrut attenta-
mente quel punto senza tuttavia scorger nulla che avesse potuto
attrarre l'attenzione del leopardo. La belva, per, doveva aver
fiutato qualcosa perch la sua andatura non subiva arresti. Ora
Amal poteva scorgere la groppa fulva e maculata e, a tratti, il
nervoso muover della coda. Calcol che avrebbe potuto tagliar la
strada al leopardo e si mosse con estrema cautela, curvo sulla
persona, le armi basse, seminascosto dall'erba. Se il leopardo non si
fosse accorto in tempo della sua presenza le loro strade si sarebbero
incrociate inevitabilmente e lui si sentiva forte, pronto e lucido
come non mai. L'uomo e la belva continuarono ognuno per la
propria strada che li avrebbe portati ad incontrarsi. Quando Amal
fu vicinissimo all'agglomerato di rocce vi gett ancora un'occhiata
e vide il cerbiatto allungato sotto uno degli alberi, il muso tra le
zampe come se dormisse all'ombra. Possibile che non avesse fiuta-
to il leopardo? Persino Amal ne sentiva l'acre odore, adesso. A un
tratto il leopardo usc dall'erba e avanz allo scoperto, in atteggia-
mento raccolto, quasi strusciando il ventre contro il terreno,
movendo il collo per guardarsi attorno, arrestandosi a fiutare.
Amal si appiatt al suolo e rest immobile, in attesa. Il leopardo
avanzava ancora, tastava il terreno con la zampa e fiutava prima di
muoversi. Tra poco Amal l'avrebbe avuto a tiro. Doveva assoluta-
mente colpirlo almeno con una delle zagaglie e ferirlo in modo
tale da poterlo poi affrontare con la lancia dalla punta di quarzite
acuminata, capace di trafiggere la spessa pelle di un mammut.
Il leopardo si arrest a poca distanza dall'albero sotto il quale
se ne stava accovacciato il cerbiatto e continuava a fiutare ed a
tastare con la zampa il terreno di fronte a lui, spostando le frasche
che lo coprivano e che evidentemente il vento aveva strappato agli
alberi. Infine la belva si mosse ma di lato e sembrava che volesse
evitar di camminare sulle frasche. Cos facendo aumentava la
distanza tra lui e Amal che se ne stizz. Che attendeva quella belva
stupida ad azzannare il cerbiatto che, ancor pi sciocco, continua-
va a dormir tranquillo a pochi passi? Amal aveva calcolato di
scagliare le zagaglie nel momento in cui il leopardo avesse azzan-
nato la preda ma l'animale tergiversava, si muoveva di lato, aggi-
rava il terreno ricoperto di frasche e come se lo temesse. Final-
mente il leopardo si raccolse e scatt attraverso l'aria, distenden-
dosi completamente, e balz sul cerbiatto, azzannandolo al collo.
Una furiosa scrollata intesa a uccidere e, nel medesimo tempo,
Amal, balzato in piedi, prese la corsa bilanciando la zagaglia ma,
al momento di scagliarla, si sent mancare il terreno sotto i piedi
e, rivoltandosi nella caduta, precipit supino. Un dolore atroce
lo fece urlare mentre sentiva il corpo straziato inzupparsi del suo
stesso sangue. Gli ultimi rumori che ud furono un soffio seguito
da un miagolo rabbioso. Le ultime cose che vide furon due
facce distorte che si affacciavano all'orlo della fossa nella quale
era caduto. Poi la nebbia della morte cancell del tutto le due
facce.

Ben nascosti tra l'agglomerato di rocce Muuh e Nean sorveglia-
vano sia le mosse di Amal che quelle del leopardo che avanzava
cauto fra l'erba alta. Nean non s'era atteso l'intervento di Amal e
si augurava che non interferisse nella sua caccia. Se fosse accadu-
to, se Amal avesse fatto fuggire il leopardo, Nean era fermamente
deciso ad ucciderlo anche a costo di scatenar la guerra. Al suo
fianco Muuh pensava pi o meno le stesse cose ma i due non
parlavano tra loro e non ne avevano bisogno, abituati com'erano
ad agire di concerto.
Quando Amal si mosse cauto a tagliar la strada al leopardo
entrambi ebbero un interno moto di stizza pensando che la belva
lo avrebbe fiutato. Subito dopo riconobbero che Amal sapeva
muoversi quand'era il momento e appiattirsi quand'era il caso n
mai il leopardo, nel suo avanzare in apparenza pigro, diede cenno
d'essersi accorto dell'uomo che lo stringeva sempre pi dappres-
so. Piuttosto, giunto in prossimit della trappola, si fermava a
fiutare incerto e sospettoso e la sua andatura si faceva sempre pi
lenta e circospetta.
Nean prov ammirazione per l'animale, un'ammirazione che
aument quando il leopardo raggiunse i margini della trappola
mascherata di frasche. Ora non avanzava pi, tastava le frasche
con la zampa anteriore, fiutava, si guardava intorno. Poi, la deci-
sione di spostarsi di lato, seguendo i margini della trappola, senza
mai oltrepassarli, gli occhi gialli fissi sulla preda, la coda che si
moveva nervosamente a scatti. E la lenta avanzata di Amal che
ormai doveva aver visto il cerbiatto nella positura apparentemente
naturale in cui l'avevano sistemato, il giorno prima, Nean e Muuh.
Forse, pens Nean, s'era sbagliato sul conto di Amal, forse aveva
letto male le tracce che dicevano di una sua vigliaccheria, forse
l'abbandono della lancia e delle zagaglie non era dipeso da lui che
adesso avanzava con le giuste cautele ma anche con la determina-
zione di chi  deciso a cacciare l'animale...
Ci che accadde in seguito fu tanto rapido da susseguirsi come
un evento unico. Il leopardo si rattrapp, balz attraverso la trap-
pola e, superandola, si abbatt sul cerbiatto, lo azzann e lo scosse
come era abituato a fare per rompergli il collo e ucciderlo all'i-
stante. Contemporaneamente Amal si scagli contro la belva e,
con un urlo, precipit nella fossa irta di pali acuminati nel medesi-
mo istante in cui Muuh scagliava la sua zagaglia e Nean balzava
gi, la lancia in pugno. Colpito al costato, il leopardo lasci cade-
re il cerbiatto che aveva gi sollevato da terra e Nean gli s'avvent,
spaccandogli il cuore con un colpo di lancia.
Dal fondo della buca venne un rantolo di morte e Muuh e
Nean s'affacciarono a guardare. Amal era caduto supino ed i pali
acuminati, infissi nel terreno e destinati a trafiggere il leopardo,
gli avevano attraversato il corpo e lo stavano uccidendo. Lo vide-
ro morire.

Disteso sull'erba, il corpo straziato di Amal non sanguinava
pi, che tutto il sangue era stato assorbito dalla terra e la sua carne
aveva il colore della cenere. Mentre Muuh osservava il leopardo
ucciso Nean controllava la posizione del sole e, alla fine, decise:
Dobbiamo portare il corpo di Amal su all'accampamento degli
Alti, disse e Muuh lo guard sbigottito.
 Aaaah! Nnn-no ! ! , reag.
Temi che ci incolpino di averlo ucciso noi?, chiese Nean.
 Sss-ss-siss! , sput Muuh.
 Non lo faranno. Sbrighiamoci, piuttosto, non voglio arrivare
lass con l'ombra . Afferrato il leopardo se lo caric sulle spalle
possenti ed a Muuh, che lo fissava irritato e incredulo per quella
che riteneva una decisione avventata, non rest che fare altrettan-
to con il cadavere di Amal.
E i-il ccc-errbiatto?! , esclam prima di muoversi. Cccc-chi
ll-lo mamangia?!.
Lascialo agli avvoltoi, se lo scopriranno prima dell'alba,
rispose Nean, avviandosi lungo la salita.
Quando giunsero ai limiti dell'accampamento, dove la forra
impenetrabile era stata vinta dalle scuri di Karai e dei cacciatori,
Nean si inoltr con decisione, seguito da Muuh, e il primo a
vederli fu Karai che spiava il ritorno di Amal. Quando li vide si
fece da parte in silenzio e i due uomini dei Balzi Rossi si diressero
al fuoco posto al centro dell'accampamento con i Crom che li
attorniavano sbalorditi, gli sguardi che andavano dal corpo di
Amal, crivellato di buchi, a quello del leopardo. Giunto di fronte
al grande focolare dove gi stavano arrostendo pezzi di carne di
cervo e di cinghiale Nean vide la Prima Madre e, dopo essersi
accostato a lei, lasci cadere la carcassa del leopardo e aiut
Muuh a deporre il cadavere di Amal, badando a che le spalle
poggiassero sull'erba. Senza una parola la Prima Madre si ingi-
nocchi accanto al figlio, ne osserv le ferite esangui, pass una
mano sugli orli slabbrati e, come gli occhi vitrei di Amal restavano
sbarrati, lei ne abbass le palpebre. Intanto Nero s'era avvicinato
e attendeva sgomento.
Io e Muuh davamo la caccia al leopardo, gli spieg Nean,
parlando adagio affinch potesse capir bene, e avevamo prepa-
rato una trappola con un cerbiatto come esca. La trappola era una
fossa e in fondo avevamo piantato pali acuminati che ferissero il
leopardo in modo che non potesse balzarne fuori. Se hai capito
bene spiegalo alla Prima Madre.
Nero annu, tradusse e la Prima Madre fece cenno a Nean di
continuare. Anche Amal era alla caccia del leopardo, prosegu
Nean, e lo vide insieme a noi. Non si accorse per della buca
mascherata con le frasche e vi cadde dentro, uccidendosi. Le feri-
te sul suo corpo sono state provocate dai pali acuminati. Muuh ha
ferito il leopardo e io l'ho ucciso. Avevo promesso alla Prima
Madre il leopardo e gliel'ho portato. Non ho altro da dire.
Dopo che Nero ebbe tradotto la Prima Madre chiese: Perch
hai portato sin quass anche il corpo di mio figlio?.
 Sei convinta che non ho ucciso Akis e che neppure Muuh lo
ha ucciso?, chiese a sua volta Nean.
So che non siete stati voi, fece tradurre la Prima Madre.
Chi  stato, allora?, chiese Nean.
Non ha importanza, ormai. Non siete stati voi, rispose la
Prima Madre. Perch avete portato il corpo di Amal?.
Lui avrebbe ucciso il leopardo se non fosse stato per la trap-
pola, rispose Nean. Lui si  comportato bene. Allora lo abbia-
mo portato qui perch possiate seppellirlo, perch non lo mangi-
no i leopardi oppure gli avvoltoi. Ora noi dobbiamo andare.
Hai ucciso il leopardo con la scure che ti ho dato?, volle
sapere la Prima Madre.
L'ho ucciso con la mia lancia, fu la risposta sdegnosa.
A chi devo dare la pelle?, chiese ancora la Prima Madre.
Dalla a chi vuoi, rispose Nean, scrutando al di l del fuoco
per scorgere il volto di Luce. Quando i loro sguardi si incontraro-
no Luce abbass gli occhi.  Da' la pelle a chi vuoi , ripet Nean,
scontento. Io terr soltanto la testa.
Karai, taglia la testa al leopardo e dalla a Nean, ordin la
Prima Madre e, dopo le traduzioni di Nero, chiese a Nean: Ti
invito a restare. Seppelliremo mio figlio Amal e poi mangeremo .
 Andremo via subito , rispose Nean e guard Karai che, incisa
la pelle del leopardo con una lama di quarzite tutt'intorno al col-
lo, ora affondava la lama il pi possibile. Poi Karai chiese una
scure e con essa tagli la testa di netto, con un sol colpo.
Intanto Muuh guardava la carne che, lasciata senza cure al fuo-
co, andava carbonizzandosi e il suo sguardo rifletteva una gran
fame.
Prima Madre, disse Karai, se costoro non vogliono fermar-
si potremmo dargli la parte di loro spettanza.
Come Nero ebbe tradotta l'offerta Muuh guard torvamente
Nean che, reprimendo un sorriso, accett. Muuh prese una spalla
di cervo e lui una coscia di cinghiale e la testa del leopardo. Quan-
do uscirono dall'accampamento il sole, gi nascosto dietro le
montagne, le contornava di una calda luce rossa.

All'accampamento l'aria era arroventata dal sole, l'erba s'era
fatta gialla e secca e la terra per il gran calore inaridiva. Le vecchie
tende di pelle di mammut si laceravano e inutilmente si provava a
ricucirle. Da molti giorni non spirava un alito di vento e soltanto
la notte portava un relativo refrigerio. Le donne trascorrevano
gran parte della giornata al torrente ma nell'attraversare il pascolo
dei cervi occorreva fare attenzione ai serpenti, soprattutto alle
vipere che parevano essersi moltiplicate. Soltanto la Prima Madre
non sembrava soffrire il caldo e non se ne lamentava mai. Accade-
va per che qualche donna lo facesse e allora lei la rimbrottava
ricordandole il gelo e la neve delle montagne.  Preferiresti vivere
tra i ghiacci? Oppure rimpiangi addirittura Crom? Ora te ne vai
nuda in giro e quando hai caldo c' l'acqua fresca del torrente, la
sera hai sempre carne e non soltanto un pezzo di grasso d'orso
oppure niente! .
La morte di Amal, ora sepolto insieme agli altri Crom dietro le
tende, aveva fatto soffrire la Prima Madre ma anche eliminato una
seria minaccia per la loro permanenza. Adesso l'unico pericolo,
pensava la Prima Madre, era rappresentato da Maga e soltanto da
lei. Non temeva le future decisioni di Nean quanto il responso
della sciamana dei Balzi Rossi una volta che avesse partorito, Ma
c'era tempo e, per il momento, esistevano altri problemi da risol-
vere, da quelli di poco conto a quelli pi importanti. Ela aveva
ubbidito umilmente e si concedeva ai cacciatori che la volevano
ma gi in cuor suo stava rivolgendosi a Goran che, oltre a piacerle
pi degli altri come maschio, era pur sempre figlio della Prima
Madre che lei voleva ingraziarsi ad ogni costo. La Prima Madre,
accortasi di questa ultima manovra di Ela, era nuovamente
costretta a tenerla d'occhio. Far invece non si concedeva pi e,
ogni volta che poteva parlare con la madre da sola a sola, insisteva
perch Tal fosse invitato all'accampamento. La Prima Madre, con
pazienza, ripeteva che l'avrebbe fatto non appena se ne fosse pre-
sentata l'occasione.
Il problema pi importante era per quello degli approvvigio-
namenti per l'inverno. Serviva carne e servivano pelli per le tende.
Anche le pellicce d'orso dei cacciatori erano logore e strappate e
la Prima Madre si chiedeva quanto rigido sarebbe stato l'inverno
e se le pellicce di lupo sarebbero risultate sufficienti. Nel com-
plesso, per, lei riteneva che quei problemi non fossero fonda-
mentali e che si sarebbero risolti operando con costanza e con
prudenza.
Una sera Karai e i cacciatori che giornalmente salivano a sorve-
gliare i movimenti dei mammut rientrarono all'accampamento
eccitatissimi. Karai rifer alla Prima Madre che i bestioni davano
segni di insofferenza e che alcuni di loro avevano abbandonato il
vallone delle betulle.  Gli alberi sono stati tutti cimati, i cespugli
non esistono pi e ho visto un maschio, che con la proboscide
non arrivava alla cima di un albero pi alto degli altri, afferrare il
tronco con la proboscide e sradicare l'albero per poterne mangia-
re le poche foglie rimaste. Io ti chiedo il permesso di cacciarli,
Prima Madre, e non soltanto per la carne ma soprattutto per la
pelle .
Secondo te c' il pericolo che abbandonino tutti quel vallo-
ne?, gli chiese la Prima Madre.
Tra pochi giorni se ne andranno tutti sicuramente, per la
misteriosa via dalla quale son venuti , rispose Karai senza esitare.
Intorno al vallone c' foresta che non finisce mai per i mammut
preferiscono quegli alberi dalle foglie tenere e, chiss dove, forse
ce ne sar un altro simile ma noi non lo conosciamo. Io dico che
dobbiamo approfittare dei mammut prima che se ne vadano. Se
Nean ed i suoi volessero cacciare con noi sarebbe meglio ma, se
non si decidono subito, corriamo il rischio di non avere pi niente
da cacciare.
Domani salirete con le pietre d'inciampo, decise la Prima
Madre.

L'indomani l'aria era torrida gi all'alba e persino la Prima
Madre fu sul punto di lagnarsene. Dopo la partenza dei cacciatori
per il vallone dei mammut chiam Luce e le chiese di accompa-
gnarla. Voglio scendere al torrente ma non dalla parte del pasco-
lo dei cervi dove andranno le altre donne. Scendiamo dritte verso
la Grande Acqua Salata, il mare, come lo chiama la gente dei Balzi
Rossi. Al ritorno coglieremo fiori di piretro.
Ma  la zona dove scendeva Amal e dove ci sono i leopardi,
obiett Luce, perplessa.
Non scenderemo cos in basso, la rassicur la Prima Madre.
Prendi il tuo bastone biforcuto e andiamo. Devo anche parlar-
ti...
Luce acconsent di buon grado e s'avviarono. Nessuna delle
due aveva mai visto prima quel territorio assolato, punteggiato di
arbusti fioriti, di cespugli spinosi, di strane piante dalle foglie ver-
di e spesse, irte di aculei, ricco di alberi contorti. Sulla loro destra
il terreno saliva, nascondendo la vista del torrente; sulla sinistra
degradava sino ai margini della boscaglia fitta e alle pendici dei
monti. Pi in basso si vedevano alberi altissimi ed esili dalla cor-
teccia a scaglie a lunghe foglie incurvate verso il basso. Era un
paesaggio aspro e affascinante insieme, dove l'erba arida lasciava
spazio a chiazze di roccia oppure a sassi che gi il primo sole
riscaldava richiamandovi lucertole e ramarri. Due falchi percorre-
vano il cielo perlustrando il territorio in cerca di preda. La Prima
Madre si guardava intorno e sentiva quella terra come sua, sapeva
che non se ne sarebbe allontanata pi e qualcosa di simile alla
felicit la pervadeva.
Di cosa volevi parlarmi, Prima Madre?! chiese Luce che le
camminava a fianco, badando a tastar col bastone avanti a s nei
punti dove un ciuffo d'erba o un sasso avrebbero potuto nascon-
dere un serpente.
Di te e di Nean, rispose la Prima Madre, distogliendosi dalla
sua contemplazione.  Tu sarai capo del clan, un giorno, e Nean 
senza dubbio il cacciatore pi valoroso dei Balzi Rossi. Il mio
desiderio  che vi uniate. In questo modo la nostra permanenza
qui sar assicurata per sempre.
Ma... Prima Madre... io sarei lieta di compiacerti, per cosa
dovrei fare? Inoltre ho paura di Nean... .
Ti ho gi detto che non devi. Una donna non deve mai temere
un uomo. Una femmina non deve temere il maschio. Quando
sarai pronta per il maschio voglio che sia Nean.
Prima Madre, non mi hai detto come dovrei comportarmi con
lui. Se tento di sorridergli mi guarda talmente intento che mi met-
te i brividi! .
 Non sono ancora quelli giusti , replic la Prima Madre men-
tre l'ombra di un sorriso le attraversava gli occhi. Quando saran-
no quelli giusti lo saprai. Come devi comportarti? Forse come hai
fatto sino ad ora, oppure potresti provare a chiedergli la pelle del
leopardo... .
Tu glielo hai chiesto e lui ha detto che la donava a te! .
Lui non diceva ci che pensava, Luce. Lui guardava te e tu hai
abbassato gli occhi. Ma forse  meglio cos. Se davvero gli piaci,
come io penso, avr poca importanza il tuo comportamento.
Allora non devo fare nulla?, chiese Luce, sollevata.
Forse  bene che tu non faccia nulla, ammise la Prima
Madre. Ma quando sar il momento, se lui vorr, gli darai piace-
re e ne avrai da lui. E' questo che volevo dirti, di essere pronta
quando sar il momento.
Luce aveva visto praticare il sesso sulla riva del torrente e, a un
tratto, immagin di sentire sopra di lei il peso di Nean, di ritrovar-
si costretta fra quelle braccia muscolose... e una vampata di calore
le percorse il corpo, lasciandola sbigottita e inceppandole le gam-
be. Si ferm di botto, in preda ad uno smarrimento mai provato
prima.
Ti sent forse male?, interrog sollecita la Prima Madre ma
gi la vampata di calore era passata, Luce andava riprendendosi.
Sorrise rassicurante alla Prima Madre e continuarono a scendere.
Dopo un poco la Prima Madre volle riprendere il discorso ma lo
fece da un punto di vista pi generale.
Io penso che le cose stiano andando bene, spieg a Luce.
Certamente Nero far coppia fissa con Sole, sorella di Nean.
Questo andr a nostro vantaggio. Forse anche Tal vorr far cop-
pia fissa con Far e anche questo sar bene per noi. Se la sciamana
dei Balzi Rossi e le altre due donne ingravidate da Akis avranno
facilmente figli maschi sar ancora meglio ma temo il comporta-
mento di quella sciamana, Maga. Lei sa quali sono le mie intenzio-
ni, mi ha letto nel cervello. Se si mostrasse contraria a noi allora
sar assolutamente indispensabile che tu faccia coppia fissa con
Nean... .
Io far ci che ritieni meglio, Prima Madre, mormor Luce
e, in quell'istante, il suo piede nudo urt contro un sasso. Ne sort
fulminea una vipera che si erse portando all'indietro la piccola
testa triangolare, pronta all'attacco. Luce rest immobile, paraliz-
zata dal terrore. Reag la Prima Madre e fu uno sbaglio grave. Una
donna dei Balzi Rossi, in un frangente simile, sarebbe rimasta
immobile per dar modo alla vipera di ritrarsi e di fuggire perch la
vipera non attacca se non si ritiene minacciata. Al villaggio di
Crom, tra i ghiacci, non esistevano vipere n serpenti e tutto ci
che la Prima Madre ne sapeva le era stato detto da Vecchia di
Kron e si riassumeva in un concetto solo: un morso della vipera
era di solito mortale. Tutto il resto, battere l'erba, evitare le zone
caldissime in prossimit dell'acqua, inchiodare a terra col bastone
biforcuto la vipera, adesso non serviva pi. La Prima Madre mos-
se un passo col bastone levato e lo cal con forza sul rettile, ma,
un istante prima d'essere colpita, la vipera era scattata affondando
i denti nella caviglia nuda di Luce. Altri colpi menati forsennata-
mente dalla Prima Madre la uccisero ma gi Luce era impallidita e
restava immobile, tremando. La Prima Madre la guard e si sent
smarrire di paura. Poi, tutto accadde con rapidit impressionante.
Rumore di passi in corsa, un selvaggio biondo e seminudo che
costringeva con la forza Luce a terra, una lama di selce nel pugno
del selvaggio e, mentre la Prima Madre sbigottita riconosceva
Nean, lui incideva la carne fra i due punti lasciati dal morso dell'a-
spide, si chinava a suggere il sangue sprizzato dalla ferita e lo
sputava, ancora lo suggeva con forza mentre Luce invocava la
Prima Madre: Ho freddo, Prima Madre... ho freddo... .
Ripetutamente Nean succhi il sangue infetto e ogni volta lo
sputava ma continuava a sgorgarne dall'incisione e Nean non si
stancava. Infine strapp dai capelli biondi il legaccio e lo strinse
forte sotto il ginocchio di Luce semisvenuta, tanto forte da strap-
parle un gemito. Senza degnare di uno sguardo la Prima Madre
sollev Luce da terra e, gettatosela su una spalla, si slanci di
corsa.
Riavutasi prontamente dallo sgomento la Prima Madre lo segu
ma Nean correva pi veloce di un cerbiatto, saltava da una roccia
all'altra e sembrava che il carico non fosse pi pesante di un
fuscello. Ben presto scomparve in direzione del torrente e la Pri-
ma Madre prese ad arrancare senza fiato ma non desisteva. Osti-
natamente si arrampic sulla sua destra sinch non vide sotto di
lei il torrente e Nean che correva attraverso l'erba portando Luce.
Grid per chiamarlo ma inutilmente. Allora anche la Prima
Madre scese il pi sveltamente possibile ma quando giunse alla
riva vide che Nean aveva gi raggiunto quella opposta. Allora
volle guadare il torrente. L'acqua era bassa e la corrente minima.
La Prima Madre avanz decisa mentre dalla riva opposta veniva-
no grida femminili. Senza fermarsi guard e vide alcune donne
che le facevano cenni frenetici. Continu a fender l'acqua ed era a
met del torrente quando sent cedere il letto e sprofond. Rie-
merse sputando acqua e annaspando disperatamente, a poca
distanza una donna sporgeva verso di lei un lungo bastone. Riusc
ad afferrarlo e la donna fece forza, la Prima Madre si sent tra-
sportare ed i suoi piedi toccarono nuovamente il fondo. Tossendo
e sputando acqua, aggrappata al bastone raggiunse la donna che
l'aveva soccorsa e costei la prese per un braccio e guadarono
insieme il torrente. Sull'altra riva l'attendevano Vecchia di Kron e
altre donne che non conosceva e gridavano insieme concitate nel-
la loro lingua.
 Luce! , fu tutto quello che riusc a esalare, sfinita com'era. Le
altre facevano segni come a dire che avevano visto, la sorressero
mentre usciva dall'acqua e lei s'incammin con loro mentre Vec-
chia di Kron continuava a ripeterle parole concitate di cui lei capi-
va solamente i nomi. ...Nean... Luce... Maga... .
Attorniata dalle donne dei Balzi Rossi ritrov forze e fiato per
incamminarsi con loro. Aveva capito che Nean avrebbe portato
Luce dalla sciamana e non poteva essere altro che per guarirla, se
fosse stato possibile. Lungo la strada incontrarono sempre pi
gente. Tutti avevano visto Nean che portava sulle spalle Luce
semisvenuta e tutti volevano sapere, tutti vollero seguire la Prima
Madre e le donne che l'accompagnavano.
La tenda in prossimit del Riparo in cui Maga viveva in completa
solitudine era gi accerchiata da moltissima gente che per si
teneva a debita distanza anche perch, di fronte alla tenda, mon-
tava la guardia un Nean arcigno e scuro in volto. Come la Prima
Madre gli si avvicin lui la ferm con un gesto perentorio, quindi
le fece segno di attendere.
Attesero tutti, nonostante il sole si facesse sempre pi caldo e la
Prima Madre, guardandosi intorno, non vide altro che facce sgo-
mente e cap che erano sinceramente in ansia per Luce. Il sole
aveva gi percorso un bel tratto nel cielo quando la pelle che
ricopriva l'apertura della tenda si scost, un braccio femminile si
mosse in un cenno d'invito a Nean che entr e lasci ricader la
pelle. Trascorse altro tempo e la Prima Madre si sentiva struggere
d'ansia e di paura per Luce, non poteva in nessun modo chiedere,
comunicare con altri e doveva compiere un grande sforzo per
apparire impassibile come era stata abituata a fare sin da quando,
all'et di Luce, la vecchia capo clan dei Crom l'aveva designata a
succederle. Ora, in cuor suo, invidiava la gente dei Balzi Rossi che
lasciava trasparire dal volto le emozioni. Infine la pelle della tenda
si scost e apparve Nean che reggeva tra le braccia Luce, pallida e
abbandonata. Nean grid qualcosa e tutti si affrettarono a fargli
largo mentre s'avviava di corsa. Ancora una volta la Prima Madre
fu costretta a tenergli dietro e cercava di spiare le espressioni delle
donne che le si affrettavano accanto. Vecchia di Kron le strinse il
braccio in un gesto che voleva essere rassicurante ma i suoi occhi
non lo erano e la Prima Madre si sent sgomenta e impotente.
Alla Caverna Grande Luce fu adagiata sul giaciglio di Sole e
ricoperta da pellicce di scoiattolo e di marmotta. Guardandone il
volto cereo la Prima Madre disper che potesse salvarsi e intanto
Nean se ne stava seduto fuori e aveva il volto truce. Poco pi tardi
giunse Tal, mandato ad avvertire su alla Fabbrica, e fu da lui che
la Prima Madre ebbe le prime parole comprensibili, ma erano
parole inquietanti.
Dopo aver parlato concitatamente con il fratello e le donne Tal
disse: Maga dato erbe Luce. Forse Luce muore. Forse Luce
vive .
La Prima Madre s'accosci accanto al giaciglio di Luce e le
prese una mano. Era gelida. Forse Luce muore, forse Luce vive...
Devi vivere, Luce! Devi vivere! , mormor la Prima Madre.

A notte fonda, mentre il russare di Kron si confondeva con
quello di Muuh e del vecchio Han, le donne vegliavano accanto al
giaciglio di Luce, semisepolta dalle coperte di pelliccia. Fuori del-
la caverna, accanto al fuoco spento, Nean sedeva a gambe incro-
ciate e guardava la buia volta del cielo trapuntata di luci. Accanto
a lui Tal stava supino ad occhi chiusi ma non dormiva.
 Domani finir le due collane , gli sussurr ad un tratto. Nean
non gli rispose subito e Tal lo chiam sommessamente: Nean,
dormi? .
 Non dormo .
A che pensavi?.
Pensavo che forse le due collane non serviranno pi, doma-
ni, rispose Nean. Oppure serviranno, ma non come intendevo
io.
Maga ha detto che se Luce non morir stanotte sar salva... .
Forse Luce morir, forse no.
Ti dispiacerebbe se morisse?.
Perch non dormi, Tal?.
Perch non posso. Ti dispiacerebbe se Luce morisse?.
Dispiacerebbe a tutti.
La sua caviglia non  pi gonfia. Succhiando via il sangue
avvelenato tu hai fatto bene... . Nean non rispose e, per qualche
tempo, i due fratelli restarono in silenzio, ognuno assorto nei pro-
pri personalissimi pensieri. Nel cielo brillavano, lontanissime,
infinite luci di cui non si chiedevano conto perch esistevano da
sempre ed erano come l'erba e gli alberi, come le nuvole e la
pioggia, come il mare e il vento. E c'era l'Occhio della Notte che
con la sua luce pallida rischiarava la spiaggia e le montagne.
Nean, vorrei dirti una cosa.... .
Perch non dormi, Tal?.
Perch non posso. Io... sono cambiato, Nean... .
Come sarebbe? Come sei cambiato?.
Ho posseduto una donna, Nean! Io... sono entrato in Giova-
ne di Kron! .
Per la prima volta da molte ore a quella parte Nean prov un
barlume di interesse. Dici davvero? Sono contento, Tal. Ma per-
che proprio Giovane di Kron? Ne hai sempre avuto una gran
paura... .
 Lei...  diversa, da quando  incinta. Io... lei mi ha spiegato le
ragioni che... un sogno che facevo... Insomma, ci sono riuscito!
Ora vorrei riprovare con Ura e poi anche con Tuna, per essere
sicuro perch... mi piacerebbe farlo con Far, figlia della Prima
Madre! .
Nean non sapeva se congratularsi col fratello oppure sorridere
delle sue nuove ansie oppure preoccuparsi per quel suo accenno a
Far dei Crom. Vinsero in lui l'affetto per Tal e... qualcos'altro
che non intendeva confessare neppure a se stesso.
Questa Far sar certamente bella e allora sono contento per
te.
E' molto bella ma tu l'hai certamente vista quando sei stato
all'accampamento. Le ho regalato la mia collana e l'avr avuta al
collo .
Non l'ho notata, non guardavo le donne, soltanto la Prima
Madre... .
E' molto alta, dai lineamenti dolci, ha i capelli lunghi e lisci,
neri, e anche gli occhi sono neri e dolci e... .
E tutto il resto  dolce in lei, lo interruppe scherzosamente
Nean.  E' dolce il suo ventre, son dolci le sue cosce e le sue mam-
melle... .
Davvero non l'hai notata? Possibile?.
No. Tal, ma non appena ne avr l'occasione la osserver
attentamente .
Io vorrei che venisse a vivere con me qui alla Caverna Gran-
de, disse Tal dopo una certa esitazione. Come avrebbe reagito
Nean?
La Caverna Grande diventer piccola, di questo passo,
replic Nean. Sole vuole che Nero viva con lei alla Caverna
Grande, tu vuoi questa Far, Gata avrebbe voluto Akis se lui
fosse vissuto... .
Pensi che non ci sia posto a sufficienza?, s'impensier Tal.
Vedremo. Per ora non sai neppure se la tua Far vivrebbe
volentieri con te... .
Ecco, io... io credo di s, rispose Tal, per dubbioso.
Comunque glielo chieder, se sei d'accordo. Tu saresti d'accor-
do?.
Ho detto: vedremo. Adesso prova a dormire, Tal, oppure
dormirai domani invece di terminare le mie collane.
Perch hai voluto due collane di denti di leopardo invece di
una sola, con tutti i denti, come quella del padre Kron?.
 Sono perfettamente eguali, come ti ho raccomandato? , chie-
se Nean, evitando di rispondere alla domanda del fratello.
Sono eguali, lo rassicur Tal con una punta di orgoglio.
Ma ti ho chiesto: perch due collane e non una soltanto?.
Non lo so, Tal. Ora dormiamo un poco, sono stanco. Tal
non insistette e se ne rest supino e muto ma non riusciva a pren-
der sonno. Era in ansia per la sorte di Luce e si chiedeva anche se
la gentilezza di Far nei suoi confronti, quando era andato con le
donne in visita all'accampamento, non fosse stata soltanto quella
dell'ospite. Per saperlo non c'era che un modo, chiedere, ma
quella soluzione, cos diretta, contrastava con la sua timidezza.
Pens che avrebbe dovuto insistere con i doni. Se avesse potuto
ottenere una zanna di mammut l'avrebbe incisa e regalata a Far e
forse poteva cercare di avere morbide pelli di cerbiatto per una
tunica come quella che Vecchia di Kron aveva regalato a Luce...
Le spalle appoggiate alla rocciosa parete esterna Nean tornava
indietro con la mente a quando, reggendo Luce sulla spalla, si era
presentato alla tenda di Maga. Non c'era stato bisogno di chia-
marla: lei era sulla soglia ad attenderlo e aveva gi preparato le
cure per Luce. Eppure nessuno poteva averle detto che Luce era
stata morsa dalla vipera. Semisvenuta, la ragazza si lamentava
debolmente ed era pallidissima, fredda nelle membra. Nean l'ave-
va stesa sul giaciglio di Maga e costei aveva applicato alla incisione
di Nean un impasto di erbe e fasciata la caviglia con una sottile
benda di pelle di serpente. Poi aveva palpato a lungo il polpaccio
e la coscia.
Le hai succhiato il sangue infetto, la maggior parte, aveva
detto senza guardare Nean che se ne stava in piedi senza saper che
fare. Questo  stato bene. L'hai portata da me pi veloce del
falco e anche questo  stato bene. Questa notte la terrai nella tua
caverna, sotto molte coperte. Se suder il veleno si salver, altri-
menti morit.
Tu che sai tutto perch non mi dici se vivr oppure morir? ,
aveva chiesto Nean.
Non fare domande! , aveva intimato Maga ed i suoi occhi di
ghiaccio avevano atterrito il giovane. Tu sei nemico alla tua stes-
sa gente! Tu, non io! Ora esci e aspetta fuori! .
Aveva ubbidito, sconvolto dall'accusa di Maga. Fuori aveva
atteso a lungo, impedendo alla Prima Madre l'accesso alla tenda.
Poi la pelle che chiudeva la tenda si era sollevata e Maga l'aveva
fatto entrare. Luce aveva gli occhi chiusi e sembrava morta, le
membra abbandonate. Maga teneva in mano una piccola conchi-
glia contenente un infuso verde.
Mettila seduta, deve berlo. Luce non reagiva. Mentre Nean
la teneva seduta sul giaciglio Maga le aveva versato in bocca l'in-
fuso e la ragazza era stata scossa da un tremito prima di abbando-
narsi nuovamente. Dopo qualche tempo Maga aveva ordinato:
Portala alla tua caverna e fa' come ti ho detto.
Ora, le spalle appoggiate alla parete di roccia, Nean riudiva le
parole di Maga risuonare dentro la sua testa, sempre pi forti: se
suder il veleno si salver, altrimenti... tu sei nemico alla tua stessa
gente...
Dall'interno della caverna vennero esclamazioni concitate.
Nean e Tal balzarono in piedi simultaneamente, entrarono. Gio-
vane di Kron reggeva una torcia accanto al giaciglio di Luce che,
trattenuta dalla Prima Madre e da Vecchia di Kron, si agitava e
voleva scalciar via le coperte di pelliccia. Il viso della fanciulla e i
suoi capelli erano madidi di sudore e Nean si sent invadere da un
sollievo immenso.
Era ancora buio quando sopraggiunsero Nero e lo stesso Karai,
inquieti per la sorte delle due donne. Nero, chiedendo scusa a
nome di Karai, spieg che il giorno prima i cacciatori erano rien-
trati a buio e subito si erano messi in allarme per la scomparsa di
Luce e della Prima Madre. Le avevano cercate tutt'intorno alla
luce delle torce e avevano trascorso ore di angoscia. Infine Nero
aveva deciso di scendere e Karai aveva a tutti i costi voluto accom-
pagnarlo. Ora Karai, sollevato, chiedeva scusa alla gente dei Balzi
Rossi per quella sua violazione delle regole, tanto pi che era sce-
so armato. Gli furono date risposte rassicuranti e lui raccont alla
Prima Madre che il giorno prima avevano ucciso due mammut,
abbattendoli con le pietre di inciampo. Voleva chiedere ai caccia-
tori dei Balzi Rossi di salir con lui per la divisione?
La Prima Madre incaric Nero della traduzione e gli chiese
anche di ringraziare Nean per il suo intervento. Ora Luce dormi-
va tranquilla e continuava a sudare. Nean la contempl per qual-
che momento, prima di rispondere.
D alla Prima Madre che salir con la sua gente.

Le piogge torrenziali avevano ricolmato lo stagno. Gli alberi,
che avevano riparato le tende dal sole cocente, ora grondavano
acqua su di loro. La temperatura si era notevolmente abbassata.
Da uno spiraglio della tenda Luce e Obi osservavano l'accampa-
mento attraverso il velario della pioggia e si sentivano entrambi
soli e tristi.
Il suo nuovo divertimento, la caccia alle rane, non compensava
Obi dalle assenze sempre pi lunghe della lupa. Luce pensava con
nostalgia alle giornate trascorse alla Caverna Grande cos diverse
e piene di interesse rispetto a quelle dell'accampamento, monoto-
ne e sempre eguali. Alla Caverna Grande aveva trascorso molti
giorni e sempre accadeva qualcosa degna di attenzione, anche
osservare il mare infuriato che s'abbatteva rabbiosamente sugli
scogli sollevando spruzzi altissimi. Oppure andar sotto la pioggia
a cercare bacche dolci con Vecchia di Kron e le altre donne della
trib e la soddisfazione di riempirne lei stessa un sacco. Una sera
Nean era rientrato portando un serpente grosso quanto un brac-
cio d'uomo e lungo pi di Nean e la sua carne arrostita, alla quale
Luce s'era accostata dapprima con riluttanza, era risultata teneris-
sima e squisita di sapore. La pelle era stata appesa ad essiccare
dopo che Tal l'aveva ripulita e raschiata con cura e le donne
mostravano di tenerla in gran conto. La pioggia era durata tre
giorni e tre notti ma il mare, dopo due giornate, s'era calmato e
Luce, con le ragazze e Tal, era scesa agli scogli a prender confi-
denza con il mare. Lei e Sole avevano fatto immediatamente lega,
intendendosi per istinto, a gesti, con le poche parole di Crom che
Sole andava imparando da Nero. A legare maggiormente le due
ragazze era il fatto che entrambe fossero ancora impuberi e tutta-
via sentimentalmente pronte al legame con il maschio; che Sole
fosse, per Luce, la sorella di Nean, il primo uomo alla cui presen-
za lei si sentisse turbata; che Luce fosse, per Sole, chiaramente
presa di suo fratello Nean e che parlasse la stessa lingua di Nero.
C'era poi Tal, dal carattere dolcissimo e timido, che, mentre per-
correvano la spiaggia alla ricerca di conchiglie, le insegnava a
distinguer le pi rare. Poi, alla sua maniera timida, nominava Far
e guardava interrogativamente Luce che gli rispondeva, sorriden-
do: Far e Tal bene bene bene, provocando il riso di Sole che
prendeva in giro il fratello.
Ora, guardando attraverso la pioggia che cadeva fitta sull'ac-
campamento, Luce provava una profonda nostalgia per i giorni
trascorsi alla Caverna Grande. S'era fatta la convinzione che ben
pochi problemi affliggessero gli uomini dei Balzi Rossi e le loro
donne e invidiava la loro vita, i loro interessi, il rapporto che li
univa, fatto di discussioni e di polemiche che non portavano mai
al contrasto, all'invidia, al malanimo. Nessuno di loro voleva pre-
valere sull'altro, le donne erano libere, schiette nel comportamen-
to, i bambini regnavano sovrani dentro le caverne e sulla spiaggia.
A sera i cacciatori che rientravano venivano accolti festosamente e
si mostravano liberali con i compagni rimasti alle caverne per
qualche motivo o anche per semplice pigrizia.
Per Luce, ovviamente, il nucleo tipo era stato quello della
Caverna Grande. Aveva subito notato come i legami di conviven-
za apparissero altrettanto solidi di quelli costituiti dalla parentela
stretta. Pi tardi avrebbe descritto alla Prima Madre il vincolo
esistente tra gli abitanti della Caverna Grande come simile ai rap-
porti all'interno di un clan dei Crom. La solidariet era per pi
marcata e non era concepibile che alcuno restasse senza cibo.
V'era poi una gran differenza nei rapporti con l'esterno, ossia con
la gente delle altre caverne. Mentre al villaggio Crom era sempre
viva la rivalit fra i diversi clan, ai Balzi Rossi tutti erano amici fra
di loro, pronti ad aiutarsi a vicenda. Mentre la Prima Madre tro-
vava patetica la loro ingenuit e si riprometteva di approfittarne
per gli scopi della sua gente, Luce l'aveva trovata meravigliosa.
Non le era stato facile, invece, capire Nean e instaurare con lui
altro rapporto che di pura cortesia. Nean le aveva, sia pure indi-
rettamente, donato la pelle del leopardo, che era rarissima tanto
che solamente Giovane di Kron e poche altre donne ne possede-
vano una. Questo era segno di interessamento ma c'era di pi: la
preziosa collana di denti di leopardo che aveva voluto dividere
con lei era una chiara indicazione di preferenza su cui non si
poteva equivocare. A questo punto Luce si sarebbe atteso, da
parte di Nean, un atteggiamento coerente con quel dono signifi-
cativo e invece il comportamento di Nean era stato addirittura
contraddittorio. Aveva evitato, anche con il mare calmo, di scen-
dere a pesca e se ne andava, con Muuh o da solo, a caccia sulle
colline e rientrava pi tardi del solito. Non era mai stato brusco
con lei ma neppure le aveva rivolto direttamente la parola. Tutta-
via, quando Nero era sceso alla spiaggia per riaccompagnare Luce
all'accampamento s'era visto rovidamente affrontare da Nean:
Luce non  ancora pronta. Forse domani.
Luce aveva capito anche senza la traduzione di Nero. Dirai
alla Prima Madre che Nean vuole che resti, aveva risposto a
Nero. Forse sar pronta domani. Neppure Nean aveva atteso
la traduzione. Rivolto a Nero l'aveva invitato a scendere con lui
agli scogli: Oggi non andr a caccia, porterai alla Prima Madre
pesci e frutti di mare.
Ovviamente, Nero non se l'era fatto ripetere e i due giovani
erano usciti insieme dalla caverna per raggiungere le ragazze che
erano gi scese agli scogli. E tu non vai? , aveva chiesto a Luce
Vecchia di Kron.
Questa ragazza  completamente priva di iniziativa, aveva
ghignato Ura,  al contrario della Prima Madre che ne ha fin trop-
pa... . Luce le aveva guardate senza capire, un timido sorriso sul-
le labbra, sinch Vecchia di Kron non l'aveva presa per mano e
condotta all'ingresso della caverna: Va, da Nean, le aveva detto
e, questa volta, lei aveva capito ma, come aveva fatto per lanciarsi
fuori, Vecchia di Kron l'aveva trattenuta indicandole la pioggia
che cadeva fitta e quindi toccando la tunica di pelle di cerbiatto.
Se si bagna diventa dura, lasciala qui. Luce aveva capito e,
toltasi in un baleno la corta tunica, l'aveva gettata in un canto ed
era corsa fuori, sotto la pioggia tepida.
Aveva trascorso gran parte della giornata a raccogliere conchi-
glie e frutti di mare oppure a guardare Nean che fiocinava un
pesce dopo l'altro mentre Sole e Nero tenevano i capi della rete.
Nean le aveva rivolta la parola soltanto una volta per raccoman-
darle di tenere i piedi in mare in modo che la ferita alla caviglia,
dove lui aveva inciso col coltello, guarisse prima. Nero aveva tra-
dotto e lei s'era sentita lusingata per l'attenzione. Poco dopo le si
era accostata Giovane di Kron, tenendo con precauzione per gli
aculei un grosso riccio di mare. Mostrandoglielo aveva detto:
 Nean . Luce aveva sorriso, comprendendo il significato di quel-
l'accostamento. Allora Giovane di Kron servendosi di un coltelli-
no di selce rossastra, aveva praticato un taglio circolare sulla som-
mit del riccio e con le dita ne aveva tratto la polpa acquosa e
morbidissima. Mentre Luce la mangiava con gusto Giovane di
Kron le aveva sorriso, dicendo: Nean. Luce aveva compreso
anche stavolta. Giovane di Kron aveva inteso dirle che Nean era
tanto ispido in apparenza quanto dolce nella sostanza. Io per,
aveva mormorato Luce nella sua lingua,  per ora ne vedo soltanto
gli aculei... .
Quasi a darle ragione, quando a met giornata Tal era sceso
dalla Fabbrica, Nean, dopo aver brevemente confabulato col fra-
tello, aveva dichiarata chiusa la pesca annunciando bruscamente a
Nero: Adesso Luce  pronta per tornare all'accampamento.
Puoi portarla con te anche subito.
Luce n'era rimasta malissimo e anche le ragazze ma nessuna di
loro, neppure Giovane di Kron, aveva osato contraddire Nean e,
una volta giunti alla Caverna Grande, Vecchia di Kron e le altre
donne avevano accolto senza batter ciglio la decisione di Nean.
Infine, con un sacco colmo di frutti di mare gi pronto per la
Prima Madre e dopo che Nero e Luce avevano salutato gli ospiti,
ancora una volta Nean aveva manifestato il suo carattere contrad-
dittorio. Accostatosi a Luce s'era inginocchiato di fronte a lei e,
afferrata la caviglia offesa dalla vipera, aveva sollevato il piede
costringendolo a posare sulla sua coscia muscolosa. Nella mano
libera teneva uno strano aggeggio che incuriosiva tutti meno Tal
che era andato ridacchiando in maniera complice. Si trattava di
una cavigliera, costruita con la pelle del grosso serpente ucciso da
Nean. Tal aveva dipinto alcune fra le scaglie bianche con ocra
rossa e gialla, ottenendo un effetto cromatico inconsueto e assai
piacevole ma non s'era limitato a quello. Sottilissimi fili di budel-
lo, cuciti intorno al bordo superiore della cavigliera, ne pendeva-
no trattenendo ognuno una piccola conchiglia. Una volta sistema-
ta la pelle di serpente intorno alla caviglia di Luce, le piccole
conchiglie, urtandosi, avevano prodotto un singolare tintinno,
piacevole all'udito. Le donne avevano battuto le mani in segno di
ammirazione ma Luce aveva avvertito solamente il contatto fra la
sua carne ed i palmi duri di Nean e gliene era venuto un calore
ignoto e conturbante che l'aveva pervasa tanto intensamente da
non lasciare spazio ad alcun'altra sensazione. Una volta annodati i
legacci che assicuravano la cavigliera Nean s'era rialzato dicendo:
Il suono delle conchiglie allontaner i serpenti dalla tua strada.
Ora ti saluto perch la giornata  ancora lunga e voglio andare a
caccia.
Un momento dopo, raccolte lancia e zagaglie, era schizzato fuo-
ri dalla caverna, scomparendo nella pioggia. Da quel momento
Luce non l'aveva pi rivisto.
La temperatura sub un brusco abbassamento e una sera Karai
e gli altri cacciatori rientrarono all'accampamento con un bottino
straordinario ma anche con la notizia che gli animali andavano
riunendosi in formazioni compatte come se avessero intenzione di
abbandonare le alture. Per la prima volta gli uomini di Crom ave-
vano incontrato i buoi primigeni e ne avevano abbattuto due,
grassi da non dirsi.
Ancora per qualche giorno faremo buona caccia, annunci
Karai alla Prima Madre. Poi gli animali scenderanno nuovamen-
te perch sui monti pi alti nevica gi. Non abbiamo tende a
sufficienza per la stagione fredda e sarebbe opportuno chiedere a
Nean e alla sua gente se possiamo partecipare alla caccia almeno
per quanto riguarda i mammut. Abbiamo bisogno di pelli.
Mander Nero a fare la richiesta, rispose la Prima Madre.
Metti da parte la carne che spetta a loro. Gliela manderemo
domani. Tieni per noi le spalle e le cosce, le faremo essiccare per
la stagione fredda. Ne abbiamo gi di cervo e di cinghiale e non
credo che soffriremo la fame.
Sono d'accordo con te. Inoltre potremo cacciare cinghiali e
cervi anche durante la stagione fredda. La mia preoccupazione
riguarda le tende.
 Dovremmo anche costruire un riparo per il fuoco , osserv la
Prima Madre. Un riparo stabile, non provvisorio.
 Certo una caverna sarebbe molto pi comoda , sorrise Karai,
per ho pensato anch'io ad un riparo stabile.
 Si potrebbe costruire una grande tenda nel punto pi riparato
dal vento, sugger la Prima Madre, e sistemarvi un focolare
dentro.
Il fuoco non la brucerebbe?, obiett Karai.
No, se prepareremo fuochi come quelli che usa la gente delle
caverne. Loro non cuociono le carni alla fiamma e neppure sulle
braci come siamo abituati a fare noi ma le sistemano su pietre
vicine alle braci. Ci vuole molto pi tempo ma le carni non bru-
ciano e sono pi saporite. Inoltre le braci non potrebbero incen-
diare il tetto della tenda. Ad ogni buon conto faremo una prova
dentro una tenda piccola.
Abbiamo anche bisogno di nuove scuri, le ricord Karai.
La legna non manca ma occorrono asce per abbattere gli albe-
ri.
Faris e Dabi stanno lavorando, rispose la Prima Madre.
Abbiamo nuove punte di lancia e due asce da ammanicare ma
quando piove il loro lavoro va a rilento. Io avrei pensato, almeno
per quanto riguarda il taglio della legna, di servirci delle asce fab-
bricate dagli uomini dei Balzi Rossi. Faris e Dabi dicono che Tal
pu costruirne una al giorno.
E lo chiederesti a Tal?.
Ho l'intenzione di farlo.
Che ne dir Nean? Lui non  tenero come il fratello.
 Non so cosa ne dir, vedremo. In pochi giorni Tal potrebbe
costruire asce sufficienti per la legna. Pu darsi che Nean non
voglia opporsi. Lo sapremo presto perch domani, tramite Nero,
far la richiesta a Tal e sono certa che dir di s.
Io penso che, se non fosse per Nean e pochi altri, gli uomini
dei Balzi Rossi ci avrebbero gi consentito di scendere alla spiag-
gia, disse Karai. Laggi fa molto pi caldo... forse ci sarebbe
posto per noi anche dentro le caverne... .
Perch non trovi una scusa per scendere pi spesso?, lo
stuzzic la Prima Madre mentre un accenno di sorriso le attraver-
sava gli occhi. Le donne sono molte e tutte incuriosite dei
Crom... 
Non indurmi in tentazione, rise Karai, potrei allogarmi ai
Balzi Rossi e, alla fine della stagione fredda, ti ritroveresti con un
cacciatore in meno e con la minaccia di Nean che  sempre del
parere di scacciare i Crom dalle sue terre.
Non ho alcuna intenzione di perderti come capo dei cacciato-
ri, replic la Prima Madre, e nemmeno di andarmene da qui,
quindi rassicurati sulla mia sorte e pensa piuttosto a te. Desideri
in particolare qualcuna delle nostre donne?.
In particolare no, sorrise Karai.
Allora vedi di scendere pi spesso ane caverne... , concluse la
Prima Madre.

Insistendo la pioggia, lo stagno, gi colmo, tracim e l'acqua
invase un buon tratto del pianoro. A notte fonda il vecchio Man-
giarane risal lo strapiombo e affacci il muso cautamente, in atte-
sa di vedersi assalire dalla lupa. Attese a lungo, prudentemente,
ma non si udiva altro rumore che quello della pioggia. Allora, in
un baleno, corse a tuffarsi nello stagno.

Dopo un lungo periodo di pioggia riapparve il sole ad asciugar
la terra e gli uomini. La Fabbrica fu invasa dai cacciatori che
avevano bisogno urgente di asce e lame. Come al solito gli uomini
dei Balzi Rossi avevano atteso l'ultimo momento per rinnovar le
loro armi. Faris e Dabi sulle prime sorridevano a quel modo di
lavorare approssimativo ma gi dopo due giornate si resero conto
che i cacciatori delle caverne riuscivano a produrre due asce nel
tempo che loro impiegavano per ammanicarne una.
Anche Tal lavorava a pieno ritmo. Aveva fabbricato punte di
lancia e lame per Nean e alcune asce che sarebbero servite ai
Crom per tagliar legna da ardere. Con i residui della lavorazione
otteneva pietre scheggiate per la fionda dell'Orbo e, la sera, lavo-
rava alla luce di una torcia intorno a un braccialetto per Far, un
monile del tutto singolare che alternava frammenti di conchiglia
da suono a piccole conchiglie ognuna diversa dall'altra; ogni
frammento, poi, veniva inciso con pazienza da miniaturista e vi
erano rappresentati pesci, uccelli e cervi. A notte, mentre tutti
dormivano e lui ancora lavorava al suo monile, Giovane di Kron
sgusciava nuda fuori dalla tenda e gli insegnava i modi del piace-
re, come darne e come riceverne al meglio. Tal riusciva in tutto
fuorch nel dominarsi quando era il momento perci Giovane di
Kron gli aveva suggerito di non provare con Ura e con Tuna che
avrebbero potuto restare pericolosamente incinte e neppure con
Far se non fosse stato certo che lei desiderava farsi ingravidare...
Tal capiva le ragioni di Giovane di Kron e, per il momento, si
dedicava al braccialetto che voleva al pi presto regalare a Far
affinch non si dimenticasse di lui.
Un giorno, a sole gi alto nel cielo, scese alle caverne Nero,
mandato da Karai ad avvertire che la migrazione verso il basso
stava per avere inizio. La notizia coincideva con le osservazioni di
Muuh e i cacciatori dei Balzi Rossi si prepararono. A questo pun-
to Vecchia di Kron caldeggi con Nean e altri cacciatori la propo-
sta di far partecipare a quella caccia anche i Crom, purch si
limitassero ai mammut delle cui pelli avevano bisogno per le ten-
de.  Potrebbero lasciare a noi parte di carne e di grasso, le zanne
e le unghie e ne trarremmo sempre un vantaggio se  vero che
sono cos bravi ad abbattere i mammut , disse Vecchia di Kron.
Nean e gli altri accettarono a quelle condizioni e purch gli Alti si
limitassero, come zona, alla foce del torrente. Cos mandarono a
dire a Karai e alla Prima Madre, e Tal diede a Nero il braccialetto
che aveva appena ultimato, gli raccomand di darlo a Far e di
dirle a nome suo che sarebbe salito a trovarla all'accampamento
non appena la caccia fosse terminata.
In attesa che gli animali scendessero, gli uomini dei Balzi Rossi
fecero gli ultimi preparativi. Tal sal alla Fabbrica fin dalle prime
luci perch doveva ancora terminare una punta di lancia per
Muuh e vi andarono anche Faris e Dabi, anch'essi alle prese con
le due ultime asce. I tre uomini stavano febbrilmente lavorando
quando udirono richiami venire dalla parte del torrente.
Donne!, sbuff Faris, seccato. Forse le manda la Prima
Madre oppure Karai per vedere a che punto siamo con le asce... .
Incuriosito, Tal usc dalla Fabbrica e, raggiunto il ciglio, guard
in basso. Erano donne Crom e andavano al torrente a prendere
acqua ma due di loro marciavano dritte verso il guado e Tal rico-
nobbe Far e Luce. Agit una mano e gli risposero. Quando vide
che iniziavano a guadare il torrente si gett di corsa gi per la
china e non aveva mai corso in vita sua pi veloce di cos.
Anche Far gli correva incontro mentre, forse volutamente,
Luce era rimasta indietro. Far indossava una corta tunica di pelle
di stambecco, al polso e al collo tintinnavano il braccialetto e la
collana ed a Tal parve pi bella che mai. Quando furono uno di
fronte all'altra ebbero entrambi un attimo di esitazione dovuto
alla timidezza, poi Far per prima pos ambo le mani sulle spalle
nude di Tal che la trasse a s, leccandole avidamente il volto.
Quando Luce li raggiunse Far giaceva nuda sotto il corpo di Tal
che la ricopriva. Allora and ad accosciarsi pi in l ad osservare
le acque del torrente ingrossate dalle piogge, e pensava a Nean.

La grande caccia dur tre giornate. Dall'alba al tramonto, senza
soste, gli uomini si misuravano con gli animali, la loro intelligenza
e le loro armi a confronto con l'istinto e la potenza animale.
A dimostrare la vittoria degli umani stavano le molte carcasse di
cervi elafi, di grossi buoi primigenii, di cerbiatti, di mammut.
Ancora ricoperti di sangue, i cacciatori dei Balzi Rossi, usciti vin-
citori e indenni, gi scuoiavano, squartavano, sventravano, macel-
lavano gli animali uccisi. In mancanza dello Scontento l'attribu-
zione dei capi controversi era stata affidata al Grosso che non era
mai dovuto intervenire. La palma del maggior numero di capi
uccisi era toccata ancora una volta a Kron che, indolente e pigro
per natura, due volte l'anno si scatenava a dimostrazione che era
ancora il miglior cacciatore della trib. Nean, insuperbito di que-
sto successo del padre, andava vantandosene con tutti e ci rest
male quando l'anziano Muma torn dalla foce del torrente annun-
ciando che i Crom, con quelle loro pietre d'inciampo, avevano
ucciso due coppie di mammut mentre soltanto tre erano i bestioni
abbattuti dai cacciatori dei Balzi Rossi.
Andiamo a fargli visita e a congratularci con loro, decise
generosamente Kron. Lui stesso si mosse per primo e Nean e
Muuh gli tennero dietro. Ebbene, almeno avranno ricavato ten-
de a sufficienza per il loro viaggio, al termine della stagione fred-
da , borbottava Nean. Sorridendo tollerante, Kron non risponde-
va.
Anche lui, come gli altri della Caverna Grande, si rendeva con-
to che il comportamento contraddittorio di Nean non sarebbe
potuto durare a lungo. Da una parte desiderava Luce, dall'altra
non poteva smentire i suoi propositi e le sue idee, convinto com'e-
ra di essere nel giusto. Ma quando fosse arrivato il momento Nean
avrebbe dovuto decidere e Kron temeva che sarebbe stata una
decisione sofferta. A Kron Luce piaceva moltissimo e si augurava
che restasse ai Balzi Rossi comunque fossero andate le cose al
termine della stagione fredda.
I Crom avevano sistemato un accampamento all'addiaccio sulla
parte orientale della foce e Nean, osservandone la disposizione a
ridosso degli alberi, si rese conto che Karai aveva saputo scegliere
bene il luogo dell'appostamento. La sua approvazione fu espressa
ad alta voce da Kron: Hanno saputo scegliere bene il posto, si
vede che sono bravi cacciatori. Anche Muuh mugol un assenso
e intanto guardavano le carcasse dei mammut, due maschi e due
femmine, e quelle, poco numerose in verit, dei buoi e dei cervi.
 Si sono dedicati maggiormente ai mammut perch sanno che
le altre prede sono nostre, borbott Nean.
Potremmo anche lasciargliele, sugger Kron mentre guada-
vano l'acqua bassa della foce.
Vuoi farli ingrassare?, si accigli Nean mentre Muuh ridac-
chiava.
Orso grasso sta tranquillo, cit Kron. Inoltre non penso
tanto a loro quanto alle donne e dico che possiamo lasciargli quel-
la carne tenera.
Perch non li inviti alla grande festa sulla spiaggia, gi che ci
sei? .
Non sarebbe una cattiva idea, sono cacciatori come noi,
replic Kron e Muuh rise alla sua maniera. Intanto i Crom li ave-
vano scorti e gi si avvicinava Karai, la mano rivolta a palmo aper-
to verso di loro in segno di saluto amichevole. Senza parlare si
scambiarono i segni di pace, palmo contro palmo le mani, poi
Karai appoggi le mani sulle spalle di Nean che gi conosceva e
Nean, sebbene a muso duro, fece altrettanto. Karai mostr loro i
mammut e le altre prede e in quella furono raggiunti da Nero che
appariva stanchissimo ma soddisfatto. Dopo aver parlato breve-
mente con Karai ricord a Kron che, salvo le pelli, la carne dei
capi abbattuti era degli uomini dei Balzi Rossi perch i Crom
rispettavano i patti.
 Tenetevi pure tutto tranne le zanne, le unghie, le orecchie e le
code dei mammut, rispose Kron prima che Nean potesse inter-
venire. Quando avrete macellato le carni portatele al vostro
accampamento e poi scendete alla spiaggia. Questa notte celebria-
mo la fine della stagione di caccia e gli uomini Crom sono invitati
perch hanno dimostrato di essere bravi cacciatori.
Dopo che Nero ebbe tradotto Karai batt forte i palmi delle
mani e chiam a gran voce i cacciatori intenti a scuoiare gli anima-
li. Subito quelli attorniarono i tre dei Balzi Rossi e, come Karai
ebbe data la notizia, applaudirono e ognuno di loro volle salutare
e ringraziare. Vi fu un p di confusione e Kron, mentre porgeva i
palmi al saluto personale, borbott al figlio: Qui va a finire che
mi eleggono capo al posto della Prima Madre... .
Qui va a finire che la nostra trib si chieder perch hai deci-
so da solo questa donazione, gli ribatt Nean.
Dir che l'idea  stata tua, naturalmente, ghign Kron e
Muuh scoppi in una delle sue risate singhiozzanti facendo trasa-
lire il cacciatore che in quel momento gli porgeva aperti i palmi
delle mani.
Quando le cerimonie ebbero termine Karai fece dire a Nero
che, a nome di tutti i Crom e specialmente della Prima Madre,
ringraziava la trib dei Balzi Rossi e Kron in particolare per la
generosit. Purtroppo non potevano accettare l'invito per non
lasciar sole le donne su all'accampamento. Portatele gi con voi,
allora, concesse Kron. Potrete dormire nei capanni da caccia e
domani risalirete all'accampamento.
Dopo la traduzione di Nero le acclamazioni dei cacciatori
Crom si levarono pi ake di prima ma Nean, mentre tornavano
alla spiaggia, disse al padre: Non credi che il tuo invito possa
convincere gli Alti che ormai siamo diventati amici e che non gli
diremo di andarsene, al termine della stagione fredda?.
Kron si arrest a guardare il figlio dritto negli occhi: Questo
dipender da te, non da me, Nean. Se sarai ancora convinto, allo-
ra lo sar anch'io.
Nean non rispose ma, mentre riprendevano la strada, ripens
alle parole di Maga: tu sei nemico della tua stessa gente, tu, non io!
Ora gli parve di comprenderne appieno il significato e si sent in
colpa perch desiderava Luce, perch stava lealmente comportan-
dosi con i cacciatori Crom, perch, segretamente, stimava la Pri-
ma Madre. Ma la sua colpa essenziale era Luce.

Sulla spiaggia i fal erano gi accesi che il sole aveva da poco
iniziato a scendere nel cielo. Erano stati approntati i focolari e
grossi pezzi di carne attendevano di essere messi ad arrostire.
Accanto alla carne sacchi di pelle di cinghiale contenevano fegati
e cuori, polmoni e cervella che avrebbero fatto da contorno al
cibo principale. Le ragazze erano scese agli scogli a procurar frutti
di mare e conchiglie da donare agli ospiti. Tutta la trib dei Balzi
Rossi, saputo dell'invito, si preparava all'accoglienza e, lungi dal
criticare Kron e Nean per l'iniziativa, si moveva eccitata per quel-
la novit.
In disparte se ne stavano Nean, il Cattivo, Der e pochi altri
giovani.
 Stiamo trattandoli come fratelli, Nean , comment ad un cer-
to punto Der.  Chi avrebbe mai detto che li avremmo accolti, che
avremmo diviso con loro il nostro cibo? Abbiamo dimenticato
presto la morte dello Scontento e quella di Orik... .
Soprattutto le nostre donne giovani sono eccitate, aggiunse
il Cattivo, guardandosi intorno. Corrono di qua e di l come
lucertole impazzite.
 Il padre Kron dice che si sono comportati lealmente e lo pen-
so anch'io, borbott Nean.
Sei sempre dello stesso parere di scacciarli, alla fine della sta-
gione fredda?.
Sono sempre dello stesso parere.
Non trovo giusto che le nostre ragazze pensino ai Crom,
disse il Cattivo. E tu? Non credi che sia stato imprudente invi-
tarli a questa festa? Come potrai impedire alle donne di star con
loro e, magari, di farsi ingravidare?.
Le nostre donne sono libere, rispose Nean, di malumore.
e, comunque, scenderanno anche le loro.
E tu pensi che dovremmo approfittarne?, ghign Der.
Per conto mio non approfitter di nessuna donna Crom, fu
la risposta asciutta.
 Per quella Luce ti piace molto, visto che le hai regalato met
della tua collana di denti di leopardo... .
Questo non mi far cambiare parere sugli Alti, reag brusca-
mente Nean.  Gli abbiamo dato modo di riposare e di nutrirsi. Al
termine della stagione calda se ne andranno oppure li scacceremo
con le armi.
Bisogner vedere cosa ne diranno gli anziani e le donne,
obiett il Cattivo.  Mia madre Rossa e mio padre lo Sbiadito sono
per la pace. Mia madre dice che forse gli Alti possono restare
perch la selvaggina  tanta e loro sono pochi. Dice anche che le
nostre donne sono tante e i giovani pochi e, in questo, ha ragione.
Guardati intorno, Nean, e dimmi se non vedi numerose le femmi-
ne e molto pochi i maschi giovani.
Anche la mia famiglia  per la pace, intervenne Der, ma
che accadr se gli Alti restano? Le nostre donne li preferiranno
per via di questa storia della testa piccola che oramai tutte cono-
scono .
Per io stavo dicendo appunto che le nostre ragazze sono
molte , gli rispose il Cattivo,  e gli Alti, in fondo, sono pochi. Per
questo motivo gli anziani dicono che si potrebbe convivere pacifi-
camente, loro all'accampamento sullo stagno e noi alle caver-
ne....
Tu non dici niente, Nean?, chiese Der.
Ho gi detto ci che pensavo, rispose Nean. Io resto del
mio parere.
Allora non ci resta che attendere il termine deila stagione
fredda, concluse il Cattivo.

Il sole quasi toccava le cime dei monti pi alti ad occidente
quando discesero i Crom, accolti da nutriti battimani di amicizia.
Sull'esempio della Prima Madre essi risposero allo stesso modo e
subito si trovarono attorniati dalla folla che li stringeva dappresso,
tutti volevano vederli da vicino e magari toccarli. In men che non
si dica la trib assorb letteralmente i Crom. La Prima Madre s'era
tenuta accanto Far e Luce e le tre donne erano scortate da Nero
e da Karai.
Si fecero loro incontro Kron e Tal e, scambiati i saluti, la Prima
Madre ringrazi per l'invito alla sua gente. Kron, che si era dipin-
to il corpo di ocra rossa e gialla per fare da bersaglio ai bambini
nel corso della festa, condusse gli ospiti oltre la pista erbosa sino
alla spiaggia dove ardeva il fal della Caverna Grande intorno al
quale s'erano riuniti gli abitanti. Tal e Far, che si tenevano per
mano e apparivano raggianti, furono accolti da un caloroso
applauso. Tal s'era infatti confidato con loro, attendendone l'ap-
provazione. Ora sguardi benevoli erano appuntati su Far e la
gente della Caverna Grande fu contenta per Tal. Infatti, se Far
non possedeva la bellezza di Luce, era tuttavia alta e ben fatta
soprattutto traspariva da lei la dolcezza del carattere.
Dopo aver fatto una carezza sul volto di Far, Vecchia di Kron
disse alla Prima Madre: Se tu e tua figlia siete contente lo sono
anch'io.
Io e mia figlia siamo molto contente, fece tradurre da Nero
la Prima Madre e la risposta fu accolta da un lungo applauso.
Luce, non vedendo Nean e Sole, chiese di loro e Kron le indic la
riva e disse a Nero di accompagnare Luce. Di corsa i due giovani
raggiunsero un gruppetto che si agitava con l'acqua a mezza gam-
ba intorno a qualcosa di grosso e di rotondo che si sforzavano di
tirare a riva. Riconobbero Nean che brandiva la sua fiocina e
pareva attendere il momento propizio per scagliarla contro quel-
l'essere rotondeggiante intorno al quale si agitavano altri giovani.
Nero e Luce si avvicinarono ulteriormente e allora Sole li vide e
corse a raggiungerli. Restarono insieme ad osservare e Sole spieg
a Nero che si trattava di una testuggine gigante, che la sua corazza
era pregiata e la carne squisita. Nero, che non aveva mai sentito
parlare di testuggini e di corazze tradusse tutto con le parole
mostro di mare e Luce s'impaur anche perch, nel frattempo,
chi spingendola da dietro, chi afferrandola per le zampe posterio-
ri i giovani avevano fatto arenare la gigantesca tartaruga e ora lei
ne vedeva il collo e il poderoso rostro dal quale Nean si teneva a
distanza, in attesa del momento propizio. A un tratto il collo scat-
t in avanti e Nean fece un balzo indietro. Luce ud chiaramente il
rumore del becco tagliente che scattava a vuoto e grid di spaven-
to. I giovani risero, Nean restava attento, pronto con la fiocina,
ma il rettile aveva ora ritirato dentro il guscio zampe e testa e se ne
restava immobile, con l'acqua del mare che ne lambiva la corazza.
Provate a rivoltarla! , grid Nean. I suoi compagni afferraro-
no il bordo del guscio e la tartaruga reag, ruotando su se stessa.
Rispuntarono le zampe palmate e il becco minaccioso. Colti di
sorpresa i giovani indietreggiarono e uno di loro cadde lungo
riverso in acqua suscitando le risa dei compagni.  Smettetela di
divertirvi! , url Nean. Qualcuno la stuzzichi con un bastone! .
L'istante dopo era balzato sul dorso corazzato e vi si teneva in
equilibrio, la fiocina pronta a colpire. Inopinatamente si fece avanti
Nero col suo bastone da serpenti. Aveva capito le intenzioni di
Nean e, giunto ad un passo dalla testuggine, allung il bastone e lo
introdusse nella sella della corazza, spingendovelo e ritraendolo.
Per qualche momento non accadde niente e Nero, deluso, teneva il
bastone fuori della corazza quando la testa della tartaruga saett
fuori e il becco poderoso apr di netto il legno ma, nel medesimo
istante, Nean aveva vibrato la fiocina con forza e precisione, trapas-
sando il collo del rettile appena dietro la testa. Uno spruzzo di
sangue e la gigantesca testuggine mor tra le acclamazioni dei
giovani. Nean salt gi e, d'istinto, Luce corse accanto a lui e gli
afferr la mano. Anche Nean reag d'istinto e, sollevata Luce per la
vita, la fece piroettare e la deposit in piedi sul dorso della tartaruga
tra gli applausi dei compagni e gli strilli di lei.
Anche Nero ricevette complimenti e poco dopo la testuggine fu
portata trionfalmente a braccia prima al fal della Caverna Gran-
de per mostrarla alla Prima Madre e quindi al fuoco principale
dove sarebbe stata messa arrosto pi tardi. Poich l'enorme
guscio spettava di diritto a Nean i compagni presero a stuzzicarlo
chiedendogli a chi lo avrebbe donato e lui rifiutava di rispondere
ma, quando Kron propose alla Prima Madre di accompagnarla da
un fal all'altro, lui prese per mano Luce che sprizzava felicit da
tutti i pori e volle andar con loro. Allora Der, il Cattivo e gli altri
lo presero in giro e cominciarono a danzare intorno a lui ed a
Luce che rideva, felice ed eccitata.
La gente dei Balzi Rossi s'era mischiata con i Crom intorno ai
fal e tentavano di esprimersi a gesti. Le ragazze delle caverne
mettevano in mezzo i cacciatori Crom e ognuno di loro ne aveva
intorno molte ma i cacciatori dei Balzi Rossi non erano da meno
con le giovani donne Crom e le colmavano di attenzioni. Tiki e
Rika, le due gemelle, erano fonte di ammirazione e di stupore,
Noa, la pi scura di pelle, era corteggiatissima, Ela ne aveva intor-
no il maggior numero, la formosa Ara si lasciava scopertamente
accarezzare da un erculeo cacciatore biondo che era poi il figlio di
Muma ma anche Jana e Sula avevano i loro corteggiatori e la Pri-
ma Madre, andando da un fal all'altro, era pi che soddisfatta.
Prima di scendere aveva raccomandato alle donne d'essere com-
piacenti con i cacciatori dei Balzi Rossi e loro non si facevano
pregare.
Intanto il sole era nascosto a met dai picchi pi lontani e gi
venivano messe a cuocere le carni, non c'era un focolare che non
avesse come ospiti uomini e donne Crom. Quando si raccolsero
quelli della Caverna Grande mancavano Tal e Far ma nessuno
mand a cercarli immaginando cosa fossero intenti a fare, da
qualche parte.
Mia figlia rester con tuo figlio alla Caverna Grande oppure
tuo figlio vivr con mia figlia all'accampamento sullo stagno?,
chiese a Vecchia di Kron la Prima Madre.
Tua figlia appartiene alla gente dei Balzi Rossi perch avr
certamente un figlio da mio figlio , rispose Vecchia di Kron, stu-
pita e anche un p indignata. Spero che tu sia contenta.
Io sono molto contenta, fece rispondere la Prima Madre,
reprimendo a stento un sorrisetto di soddisfazione. Guard signi-
ficativamente Luce che sedeva accanto a Nean ma, questa volta,
interrog Vecchia di Kron soltanto con gli occhi e Vecchia di
Kron comprese e, a sua volta, rispose soltanto con un sorriso.
Tal e Far raggiunsero il fal pi tardi, quando le fiamme s'era-
no trasformate in braci e le carni eran quasi cotte. Apparivano
languidi e soddisfatti. Tal volle subito parlare alla Prima Madre e
pretese di fare a meno di Nero, esprimendosi nella lingua Crom,
in modo sintetico ma con efficacia. Prima Madre, Far vive con
Tal in Caverna Grande! .
Io ne sono contenta, rispose la Prima Madre e Far sedette
accanto a Tal e gli pos una mano sulla spalla. Luce avrebbe
voluto dir qualcosa a Nean ma lui taceva e badava ad abbrustolire
i frutti di mare. Infine consumarono tutti il pasto pi variato che
la gente Crom avesse mai fatto. Frutti di mare crudi e cotti, erbe
commestibili, fegato e cervella di cervo, di bue e di mammut,
cuore di cerbiatto, delicata polpa di tartaruga portata dai giovani
e dalle ragazze che l'avevano cotta al fal principale; poi ancora
nocciole abbrustolite, carne di cervo, di cinghiale e di bue, di
marmotta e di scoiattolo, tuberi dolci e piccioni abbrustoliti. Al
termine Karai disse che non aveva mai mangiato tanto e cos bene
in vita sua e la Prima Madre, sorridendo, gli rinnov il consiglio di
scendere pi spesso alla spiaggia ma queste parole viet a Nero di
tradurre.
S'era fatto buio e i fal vennero riattivati e nutriti con abbon-
danza di legna secca, tutti si preparavano alla grande festa e
cominciavano a muoversi da un fal all'altro, qualche coppia
scomparve nei compiacenti capanni da caccia mentre gi facevano
la loro prima apparizione uomini-cervo, uomini-lupo e un uomo-
aquila. Luce osservava tutto, affascinata dallo spettacolo e al tem-
po stesso consapevole del corpo seminudo di Nean che sfiorava il
suo. Anche se non era ancora compiutamente donna, se ne sent-
va turbata, improvvisi rossori la assalivano, avrebbe voluto tocca-
re dappertutto Nean ed esserne toccata, prenderlo per mano e
scomparire insieme nel buio, loro due soli e, all'idea di ci che
avrebbe potuto farle Nean, fremeva e si sentiva attraversata da
vampate di calore.
Arriv un cacciatore Crom che teneva sulle spalle Obi e videro
che era Noki, attorniato da un nugolo di bambini che lo avevano
guidato sino al fal della Caverna Grande e ora reclamavano Kron
come bersaglio. Compiacente, Kron si lev dal focolare e, con
voce stentorea, ricord ai piccoli le regole del gioco: chi avesse
colpito con le palline di argilla le parti vitali, dipinte in rosso,
sarebbe stato proclamato vincitore; chi avesse colpite le parti gial-
le avrebbe avuto diritto a riprovare subito; chi avesse mancato
entrambi i bersagli sarebbe stato costretto ad attendere un altro
turno.
La Prima Madre si lasci sfuggire una risata vedendo il grosso
cacciatore biondo caracollare sulla sabbia imitando con qualche
efficacia il bisonte. Se un fanciullo lo colpiva nelle parti vitali
dipinte con l'ocra rossa, Kron muggiva come un bisonte autentico
e si abbatteva sulla sabbia mentre il cacciatore veniva portato
in trionfo dai compagni. Dall'alto della statura di Noki il piccolo
Obi osservava, tra lo stupefatto e l'incantato, quei giochi in cui i
bambini erano pari agli adulti e anzi li tiranneggiavano. Sebbene
non fosse mai stato trattato con rudezza dai cacciatori Crom tutta-
via essi non s'erano mai sognati di farlo giocare, neppure adesso
che godevano della tranquillit, e soltanto Goran e Noki erano
stati appena compiacenti con lui quando s'era trattato di cibar la
lupa. Mai prima d'ora Obi aveva visto tanti grandi fuochi insieme,
mai tanto cibo, mai tanta gente, mai tanti bambini ridenti, mai
tanta allegria!
Dai molti fal risuonarono ad un tratto i tronchi cavi percossi
dalle clave, giovani e fanciulle aprirono le danze insieme e non
separatamente come era costume. L'uomo-aquila prese la rincorsa
e vol attraverso un fuoco. La gente prese a muoversi e andavano
tutti al focolare principale come erano abituati a fare. Si mosse
anche Kron, inseguito dai bambini che lo bersagliavano, e Noki lo
segu tenendo sulle spalle Obi. Numerosi erano gli uomini-cervo
ma apparve anche il mammut ed erano riconoscibili di sotto il
Grosso con la coda fra le natiche e, sopra le spalle, l'Orbo che
sventolava le orecchie del mammut e aveva sostituito lo Scontento
in quella mansione. Muuh mimava l'orso con successo. La Prima
Madre, divertendosi, osservava. Vide Ela correr via con un bion-
do cacciatore dei Balzi Rossi e scomparire. Vide Nimid e Goran
attorniati da un piccolo gruppo di ragazze che apertamente li toc-
cavano mentre li sospingevano verso i capanni da caccia...
L'uomo-aquila continuava a volare attraverso i fuochi, due
uomini-cervo mimavano la lotta per il possesso della femmina e
venivano applauditi ma Vecchia di Kron si avvide che la festa di
fine stagione andava alterandosi nei connotati usuali perch sem-
pre in maggior numero uomini e donne si appartavano di modo
che languivano le danze rituali, scemava il rumore dei tronchi cavi
perch erano rimasti in pochi a battervi sopra, l'eccitazione della
festa andava rapidamente disperdendosi e si trasferiva altrove, tra
gli scogli, in riva al mare, nei capanni.
Era bene? si chiedeva Vecchia di Kron. Se la maggioranza si
comportava cos forse era bene. Tal e Far erano nuovamente
scomparsi, Kron e Muuh, gli uomini-cervo, gli uomini-mammut e
l'uomo-aquila continuavano ad esibirsi per la gioia dei piccoli cac-
ciatori in erba ma non c'erano pi giovani e ragazze a fargli da
contorno chiassoso, persino Sole e Nero si tenevano per mano
guardandosi negli occhi e di sicuro quegli sguardi si scambiavano
promesse ma Vecchia di Kron sentiva che molte cose erano gi
cambiate, altre stavano cambiando o sarebbero cambiate. Guard
Nean e Luce. Lei non aveva occhi che per Nean, lui osservava la
festa che smoriva prima del tempo e la piega della sua bocca era
amara. Vecchia di Kron immagin che l'animo del figlio fosse
incerto come il suo, combattuto fra il desiderio per la bellissima
fanciulla Crom e il destino della gente dei Balzi Rossi. Forse Nean
aveva visto pi lontano di tutti loro, forse ci che sarebbe accadu-
to faceva parte dell'inevitabile e lei si augur che l'inevitabile non
portasse dolori alla sua gente.
Lentamente, senza che nessuno se ne accorgesse, nuvole gonfie
avevano oscurato l'Occhio della Notte e, quando cominci a pio-
vere sulle braci dei fal, ebbe termine la festa sulla spiaggia.
Io ringrazio la gente dei Balzi Rossi per l'accoglienza, fece
tradurre da Nero la Prima Madre, e forse  ora che i Crom si
ritirino a dormire nei capanni.
Chi ha mangiato al mio focolare dormir nella mia caverna,
sbuff Kron, e non dentro un capanno da caccia.
La Prima Madre era preoccupata per Obi che non riusciva pi
a scorgere attraverso il velo della pioggia ma a un tratto il ragazzo
corse verso di loro.
Nolti mi ha detto di restare con te e con Luce, disse alla
Prima Madre, perch lui deve parlare con le donne dei Balzi
Rossi. Ha detto parlare ma so benissimo che vuole montarle! .
Sei un ragazzo sveglio, tu, gli rispose lei, prendendolo per
mano. Ora vieni, andiamo a dormire alla Caverna Grande.
Non nei capanni da caccia? Io avrei preferito dormire in un
capanno da caccia.
Ci dormirai, una volta o l'altra. Adesso sono occupati.
Prima dell'alba il vento freddo che scendeva gi dalle monta-
gne port la neve ad imbiancar la spiaggia.

Era una stagione fredda assai diversa da quelle che avevano
conosciuto al villaggio di Crom e durante la lunga marcia attraver-
so le montagne. Circondato dalle foreste, incastonato fra gli alti
picchi bianchi, l'accampamento sullo stagno era riparato dal gelo
ma i cambiamenti del tempo erano bruschi e imprevedibili e i
Crom non ci si raccapezzavano. Ad improvvise bufere di neve si
alternavano splendide giornate di sole durante le quali il cielo si
rannuvolava quasi di colpo, dalle gonfie nubi nere rischiarate dai
lampi esplodevano i tuoni e, mentre ci si attendeva il diluvio, ecco
i venti spazzar via le nuvole e riapparire il sole. I cacciatori aveva-
no abbandonato le lunghe e pesanti pellicce d'orso e vestivano
tuniche di lupo che lasciavano scoperte braccia e gambe ma, alle
volte, gelide raffiche che s'avventavano gi dalle montagne li inve-
stivano rammentandogli il rigore del ghiaccio e quelle ventate rab-
biose erano pi temibili di una tempesta di neve.
Nel complesso, per, l'accampamento sullo stagno era confor-
tevole e le condizioni di vita ben lontane da quelle che i Crom
avevano conosciuto. Accanto allo stagno era stata eretta una gran-
de tenda comune nella quale si consumavano i pasti e si discuteva.
Alla sommit era stato praticato un foro sufficiente per far uscire
la maggior parte del fumo. In questa grande tenda venivano con-
servate le provviste di pelli e di carne da essiccare, le donne si
riunivano a raschiare pelli, a cucirle, ad intrecciare corregge sottili
all'uso dei Balzi Rossi, a chiacchierare.
Riki e Noa, dopo la grande festa di caccia sulla spiaggia, s'eran
ritrovate incinte e la Prima Madre ne era soddisfatta ma doveva
badare a frenare le loro aspirazioni.
Far  rimasta gravida di Tal e ora vive con lui alla Caverna
Grande, dicevano le due ragazze. Perch anche noi non
potremmo scendere alla spiaggia e vivere in calde caverne invece
che dentro le nostre tende umide? .
 E chi cerchereste? , le ammoniva la Prima Madre.  Conosce-
te i nomi degli uomini che vi hanno ingravidate?.
No, non li conosciamo....
Ricordate almeno le loro facce?.
Forse... era buio, dentro quei capanni e....
 Dunque non sapete neppure a chi chiedere di far coppia fissa
con voi, concludeva la Prima Madre.  Attendete, allora, tutto si
aggiuster al termine della stagione fredda.
 Prima Madre , interveniva Ela, preoccupata soltanto in appa-
renza per le compagne. Quei maschi dei Balzi Rossi, con quelle
loro grandi teste, non metteranno in pericolo il parto di Noa e di
Riki? .
Anche questo si vedr, rispondeva la Prima Madre, ma
non credo, anzi sono certa di no.
Prudentemente Ela non insisteva sull'argomento, bastandole di
aver dato materia di preoccupazione a Riki e Noa. Per quanto la
riguardava aveva smesso di interessarsi, se non come amante
occasionale, a Goran e non perdeva occasione per informarsi sui
nomi dei cacciatori pi importanti dei Balzi Rossi. Se fosse riusci-
ta a farsi preferire da uno di loro si sarebbe sentita alla pari di
Far e persino di Luce, che tutti sapevano promessa a un caccia-
tore importante come Nean. Ela odiava con tutte le sue forze sia
la Prima Madre che Luce. Odiava la Prima Madre che la disprez-
zava. Odiava Luce perch era pi bella di lei e perch la Prima
Madre l'aveva designata a succederle. Ma, pensava Ela, se lei
avesse fatto coppia fissa con un cacciatore dei Balzi Rossi, la Pri-
ma Madre non avrebbe pi potuto esercitare alcuna influenza su
di lei, anzi non sarebbe stata pi capo di un clan. Ela sapeva bene
che la gente dei Balzi Rossi non voleva capi, che non ne aveva mai
avuti e che non avrebbe sopportato il carattere autoritario della
Prima Madre. Purtroppo neppure lei conosceva il nome del bion-
do cacciatore che l'aveva presa ripetutamente in un capanno sulla
spiaggia e, inoltre, c'era da considerare che, dopo quel cacciatore,
ve n'erano stati altri. Nel suo desiderio di primeggiare, di essere
scelta, s'era fatta una coorte di spasimanti e a tutti s'era concessa.
In compenso non era rimasta incinta e adesso rimpiangeva amara-
mente di non aver scelto lei un cacciatore giovane e libero di cui
ricordare il nome, sarebbe scesa a cercarlo alle caverne, con o
senza il consenso della Prima Madre...
Ogni volta che le capitava l'occasione Ela proponeva situazioni
inquietanti a Luce.  Quel tuo Nean sembra proprio deciso a scac-
ciarci, insinuava sospirando. Cosa farai, in questo caso? Reste-
rai con lui mentre la nostra gente riprender la via dei monti?.
Oppure:  Sei certa che Nean sia per te il compagno giusto? Con
quella testa enorme un figlio suo potrebbe lacerarti, romperti le
ossa, ucciderti oppure storgiarti per il resto della vita. Ne vale la
pena? Hai notato quanto pochi sono i maschi giovani, ai Balzi
Rossi? .
Luce non le badava pi che tanto e, ogni volta che riferiva di
quei discorsi alla Prima Madre, lo faceva sorridendone. Non cos
la Prima Madre. Ela merita una punizione solenne e l'avr,
aveva detto una volta. Ci penser io, far in modo che la sua
cattiveria, la sua stessa invidia l'avvelenino. La conoscevo bene, al
villaggio, e non l'avrei portata con me se non perch le donne
disposte a seguirci erano cos scarse.
Ela  maligna, ammetteva sorridendo Luce, ma  anche
talmente sciocca che riesce a procurarsi da sola il male, non c'
bisogno che la punisca tu, Prima Madre....
Sei gi pi saggia di qualche tempo fa, sorrideva anche la
Prima Madre, hai detto il giusto.

Ti sto sempre vicina, un briciolo della tua saggezza per forza
mi resta appiccicato, la stuzzicava Luce. Poi, fattasi seria,
riprendeva: Non sono per saggia per quanto riguarda Nean.
Perch non sale a trovarmi? Manda dei cerbiatti per Muuh, per
Nero e li manda a me, per niente saluti, niente visite, non mi
manda a dire proprio nulla! .
E un uomo pratico, replicava la Prima Madre. Magari gli
piaci ma gli sembri troppo magra. Allora ti manda carne tenera
perch tu possa ingrassare....
Luce guardava interdetta la Prima Madre, le vedeva brillar
negli occhi neri la fiammella dell'ironia e finiva per ridere ma,
alla notte, pensava a Nean e non riusciva a prender sonno.
Al culmine della stagione fredda la violenza del vento aveva
danneggiato quel lato della grande tenda comune esposto verso
nord. Dopo averci riflettuto Karai distolse una parte degli uomini
dalla caccia e gli ordin di ricercare ovunque grosse pietre da
ammonticchiare su quel lato della tenda. In capo a pochi giorni
fu eretta una barriera di pietre e sistemata in modo che, sopra di
essa, potesse essere disposta una quantit di legna da ardere. Il
vento, in quel modo, si accaniva soltanto contro la parte
superiore della tenda che offriva per minore resistenza. Ricuciti
gli strappi la sistemazione risult sicura e confortevole e la Prima
Madre lod pubblicamente Karai.
La lupa di Obi, che da molti giorni non si mostrava, rientr una
notte, magra e affamata, e lasci che Obi la nutrisse e la
coccolasse per qualche giorno. Non faceva che mangiare e
dormire e, quando il vecchio Mangiarane metteva il muso fuori
dello stagno, non accennava neppure a un ringhio contro. Una
notte di bufera si udirono i lupi ululare non lontano e, il mattino
seguente, la lupa era scomparsa. Obi si consolava andando a
scovar le rane che in quella stagione si facevano prudenti e zitte.
Quando gli riusciva di acchiapparne una andava in riva allo
stagno e chiamava ad alta voce Mangiarane che, con gran
stupore dei cacciatori e delle donne, metteva fuori il muso
orrendo. Obi gli gettava la rana o il rospo che era riuscito a
catturare e il rettile l'afferrava al volo, si sentivano crocchiare le
mascelle sulla piccola preda prima che Mangiarane si
immergesse.
Prima Madre, credi che la mia lupa torner?, chiedeva Obi,
infagottato nella sua pelliccia di volpe.
La tua lupa adesso  con il branco, rispondeva la Prima
Madre, e presto avr dei lupacchiotti. Sar difficile che torni,
Obi, per potrebbe farlo se si trovasse senza cibo perch lei sa
che tu la nutriresti. Forse torner... .
Obi si contentava e, intanto, cacciava le rane, insidiava le
marmotte e gli scoiattoli e diventava sempre pi bravo con la
fionda..  Un giorno, quando sar grande come Goran, uccider
anch'io il leopardo con la lancia, diceva a Luce,  e ti regaler
la pelle e i denti come ha fatto Nean.
Allora attender che tu diventi un cacciatore grosso come
Goran e Karai, rispondeva Luce,  e nel frattempo potresti
dedicarti alle marmotte perch ci mancano soltanto poche pelli e
poi la Prima Madre mi cucir una pelliccia.
Luce era diventata completamente donna e questo suo
maturare l'aveva rallegrata ma anche resa pi impaziente. Ora si
sentiva femmina pronta per il maschio e il fatto che Nean non
salisse mai all'accampamento la faceva soffrire e dubitare. Una
sera, mentre erano sole, si sfog con la Prima Madre ma, invece
di averne assicurazioni e conforto, fu rampognata.
Io capisco che tu senta gi i calori altrimenti non saresti
femmina compiutamente, le disse la Prima Madre, ma gli
umori che inumidiscono il tuo sesso non devono farti smarrire la
ragione! Credevo che tu avessi capito la condizione di Nean,
tormentato dalla voglia che ha di te ma anche della paura di
sbagliare unendosi a una donna Crom, lui che ha sempre
avversato il nostro insediamento qui. Che direbbero di lui quei
compagni che hanno combattuto contro di noi? Che gli  stato
sufficiente sentir l'odore di una femmina per cambiar parere? Se
ti assalgono i pruriti va' a bagnare il culo nell'acqua del torrente,
 abbastanza fredda per farti ritrovare il senno! .
La durezza di quelle parole, il fatto che a pronunciarle fosse
stata la Prima Madre, l'incontestabile verit che contenevano
ebbero l'effetto di lasciare Luce sbigottita e affranta, dapprima
per se stessa che si era mostrata sciocca e impaziente, poi, con
la riflessione, subentr il timore che Nean potesse soffrire a
causa sua e lei non voleva che Nean soffrisse, aveva gi
dimenticato di quando le faceva paura per la violenza, per la
forza bruta che emanava da lui. Se avesse potuto sarebbe
scesa, anche di nascosto, alle caverne, per dirgli di non farsi
influenzare da niente e da nessuno, neppure da lei, nel prendere
una decisione che avrebbe riguardato l'avvenire della sua gente.

Una mattina fulgida di sole salirono all'accampamento Tal e
Far. Quasi tutti i cacciatori erano fuori ma quelli rimasti e le
donne li accolsero festosamente. Far portava alla Prima Madre
un dono da parte di Vecchia di Kron, tre grasse lepri bianche
appena uccise. Tal, da parte di Nean, un cerbiatto per Luce e due
marmotte per la Prima Madre. Trascorsi i primi momenti di emo-
zione (Far non vedeva pi la sua gente dalla sera della festa sulla
spiaggia) fu alimentato il fuoco nella tenda comune ma Far,
nonostante indossasse una calda pelliccia di marmotta che destava
l'ammirazione e l'invidia delle donne, tremava di freddo e si lasci
sfuggire che all'accampamento la temperatura era assai pi rigida
che alla spiaggia. Si aggiust meglio la pelliccia sul pancione e
rabbrivid.
 Hai gi dimenticato il nostro viaggio tra le montagne e il gelo
che minacciava ogni notte di farci morire assiderati? , volle ram-
mentarle la Prima Madre. Qui noi stiamo benissimo.
Hai ragione, madre, rispose Far, per c' una bella diffe-
renza tra la Caverna Grande, calda di fuoco, e questa grande ten-
da che si muove al vento ed  facile abituarsi a stare meglio....
Raccontaci di te e come stai alla Caverna Grande, allora, la
invit in tono affettuoso la Prima Madre.
 S, raccontaci, vogliamo sapere come si vive alle caverne sulla
spiaggia! , invocarono in coro le altre donne. Luce avrebbe volu-
to dire: parlami di Nean, ma tacque. Dopo il rimbrotto della Pri-
ma Madre aveva imparato a trattenere i sentimenti.
Io non saprei da che parte cominciare, sorrise Far, perch
le cose da dire sono molte ma la pi importante  che sono felice.
Vecchia di Kron e le altre donne non permettono che faccia alcun
lavoro perch le donne incinte sono trattate con ogni riguardo e i
bocconi migliori sono riservati a loro. La gente dei Balzi Rossi mi
ha fatto molti regali e fra questi tante pelli di marmotta che Mana
e Vecchia di Kron hanno potuto cucirmi quella pelliccia. Quando
fa bel tempo scambiamo visite con la gente delle altre caverne e io
ho imparato quasi bene il linguaggio dei Balzi Rossi mentre Tal ha
imparato il Crom. Quando c' il sole alla spiaggia sembra d'essere
nella stagione calda e tutti ci togliamo le pellicce. Nelle belle gior-
nate Tal sale alla Fabbrica ma se fa freddo e piove resta nella
caverna a lavorare la zanna di mammut ed ha gi inciso molte
figure ma quella centrale dovrebbe essere il leopardo, che non gli
riesce perch Tal non ha mai visto il leopardo cos tormenta
Nean, alla sera, perch lo aiuti a disegnarla sulla roccia della
caverna... .
E Nean?, chiese la Prima Madre, indovinando l'ansia di
Luce.
Nean e Muuh escono a caccia, tutti i giorni e con qualsiasi
tempo, rispose Far, e non abbiamo mai mangiato la carne
salata o quella secca delle provviste. Nean non mi ha affidato
alcun messaggio particolare per manda il cerbiatto a Luce per-
che lei mangi carne tenera e abbia la pelle.
A questo punto intervenne Tal, dando una dimostrazione del
suo vocabolario Crom. Sorridendo a Luce le disse, in tono con-
vinto: Nean vuole Luce. Se Nean vuole Luce lui prende Luce.
Ora lui aspetta che nasce figlio di Maga.
Perch almeno non sale a trovarci?, chiese Luce, appassio-
nata.
Lui aspetta, rispose Tal. Lui vuole Luce ma aspetta.
Non parla mai di me?, volle sapere Luce, attendendosi un
rimbrotto da parte della Prima Madre.
 No. Noi tutti parla di te. Lui mai. Per io sa che Nean vuole
Luce. Nean aspetta, poi prende Luce.
Non si sa niente della gravidanza di Maga?, intervenne la
Prima Madre.
Niente, rispose Far. Vive da sola e non vuol vedere nessu-
no. Non sappiamo niente di lei che invece sa tutto di noi. Qualche
tempo fa una donna della Caverna del Sole si  sentita chiamare
da lei in modo magico... .
In modo magico?! Che significa?, si accigli la Prima
Madre.
Che ha sentito dentro la sua testa l'ordine di Maga di recarsi
da lei. E' andata e Maga le ha detto: prepara la sepoltura per tuo
padre Kami il Saggio perch domani morir. Allora la gente della
Caverna del Sole ha preparato la sepoltura e l'indomani Kami 
morto .
Il racconto di Far produsse una grande impressione e la Prima
Madre scosse la testa, preoccupata per la potenza magica di quella
sciamana. Che sarebbe accaduto se lei avesse ordinato alla gente
dei Balzi Rossi di scacciare i Crom? Contro la magia le astuzie
della Prima Madre non sarebbero valse a nulla. Ignara di ci che
passava per la mente della madre, Far continu: Maga pu
ordinare a chiunque di fare qualsiasi cosa,  capace di qualsiasi
magia. Pu far perdere il senno a chi non le ubbidisce. Tal mi ha
raccontato che una volta, stizzita contro un giovane cacciatore, ha
fatto in modo che lui sentisse i colori invece di vederli. L'azzurro
del mare gli rintronava nelle orecchie, l'ocra gialla gli parlava
entro il cervello e quella rossa mandava un gran rumore di tronchi
cavi percossi da una clava. Questo dur per un giorno e una not-
te, poi il giovane ritorn normale.
La Prima Madre fece un cenno come a dire che ne aveva abba-
stanza e l'argomento Maga fu abbandonato. Tal e Far si tratten-
nero per met giornata e, quando si accomiatarono, Tal si ricord
di un messaggio che Kron gli aveva affidato per la Prima Madre.
Padre Kron dice che tanta carne tutte le caverne. Allora dice:
tenere per voi la selvaggina, non mandare pi. Per dice anche: se
Nero vuole scende anche senza carne. Capito?.
 Ringraziate per me Kron, Vecchia di Kron e Nean , rispose la
Prima Madre. Dir a Nero, quando rientra dalla caccia, che
potr scendere anche a mani vuote e sar egualmente bene accol-
to. Mi spiace di non poter ricambiare i doni ma non ho nulla che
la gente dei Balzi Rossi non possieda gi.

Un vento freddissimo e violento portava con s gi dalle mon-
tagne ghiaccioli che si mischiavano alla pioggia ma Karai e gli altri
cacciatori, bench soffrissero un gran freddo nelle loro tuniche di
lupo, se ne restavano acquattati e silenziosi dietro i grossi tronchi
che li nascondevano. In un tratto dove la foresta era pi rada
tenevano d'occhio una mandria di animali che parevano cervi ma
eran grossi quasi il doppio, e brutti nel muso, sgraziati nel muo-
versi lento, con strane corna che, invece di innalzarsi e svettare
ramificandosi come quelle dei cervi, si estendevano piatte ai lati
della testa suddividendosi in due lobi che presentavano poche
punte ai margini. Le femmine erano prive di corna e assai pi
piccole dei maschi, inoltre non possedevano una specie di barba
che invece cresceva folta sotto la gola dei maschi. Il muso, svilup-
pato, terminava col labbro superiore notevolmente pi lungo di
quello inferiore tanto che pendeva a chiudere la bocca di quegli
stranissimi animali.
Quel bosco rado era stato gi visitato dai mammut che avevano
cimato gli alberi e divorato i cespugli ma, adesso, spuntavano ger-
mogli nuovi dal suolo e gli animali pi forti se li disputavano
mentre il resto della mandria staccava la corteccia dagli alberi e la
masticava lentamente. Karai stava pensando da quale punto
sarebbe stato pi conveniente avvicinarsi per attaccare un esem-
plare maschio quando entrarono silenziosamente in scena i lupi.
Un branco numeroso, uscito all'improvviso dalla zona dove gli
alberi erano pi folti, che galoppava in scioltezza ad accerchiare la
mandria. Nascosti dietro i grossi tronchi, favoriti dal vento che ne
portava via l'odore, i cacciatori restarono in attesa di poter appro-
fittare della nuova situazione. Immediatamente le femmine di
quegli animali sconosciuti chiamarono a raccolta i piccoli e la loro
voce era sgraziata come il corpo, a met tra il muggito del bue
primigenio e il bramito del cervo. Sempre mantenendo le distanze
i lupi completarono l'accerchiamento e continuarono a galoppare
intorno alla mandria, senza mostrare fretta, ma non sembrava che
gli animali accerchiati se ne preoccupassero pi che tanto e s'eran
limitati a stringersi insieme, continuando a masticare il cibo che
avevano in bocca. Karai not che i maschi pi forti e anziani pre-
sentavano un mantello pi folto di quello dei cervi e quasi nero
mentre pi chiaro e meno folto era quello dei maschi giovani.
Intanto i lupi pareva facessero un gioco e non interrompevano il
galoppo lento ma non stringevano il cerchio come invece eran
soliti fare con i cervi e gli stambecchi; dal canto loro quegli strani
cervidi continuavano a masticare tranquillamente e Karai pens
che forse non temevano affatto i lupi, per non conosceva alcun
animale che non temesse i lupi quando erano in branco, anche
l'orso preferiva cambiar strada.
Le braccia nude dei cacciatori erano livide di freddo ma la
scena cui assistevano era insolita e sarebbe stato interessante
riportare all'accampamento uno di quei maschi dalle strane corna
piatte. Cos pensava anche Nero, nascosto dietro un tronco a
pochi passi da Karai. Nero era livido per il gran freddo ma gli
sarebbe piaciuto portare alla Caverna Grande un palco di quelle
corna piatte e pesanti per mostrarle a Nean oppure a Kron, che gli
dicessero a quale animale appartenevano.
I lupi, per, non avevano fretta e la mandria accerchiata non
dava segno di voler reagire in alcun modo. Dietro il riparo del
grosso tronco Karai cominci a considerare l'idea di abbandonare
il campo perch le dita gli si intirizzivano sulla zagaglia che strin-
geva. Oltretutto avrebbe fatto buio molto presto e la temperatura
sarebbe scesa ulteriormente. Loro erano molto pi in alto dell'ac-
campamento e non gli andava di farsi sorprendere dalla notte.
Trascorse ancora qualche tempo e, poich la situatione non muta-
va, Karai stava per decidere il ritorno quando s'avvide che, nella
mandria, un giovane maschio dal mantello chiaro stava comin-
ciando a dar segni di nervosismo, alzava e abbassava la testa coro-
nata e raspava il terreno con lo zoccolo anteriore, sbuffava forte
all'indirizzo dei lupi che, la lingua penzoloni, continuavano il loro
galoppo intorno alla mandria immobile. Karai si massaggi le dita
intirizzlte e attese.
Improvvisamente il giovane maschio ruppe gli indugi e si slan-
ci a corna basse a caricare i lupi. Contemporaneamente l'intera
mandria prese la corsa in direzione opposta e i cacciatori furono
stupefatti dalla velocit che quegli animali tozzi e sgraziati poteva-
no produrre. Nello stesso tempo il cerchio dei lupi si spezz a
lasciar passare i cervidi lanciati all'impazzata e tutti i lupi furono
addosso al giovane maschio imprudente e pazzo. Un'incornata
poderosa, un furioso scalciare e calpestare, ringhi feroci e sbuffi,
pi di un assalitore vol per aria o venne calpestato a morte ma
furon pochi attimi e il maschio giovane scomparve sotto i lupi.
Adesso tocca a noi! , grid Karai e, mulinando le fionde e
bilanciando le zagaglie, i cacciatori sbucaron fuori dai nascondigli
e urlavano pi feroci dei lupi. Una pioggia di pietre scheggiate e
di zagaglie si abbatt sulle fiere e, prima che queste si scompiglias-
sero ringhiando, gli uomini gli s'avventarono scagliando altre
zagaglie che andarono a segno quasi tutte. Ringhiando e digri-
gnando, i lupi si ritirarono abbandonando la preda. Andiamogli
contro! Ancora! , url Karai e nuovamente i cacciatori s'avventa-
rono e fecero fuggire i lupi ma Karai aveva troppa esperienza per
accontentarsi. Met di voi venga con me! , grid ai compagni
intenti a raccoglier le zagaglie oppure a strapparle dai corpi dei
lupi uccisi. L'altra met a scuoiare e macellare quella bestia!
Abbiate riguardo per le corna! .
Karai e il suo gruppo inseguirono i lupi che finalmente si
dispersero e scomparvero nel bosco pi fitto e soltanto allora gli
uomini tornarono indietro. Il corpo del cervide per era stato gi
sbranato, il mantello arato dagli unghioni delle zampe o lacerato
dalle zanne e Karai decise di limitarsi a squartar la bestia dal
momento che il mantello era inservibile. Lui stesso la decapit,
gravandosi della testa, gli altri compagni si divisero i quarti e pre-
sero la strada del ritorno lasciando sul terreno le carcasse dei lupi.
Avevano gi coperto in discesa la met della distanza che li
separava dall'accampamento quando udirono, pi in basso, il rin-
ghio furioso del lupo, guaiti, un soffiare forte e tutto un rimesco-
larsi nella macchia, ramoscelli spezzati e rumor di lotta furibonda.
Forse i lupi hanno cacciato per noi qualche altra preda!
esclam Karai e, posata a terra la testa del cervide, si lanci gi
per la discesa, seguito da Nero e Noki che a loro volta avevano
abbandonato i loro pesi. Karai gridava forte e cos fecero i compa-
gni ed erano pronti a scagliare le zagaglie quando dal folto balz
fuori il leopardo che stringeva qualcosa di piccolo e di inerte tra le
fauci. Gli uomini ebbero un attimo di smarrimento al vedersi fis-
sati da quegli occhi giallastri e, prima che potessero fare un solo
gesto, la belva con un gran balzo era fuori portata e fuggiva a
grandi balzi. Soltanto quando fu scomparsa attraverso il fitto vela-
rio della pioggia Karai, Nero e Noki andarono a rovistare nella
macchia e scoprirono un lupo coricato s'un fianco che perdeva
sangue da profonde ferite. Accanto a lui due cuccioli maciullati
mentre altri due, reggendosi incerti sulle zampe, si guardavano
intorno mostrando gli occhi ancora ciechi e cercavano la madre.
E' la lupa di Obi! , esclam Noki. La riconosco! E' lei! .
Il leopardo le ha scovato i cuccioli, annu Karai, consideran-
do le ferite della lupa, e lei non ha esitato a difenderli.
La lupa guaiva debolmente, aveva perso molto sangue ed era
allo stremo delle forze, tuttavia cercava di muovere il muso verso i
piccoli.  Che facciamo? , chiese Nero.  Io la porterei all'accam-
pamento. Forse si salver....
Non credo,  ferita gravemente, mormor Karai mentre i
compagni sopraggiunti osservavano in silenzio la scena.
Io la porto all'accampamento, decise Noki. Questa lupa mi
ha salvato la vita quando rimasi sepolto sotto la valanga.
Bada che non ti azzanni, consigli Karai, prudente. Un
lupo  sempre un lupo, non fidarti.
 Prendi i cuccioli, Nero , disse Noki e lui, chinatosi, sollev la
lupa che non reag minimamente.
E morta, disse uno dei cacciatori.
Anch'io ero morto, sotto la neve, sbuff Noki, avviandosi
gi per la discesa.

E' un alce, dichiar Kron senza la minima esitazione. Un
maschio giovane che ha mutato le corna soltanto due volte. Da
tempo non ne vedevamo ai Balzi Rossi e credevo che avessero
abbandonato il nostro territorio. Chi l'ha ucciso e dove?.
 Lupi ucciso alce, noi ucciso lupi e preso alce , dichiar Nero
posando a terra la pesante testa. Noi molto alto, molto freddo,
molto neve. Mangiato carne, no buona come cervo. Prima Madre
manda corna alce Kron. Noi visto leopardo.
Il leopardo? E dove?, chiese Kron incredulo.
Dove alce anche leopardo.
Non  possibile, dichiar Kron in tono reciso. Il leopardo
non sale mai cos in alto, neppure durante la stagione calda.
Io visto leopardo, io con occhio mio visto leopardo che man-
giato piccoli di lupa! , insist Nero. Prima Madre dice se Nean
viene e uccide leopardo.
Questo dovrai chiederlo a lui quando torna dalla caccia,
sbuff Kron.  Ma una cosa  certa: non potete aver visto un leo-
pardo.
Nero non volle insistere e s'accovacci accanto al fuoco a parla-
re con Sole e le raccont della lupa che nonostante le ferite riusci-
va ad allattare i due cuccioli sopravvissuti. Lupa non mangia
carne, allora Noki d lupa cervello di donne e anche Prima Madre
d suo cervello... .
Eh?! Come? Ma che stai dicendo, Nero! , sobbalz Sole.
Sciocca! Gli d la porzione di cervello che spetterebbe alle
donne! , rise Giovane di Kron, accarezzandosi il pancione.
 S, si, cervello e anche sangue di donna , volle insistere Nero
che non aveva capito lo sguardo inorridito di Sole e le risa delle
altre donne che ascoltavano.
Questa del sangue di donna non la capisco neppure io,
dichiar Giovane di Kron. Nero, quando imparerai a parlare la
nostra lingua?.
Io parla lingua Balzi Rossi! , protest Nero. Io dice verit.
Noki taglia gola a donna di cervo e viene fuori sangue. Lupa lecca
sangue! .
Se non capisci che differenza c' tra una femmina e una donna
prova a vivere con una cerva, sciocco! , lo rimbecc Giovane di
Kron e Nero la guard interdetto, ma Sole rise e gli accarezz il
volto.
Io non dice bene?, le sorrise il giovane.
Tu dici molto bene, lo rassicur Sole, raggiante.
Io dice lingua Balzi Rossi anche Luce, volle pavoneggiarsi
allora Nero. Io torna stanco caccia, io sete, fame, sonno, ma
Luce vuole che io dice lingua Balzi Rossi e io dice perch io amico
Nean..., e rise con malizia.
Non devi dirlo a Nean, cos Luce potr fargli una sorpresa
ammon Far, sorridendo.
Tu credi che Nean salir a cacciare il leopardo?, le chiese
Nero nella loro lingua.
Dovrai chiederlo a lui, rispose Far come aveva gi fatto
poco prima Kron.
Io dice a lui di salire, intervenne Tal. Io vuole disegnare
leopardo per zanna di mammut... .
In questa confusione di lingue, sospir Vecchia di Kron,
finir che faremo un guazzabuglio e noi chiameremo il mare la
grande acqua salata e pietre da carne il sale e ci dimenticheremo
noi delle nostre parole e i Crom delle loro... .
Madre, ognuno sceglier le parole migliori dell'altra lingua,
sorrise Tal e Kron sbuff irritato e disse che tutte quelle chiac-
chiere gli facevano venire l'appetito. C'era qualcosa da mangiare?
Torn per primo l'Orbo, stanco ma soddisfatto perch la sua
fionda micidiale aveva fatto strage di pernici. Poco dopo venne il
Grosso con due lepri bianche e, pi tardi, rientrarono Nean e
Muuh con un cerbiatto. Nean guard la testa recisa portata da
Nero e disse che era un maschio di alce, Muuh annu con vigore
ed erano entrambi interessati. Nero spieg le circostanze e, dopo,
venne fuori la storia del leopardo.
Non pu essere stato un leopardo, dichiar seccamente
Nean.
Aaaah! Nnn-no! , conferm Muuh.
Com'era il mantello?, chiese Nean.
Io dice come leopardo, io vede come leopardo, si strinse
nelle spalle Nero.
Com'erano le orecchie?, si spazient Nean.
Lunghe orecchie con punta e peli, tanto pelo bianco dentro,
descrisse Nero.
E' una lince! , esclam Nean, eccitato. Probabilmente segui-
va le alci. Se i lupi l'hanno disturbata pu avere aggredito i piccoli
di quella lupa strana che segue i Crom.
Lll-lince pepelil-li-cia bb-uona! cacarne bb-buona! , sbuff
Muuh, anche lui interessatissimo.
E' una buona preda, ammise Kron, ma occorrono molti
uomini per cacciarla a meno che non usiate il sistema della trap-
pola con esca.
La lince  pi furba del leopardo, borbott Nean, riflessivo.
E io sono pi affamato della lince! , sbuff Kron. Dammi
un coltello, Vecchia di Kron, voglio tagliar la lingua all'alce e
metterla a rosolar sul fuoco. Le cervella le daremo alle donne
incinte .
Nean viene cacciare lince?, chiese Nero.
D alla Prima Madre che saliremo domani, si decise Nean.
Io, Muuh e l'Orbo.
Eeeh?! Che cosa?! , sobbalz l'Orbo. Nean, io non so cac-
ciare il leopardo! .
E una lince.
Non so cacciare neppure la lince! .
Io dico di si perch sei il pi bravo con la fionda, replic
tranquillamente Nean che, subito dopo, gett un'occhiataccia a
Muuh che era scoppiato a ridere alla sua maniera sgangherata.
Allora io dice Prima Madre?, insist Nero che non voleva
farsi sorprendere dal buio.
D anche a Karai e agli altri cacciatori che ci aspettino nel
punto in cui hanno visto la lince, raccomand Nean.
Come Nero fu uscito insieme a Sole che lo accompagnava sem-
pre fino al sentiero per la Fabbrica, l'Orbo guard risentito Nean
e dichiar che lui non sarebbe salito a cacciare nessuna lince, per
nessun motivo. Come si poteva pensare di uccidere una lince a
colpi di fionda? E allora perch non cacciare addirittura un orso
con la fionda, oppure un mammut?
Non dovrai uccidere la lince ma soltanto colpirla con la tua
fionda, lo rassicur Nean. A ucciderla penseremo io e Muuh.
Se verrai ti dar la met dei denti della lince, se non verrai dir a
tutta la gente dei Balzi Rossi che sei il cacciatore pi pauroso che
conosca e che non sai abbattere altro che colombi! .
Verrei io con te, se non fosse cos lontano! , sbuff Kron,
soppesando nel palmo la ruvida lingua dell'alce.
Anch'io verrei, se tu non avessi scelto l'Orbo che  cos bravo
con la fionda, dichiar il Grosso.
 Certo che  il pi bravo , conferm Nean.  Chi altri, di tutta
la trib dei Balzi Rossi, sarebbe capace di scagliare una pietra in
aria e poi di colpirla al volo con un'altra? .
Tu dici che non dovr uccidere io la lince?, borbott l'Or-
bo. Che devo colpirla soltanto con la fionda?.
Tu devi soltanto colpirla, senza avvicinarti a lei.
E mi darai la met dei suoi denti?.
La met dei denti e la coda. Con la pelliccia della coda Tal
far una cavigliera a Tuna.
E una collana per te con la met dei denti, aggiunse Tal.
Allora domani verr con voi, sospir l'Orbo.

Partiti al buio, Nean, Muuh e l'Orbo raggiunsero il luogo del-
l'appuntamento all'alba trovando gi sul posto Karai e i cacciatori
Crom. I saluti furono corretti ma tra Nean e Karai, che si stimava-
no a vicenda, vi fu anche l'imposizione delle mani sulle spalle.
Il cielo era sgombro di nuvole ma il freddo pungeva e i caccia-
tori Crom osservarono con invidia le morbide pellicce di volpe di
Nean e dei compagni, i loro caldi bracciali e le gambiere della
stessa pelliccia. Sia perch eran rimasti fermi ad aspettare, sia per-
che le loro tuniche di lupo lasciavano scoperte braccia e gambe, i
Crom erano gi intirizziti e impazienti di muoversi. Brevemente,
servendosi di Nero come interprete, Nean spieg che la lince era
pi piccola del leopardo ma non meno feroce. Per quanto temesse
gli uomini, non esitava ad aggredirli se attaccata ed era molto pi
furba del leopardo, tanto che raramente cadeva nelle trappole. La
sua pelliccia era migliore, perch pi calda e morbida di quella del
leopardo e, a differenza del leopardo, la sua carne era ottima. La
tana, accuratamente nascosta nel folto dei rovi o dove la foresta
era pi fitta, era praticamente introvabile e per stanare la fiera
occorrevano molti uomini.
L'esposizione di Nean fu interrotta da Muuh che nel frattempo
aveva esaminato attentamente il terreno. Muuh mostr a Nean le
impronte che la lince aveva lasciato sul terreno molle e bagnato e
le indic anche a Karai. Le zampe avevano lasciato le classiche
impronte a coroncina.
E' tt-totornata! , sbuff Muuh. Sss-ca-cappata e tt-totoorna-
ta! .
Karai che non aveva mai visto le impronte di un felino, le aveva
confuse con quelle della lupa e Muuh gli mostr la differenza.
Nean spieg che la lince, dopo essere fuggita, era tornata proprio
in quel punto dopo che i cacciatori se n'erano andati.
Forse sperava di trovare la lupa e di finirla, annu Karai.
Certamente ha preso i due cuccioli che aveva gi sbranato e che
noi avevamo lasciato sul terreno.
Muuh nel frattempo continuava ad esplorare il terreno, si chi-
nava persino ad annusare, si allontanava e tornava sui suoi passi e
i Crom ne seguivano incuriositi l'andirivieni e il fare che aveva
qualcosa di animalesco. Infine Muuh emise il suo responso:
Mmmm-masschio! Grrrrr-annnde! . Nean annu, allisciandosi
la folta barba bionda che, come tutti gli uomini dei Balzi Rossi, si
lasciava crescere durante la stagione fredda. Quindi Muuh indic
un punto dove la foresta era pi fitta: Lll-iince! ! . Nean annu
ancora ma non si mosse e guardava in alto, sembrava che volesse
scrutare ogni albero che gli stava intorno. Finalmente ferm lo
sguardo su un grosso tronco estesamente ramificato, gli si acco-
st, lo esamin attentamente dal basso e parve soddisfatto mentre
lo indicava a Muuh.
B-bb-buono! , approv Muuh con un sogghigno.
Nean, attraverso Nero, spieg a Karai come avrebbe procedu-
to: una parte dei cacciatori Crom si sarebbero disposti a semicer-
chio dietro l'albero prescelto, a distanza ma ben visibili. Tutti gli
altri avrebbero dovuto compiere un lungo giro intorno al nucleo
pi fitto del bosco e, anch'essi disposti a semicerchio, gridando e
rumoreggiando il pi possibile avrebbero poi cominciato ad avan-
zare nella direzione dell'albero. Se la lince era l dove aveva indi-
cato Muuh - e Nean era convinto che ci fosse - sarebbe fuggita
nella direzione che volevano. In quanto a lui, l'Orbo e Muuh,
sarebbero stati i soli a nascondersi in prossimit dell'albero.
Nero tradusse abbastanza fedelmente e i Crom capirono la let-
tera del discorso ma, fece chiedere Karai, perch proprio in dire-
zione di quell'albero?
Perch sar per la lince l'unica via di scampo, spieg Nean.
Quando si vedr circondata balzer su quell'albero e noi la ucci-
deremo. Karai non capiva ancora.  Non potrebbe salire su un
altro albero, se  capace di farlo?.
Non deve salire su un altro albero, spieg Nean. Gli altri
alberi sono vicini uno all'altro e lei potrebbe balzare facilmente da
un albero all'altro e poi balzare a terra lontano da me e dai miei
compagni e non la prenderemmo pi. Dall'albero che ho scelto
non pu balzare ad un altro ma soltanto a terra.
Karai consider la distanza fra gli alberi e annu. Ora non gli
restava che seguire le indicazioni di Nean ma rimaneva in lui una
certa perplessit. Gli uomini dei Balzi Rossi infatti non sembrava-
no attrezzati per una caccia pericolosa. Il solo Muuh era armato di
lancia, Nean invece aveva una corta mazza e l'Orbo non ostentava
armi di sorta. Comunque dispose alcuni dei suoi dietro l'albero
indicato, a distanza ma ben visibili come aveva chiesto Nean e
quindi si mise egli stesso alla testa degli altri, pi numerosi, e
s'avvi in direzione della foresta.
Lo scoveranno, il leopardo? , chiese l'Orbo che cominciava a
preoccuparsi.
Non  un leopardo,  una lince, gli replic Nean.
Che differenza fa se tu stesso hai detto poco fa che la lince 
feroce quanto il leopardo?.
Orbo, tu dovrai soltanto colpirla con la fionda, nient'altro. Al
resto penseremo io e Muuh.
Da quale distanza?, s'inform l'Orbo.
Dalla distanza che vuoi, ma devi colpirla proprio sul muso
mentre se ne sta sull'albero.
L'Orbo misur le distanze e si sent rassicurato. Dal punto in
cui era, ragionevolmente distante dall'albero, e quindi dalla lince,
si sentiva di colpire la testa di un piccione in volo. Tu e Muuh
non correrete pericolo?, s'inform generosamente.
 Se colpirai giusto come al solito non correremo alcun perico-
lo, gli rispose Nean e, in quel momento, esplosero le grida dei
cacciatori Crom dal fitto della foresta. A un cenno di Nean loro
tre stappiattirono sul terreno e attesero, Muuh con l'orecchio a
terra per ascoltare meglio.
Non dovettero attendere molto. All'improvviso Muuh esclam,
eccitato Co-co-corrono! !  e contemporaneamente le grida dei
cacciatori mutarono e, da cadenzate che erano, si fecero pi alte,
scomposte ed esultanti, tipiche dell'inseguimento. Nean lev
appena la testa e vide la lince spuntare dal folto e allungarsi nella
corsa attraverso gli alberi. Era bella ed elegante e in quel momen-
to Nean ricord che Tal avrebbe voluto incidere la figura del
leopardo e si ripromise di portagli la lince. Attenti, ora! Se viene
da questa parte ci alziamo in piedi e gridiamo! , ammon Nean.
La lince, pur correndo a lunghe falcate eleganti, si guardava intor-
no. Alle sue spalle sbucarono i cacciatori urlanti e, contempora-
neamente, si misero a gridare quelli che stavano dietro l'albero.
Fulmineamente la fiera mut direzione, gettandosi dalla parte di
Nean, che intravvedeva libera.
In piedi!!, url Nean e, insieme ai compagni, sorse ritto e
minaccioso, provocando uno scarto della lince che ora non aveva
altra via di scampo che l'albero. In quattro balzi lo raggiunse, si
rattrappi e la videro innalzarsi senza sforzo apparente e raggiun-
gere il ramo pi robusto.
Nero! Circondiamo l'albero ma tenetevi a distanza! , grid
Nean, afferrando la sua corta mazza. Orbo, resta qui e tieniti
pronto, ti dir quando devi scagliare la tua pietra! Colpisci giu-
sto! .
Non preoccuparti, rispose l'Orbo, rassicurato dalla distanza
che lo separava dalla lince.
Karai aveva urlato gli ordini. I cacciatori sopraggiunti e quelli
che stavano alle spalle dell'albero formarono un cerchio unico,
pronti con le zagaglie e con le lance. Muuh e Nean si avvicinarono
all'albero e la lince spalanc le fanci e, dall'alto del ramo, soffi
minacciosa contro di loro. Nean consider la sua posizione e
quella di Muuh, pronto con la lancia in resta, e grid all'Orbo:
Quando sei certo di non fallire tira!
Quale parte della testa vuoi?, gii grid di rimando l'Orbo.
Il naso, sciocco! , url Nean. L'Orbo mulin la fionda, si ud
fischiare la pietra scheggiata, il tonfo sordo dell'impatto e la lince
caprioleggi nell'aria, riusc a cadere sulle quattro zampe ma
schizzava sangue dal naso. Il colpo di mazza di Nean la colse sul
capo, uccidendola all'istante, e tuttavia Nean e Muuh, prima di
avvicinarsi, attesero e Muuh addirittura la pungol con la punta
della lancia. Soltanto quando ebbero la certezza che fosse morta
fecero cenno ai Crom e all'Orbo di avvicinarsi e fu gran festa,
l'Orbo complimentato per il tiro potente e di rara precisione,
Muuh per l'acutezza dell'indagine, Nean per la prontezza.
Karai ti invita all'accampamento con i tuoi amici , disse Nero
a Nean, perch possiate mostrare la lince a tutti.
Non verremo all'accampamento, rispose Nean. Porter la
lince a Tal perch possa vederla e disegnarla con l'ocra. Poi, tran-
ne la testa e la coda, la mander alla Prima Madre in segno di
rispetto .
Le insistenze dei Crom e di Nero furono inutili e anche quelle
di Muuh e dell'Orbo che avrebbero voluto pavoneggiarsi di fron-
te alle donne Crom. Soltanto quando furono all'altezza dell'ac-
campamento Nean disse a Nero: Saluta per me la Prima Madre.
Domani scendi a prendere la pelle e la carne della lince.

Vorrei proprio sapere perch sei cos cocciuto! , brontolava
stizzito l'Orbo mentre scendevano. Prima aveva avuto una gran
paura, ora non vedeva l'ora di vantarsi della sua impresa e avreb-
be potuto farlo anche all'accampamento Crom, con quelle donne
belle e disponibili. Io dico che hai offeso Karai e la sua gente
non accettando il loro invito.
Inspiegabilmente corrucciato Nean non rispondeva e anzi
andava accelerando il passo, quindi l'Orbo smise di brontolare.
Aveva voluto gettarsi lui sulle spalle il peso della lince e gi pregu-
stava l'attraversamento della spiaggia sino alla Caverna Grande
con un codazzo di gente che ammirando la splendida preda gli
avrebbe chiesto come l'avessero abbattuta. Immaginava se stesso
nell'atto di raccontare la fiondata micidiale che aveva fatto cadere
a terra la lince moribonda di modo che la mazzata di Nean era
stata facile e priva di pericoli. Gi si vedeva al collo la preziosa
collana e gustava la gioia di Tuna per la cavigliera ricavata dalla
coda. La sua delusione fu perci grande quando, al termine del
sentiero, s'imbatterono in una moltitudine di gente che accorreva
da ogni parte ma non badava minimamente a loro.
Stupito, Nean ferm una giovane donna e le chiese dove andas-
se con tanta fretta tutta quella gente.  Maga ha le doglie e sta per
partorire prima del tempo , gli rispose quella emozionata e corse
via, lasciando Nean con l'animo in tumulto.
Il travaglio di Maga dur per tutto il resto della giornata e
continu per tutta la notte e anche per tutta la mattina seguente.
Tranne i bambini ed i vecchi, nessuno della trib dorm e se ne
stavano accalcati intorno alla tenda che sorgeva accanto al Riparo
perch davvero si trattava di un evento eccezionale. Non era il
parto in s, e neppure l'anticipo con cui stava per compiersi, l'ec-
cezionalit consisteva nel fatto che Maga aveva chiesto aiuto e
assistenza! Al primo insorgere delle doglie aveva infatti mandato a
chiamare Vecchia di Kron e Rossa e a loro due soltanto era stato
concesso di entrare nella tenda e di assisterla. Forse nell'imminen-
za del parto Maga era diventata simile alle altre donne, fragile e
bisognosa d'aiuto come una donna qualsiasi?
Uscendo dalla tenda a chiedere acqua e legna per ravvivare il
fuoco, sia Vecchia di Kron che Rossa si rifiutavano di rispondere
alle domande ed apparivano stanche e stravolte. La gente allora si
interrogava, formulava ipotesi, discuteva, si accalorava sino a che
Rossa non usciva dalla tenda e bruscamente zittiva tutti. Il suo
cipiglio li faceva ammutolire ma soltanto per poco che, per la
gente dei Balzi Rossi, era impossibile resistere al bisogno di parla-
re, discutere, immaginare ad alta voce.
In disparte se ne stava Nean, che non aveva mangiato n dormi-
to. Poco dopo l'alba era sceso Nero e, informato di quanto stava
accadendo, avrebbe voluto risalire immediatamente per informare
la Prima Madre che, a quel parto, dava tanta importanza quanto
Nean.  E' meglio che tu aspetti , aveva consigliato Nean.  Quan-
do sar nato saprai dire alla Prima Madre se  maschio o femmina
e, se maschio, pu darsi che ci saranno decisioni. Ora va' con Sole
alla Caverna Grande e tenete compagnia a Tal che sta disegnando
la lince.
A sole alto venne a sedere accanto a Nean il Cattivo e i due
amici restarono in silenzio per qualche tempo. Infine il Cattivo
disse:  Maga ti aveva ordinato di non far nulla contro gli Alti sino
a che lei non avesse partorito. Adesso sta per partorire. Hai preso
qualche decisione?.
Il patto con gli Alti  che se ne andranno al termine della
stagione fredda, rispose Nean. Quel termine non  ancora
giunto .
Il Cattivo annu, rest in silenzio per un p come se stesse
valutando la risposta, quindi riprese, a bassa voce: Sono quasi
certo di avere ingravidata una donna Crom, la sera della festa... .
S'interruppe, in attesa di un segno di interessamento da parte di
Nean, segno che non venne. Allora prosegu, sommessamente:
 Sarebbe il mio primo figlio... se fosse un maschio non mi dispia-
cerebbe... . Neppure stavolta ebbe risposta e, spiando l'espres-
sione di Nean, la trovava impenetrabile. Avrebbe voluto fargli
una domanda diretta ma rinunci e invece, dopo una lunga pausa,
prov a chiedere: Tu pensi che potrebbe esserci selvaggina per
tutti se... Se i Crom restassero?.
Questa volta Nean stava per rispondere ma non ebbe il tempo
di farlo che sulla soglia della tenda apparve Rossa e annunci:
Maga ha avuto un figlio maschio, sano e ben formato. Il suo
parto  stato facile. Lei vuole che torniate tutti alle caverne.
Nean e il Cattivo balzarono in piedi, emozionati, mentre Rossa
veniva subissata di domande e c'era chi voleva sapere se ci sareb-
be stata festa grande sulla spiaggia e chi chiedeva se avrebbero
potuto portar doni al figlio di Maga. Dalla tenda usc anche Vec-
chia di Kron con una mano levata a chiedere silenzio. Quando
l'ebbe ottenuto disse: Maga vuole che torniate immediatamente
alle caverne. Non si portano doni a Maga n al figlio di Maga.
Non ci sar festa grande sulla spiaggia. Ora andate.
Vi fu un mormorio di delusione e di sconcerto ma l'invito di
Rossa e di Vecchia di Kron fu ritenuto un ordine di Maga e tutti
cominciarono a sfollare discutendo tra di loro dell'avvenimento,
rammaricandosi di non poter portare doni e della mancata festa,
le donne soprattutto di non aver potuto vedere Maga e il figlio.
Vecchia di Kron scorse Nean e il Cattivo e fece loro cenno di
avvicinarsi.  Se promettete di non parlare a nessuno di ci che
avrete visto vi far entrare nella tenda, disse e i due giovani
notarono impressionati quanto lei e Rossa apparissero stanche e
con l'espressione stravolta. Prometto di non parlare con nessu-
no, rispose il Cattivo e appariva impaurito. Prometto, disse
Nean, in ansia.
Le due donne allora li fecero entrare e subito richiusero l'aper-
tura della tenda. La prima cosa che videro fu il bambino. Giaceva
su un letto di morbide pelli ed era stato gi lavato. Era grande e
ben formato come avevano detto, di pelle scura. La testa era pic-
cola e gli occhi, aperti, erano quelli di Maga. I due giovani si
videro fissati e penetrati imperiosamente ed ebbero la tentazione
di arretrare, ma subito gli occhi del neonato si chiusero e divenne
un bambino come gli altri. Il sospiro del Cattivo si ud chiaramen-
te nel silenzio della tenda. Ma quando i due giovani volsero lo
sguardo alla puerpera restarono entrambi annichiliti.
La donna stesa sul giaciglio non era Maga! Nean non riusciva a
credere ai propri occhi guardando quella vecchia disfatta, il volto
rugoso, il corpo tutta una grinza, dalle mammelle flaccide!
Non la riconosci, vero?, sussurr al figlio Vecchia di Kron.
Eppure  lei. L'abbiamo vista trasformarsi sotto i nostri occhi,
immediatamente dopo il parto. E' diventata vecchia di colpo... .
Ha trasmesso i suoi poteri al figlio, mormor Rossa, ora 
soltanto una vecchia che non fa pi paura ma io e Vecchia di
Kron l'accudiremo egualmente... .
Incredulo e sbigottito Nean osservava quel volto e quel corpo e
mentalmente li paragonava a quelli della Maga che aveva cono-
sciuta, la sciamana superba e onnipotente dalle fattezze splendide
che s'era trasformata in leopardo, quella notte...
Ora andate e non fate parola di ci che avete visto, disse
Vecchia di Kron. Ancora storditi i due giovani furono sospinti
fuori e il sole li abbacin.
Che dobbiamo fare, adesso?, balbettava il Cattivo. Che
dobbiamo fare, Nean?.
 Non lo so , rispose Nean,  non so cosa dobbiamo fare, forse
non dobbiamo fare niente... .
Io attendevo che Maga partorisse per prendere una decisio-
ne, disse smarrito il Cattivo passandosi una mano sui capelli
color di fiamma, e adesso lei ha partorito ma io non so egual-
mente che densione prendere... .
Che decisione avresti preso se Maga fosse restata quella di
prima, con i suoi poteri?, chiese Nean e si rese conto che la
domanda era rivolta pi a se stesso che al Cattivo.
Avrei fatto il volere di Maga, rispose il Cattivo, incerto.
Anch'io, mormor Nean. Adesso per Maga non ha pi
nessun potere, non le importa pi di noi o degli Alti... .
Ma i suoi poteri li ha trasmessi al figlio, obiett il Cattivo.
Questo  vero, riflett Nean,  e suo figlio... suo figlio ... .
Nean s'interruppe di colpo e, afferrato per le braccia il Cattivo, lo
scroll con tanta forza da fargli ondeggiare i capelli. Il figlio di
Maga  un Crom! , url mentre il Cattivo, credendolo impazzito,
tentava invano di liberarsi dalla stretta. Non lo capisci? Almeno
per met  un Crom! Un Alto! Come potrebbe andare contro
quelli della sua stessa razza?.
Lasciami andare, Nean! Sei fuor di senno! , grid il Cattivo e
finalmente Nean lo lasci andare ma aveva gli occhi accesi e grid
all'amico: Eppure la stessa Maga me lo aveva detto! E io, scioc-
co che sono, non avevo capito nulla delle sue parole! Ascoltami
bene, Cattivo! Mi avevi chiesto prima se ci sarebbe stata selvaggi-
na a sufficienza per noi e per i Crom? Ebbene, ti rispondo di si!
s! s! Ce n' abbastanza! Ce n' abbastanzaaaaa! ! ! .
Nean! Nean, dove vai?, grid il Cattivo a Nean che correva
via veloce come il fulmine. La risposta gli giunse che Nean era gi
lontano:  Ce n' abbastanzaaaaa! ! ! .

Il sole splendeva sulla spiaggia, facendo scintillare il mare
immobile. Immerso sino alle cosce nell'acqua ancora fredda Nean
bilanciava la nuovissima fiocina costruitagli da Tal, guatando il
grosso pesce che scodava lento fuori della tana. Luce e Sole tene-
vano ognuno un capo della rete ed erano eccitate, attente al muo-
versi del pesce. Pi in l, seduta su uno scoglio piatto, le gambe
penzoloni sull'acqua, le mani sul pancione, Far osservava diverti-
ta Tal che si immergeva sino al collo, rastrellando il fondo sabbio-
so con le mani alla ricerca di bivalvi. Ancora pi in l Nero si
muoveva attento fra rena e ciottoli levigati, chinandosi a tratti a
raccogliere conchiglie.
D'improvviso Nean vibr la fiocina e il suo colpo and a segno.
Preso! , grid e gli fecero eco gli strilli gioiosi di Sole e di Luce.
Nonostante il sole splendido l'aria era frizzante ma sugli scogli,
tranne Far che indossava una larga e morbida tunica di cerbiatto,
erano nudi e il sole di molte giornate ne abbronzava i corpi.
Oh Nean! E' grande molto molto molto! , grid Luce entu-
siasta quando lui depose sulla rena il grosso pesce.
E' il pi grosso di questa stagione! , le fece eco Sole.
Smettete di gridare, le ammon Nean, e badate a tener la
rete ben tesa o gli altri scapperanno. Questo  soltanto il primo.
Tu prende tanti tanti tanti pesce! , assicur Luce e le sfavilla-
vano gli occhi.
E tu imparare stare zitta mentre Nean pescare e imparare
bene bene bene lingua Nean altrimenti Nean te rimandare accam-
pamento e te dormire con Mangiarane dentro stagno, le fece il
verso Nean.
Allora io te fare dormire in foresta buia con donna femmina
leopardo! , gli rimand Luce ridendo.
Silenzio! , intim Nean, levando la fiocina a mirare un altro
pesce.
Alla Caverna Grande la Prima Madre osservava i preparativi
per la grande festa che si sarebbe data per la nascita di Piccolo di
Kron. Sul giaciglio Giovane di Kron, lavata e con indosso la pelle
di leopardo e due collane di conchiglie, osservava sorridendo
Vecchia di Kron che preparava il neonato aiutata da Ura, Mana e
Tuna. Accosciato poco distante Kron si lasciava radere da Ita che
gi gli aveva intrecciato e legato i capelli sulla nuca e sulle tempie.
Ita gli aveva passato sul viso del grasso d'orso per ammorbidir la
barba e ora, con delicatezza, passava la lama di selce sulle guance
ispide.
 Sta' attenta o mi taglierai la gola, borbottava Kron.
Te la taglier di sicuro se continui a muoverti, replicava Ita.
Giovane di Kron aveva partorito all'alba un figlio maschio ed
era stato un parto facile, il bimbo era nato con la testa piccola, la
pelle scura e gli occhi verdi come quelli della madre. Giovane di
Kron era spossata ma felice. Pi tardi avrebbe ricevuto i doni e ci
sarebbe stata festa grande sulla spiaggia. Cacciatori dei Balzi Rossi
e cacciatori Crom erano usciti insieme e ci sarebbe stata molta
selvaggina per celebrar la festa, molta carne e molti pesci dal
momento che Nean aveva promesso di superarsi.
La Prima Madre osservava compiaciuta e si congratulava con se
stessa per la felice riuscita dei suoi piani. La gente dei Balzi Rossi
e quella Crom si avviavano alla fusione come lei aveva sperato.
Guard Gata che se ne stava stesa su un giaciglio, anche lei pros-
sima al parto, e pens che aveva operato bene, che adesso non ci
sarebbe pi stata inimicizia e tanto meno lotta fra le due genti.
Non era stato facile ma lei era riuscita...
Fuori della caverna Obi giocava con altri bambini che, vinto il
timore della lupa, scherzavano con i cuccioli. La lupa se ne stava
accovacciata al sole e guatava i lupacchiotti che addentavano i
polpacci dei bambini. Della lotta con la lince le erano rimaste
cicatrici evidenti, ma si era ripresa in breve tempo e ora non con-
siderava pi nemico l'uomo anche se non era disposta a dare con-
fidenza a tutti. Obi poteva maltrattarla, Noki e Karai arruffarle il
pelo, Luce giocare con lei e con i cuccioli ma tutti gli altri erano
appena tollerati. La lupa aveva imparato a rispettare l'uomo, non
lo temeva ma ne diffidava ancora. Dal canto loro i bambini dei
Balzi Rossi le ricambiavano la diffidenza ma giocavano con i cuc-
cioli e si abituavano a loro, ai loro assalti scherzosi e ai morsi
inoffensivi. Da molte giornate i Crom scendevano alle caverne
all'alba e tornavano a sera all'accampamento sullo stagno, ma
alcuni di loro si eran gi fermati alle caverne. Nero con Sole, che
era diventata donna, Luce con Nean, Noa con il figlio di Mar
della Caverna Alta e infine Tiki con il Cattivo.
La storia di Tiki con il Cattivo aveva fatto ridere tutta la trib.
Seguendo dopo pochi giorni l'esempio di Nean che era salito a
prendersi Luce, il Cattivo si era presentato alla Prima Madre, su
all'accampamento, e, servendosi di Nero come interprete, le ave-
va esposto il proprio desiderio di veder le donne per riconoscere
quella che lui si diceva certo di avere ingravidato e che avrebbe
voluto condurre con s alla Caverna Profonda. Trattenendo un
sorriso la Prima Madre aveva fatto chiamare dapprima Noa ma i
due, con disappunto reciproco, non s'erano riconosciuti. Allora
era uscita fuori dalle tende Rika e il Cattivo l'aveva riconosciuta
immediatamente ma la Prima Madre aveva obiettato che Rika non
era incinta. Mentre, spiando dall'apertura delle tende, le donne
trattenevano i risolini, il Cattivo aveva insistito nel riconoscere
Rika ma la Prima Madre aveva rimandato la ragazza. Seccato e
offeso il Cattivo stava per andarsene quando era uscita Tiki, la
gemella di Rika, e il Cattivo aveva strabuzzato gli occhi perch
vedeva sempre la stessa donna ma quest'ultima aveva il ventre
dolcemente curvo a denunciar la gravidanza. Infine, tra le risa
delle donne, era nuovamente uscita Rika e il Cattivo guardava
dall'una all'altra e non poteva credere ai propri occhi.
Per la verit Tiki, come aveva confessato alla Prima Madre
quando s'era accorda d'essere incinta, non ricordava chi l'avesse
ingravidata perch, nel buio del capanno, aveva dato e ricevuto
piacere da pi di un giovane dei Balzi Rossi. Tuttavia aveva finto
di riconoscere il Cattivo e lui se l'era portata con s alla Caverna
Profonda...
Der, che insieme a Nean, il Cattivo e Kir, era stato alfiere della
lotta contro i Crom, era rimasto coerente con le proprie idee, Lo
aveva fatto senza ostentazione, senza rimproverar nulla a Nean e
al Cattivo, con semplicit. Un giorno aveva chiesto a Mia figlia
dello Scontento di andare a vivere con lui al Riparo e Mia aveva
accettato con gioia. Ora vivevano insieme e Mia, dolce di caratte-
re all'opposto del padre, era felice di attendere un figlio da un
maschio della sua razza.
Muuh restava refrattario a qualsiasi legame e aveva mandato a
vuoto i maliziosi tentativi della Prima Madre di affibbiargli Ela
che tutti avrebbe scelto meno l'animalesco Muuh, semplice e pri-
vo di ambizioni, pronto a coprir la femmina e, immediatamente
dopo, a dimenticarla a favore della caccia.
Ela perci si sentiva libera di scegliere e andava letteralmente a
caccia dell'uomo che le potesse procurare carne fresca e tenera,
belle pelli, collane, un posto spazioso in caverna. Invidiava Tiki e
Noa che avevano gi ottenuto ci che lei desiderava pur non
essendole pari per bellezza ma soprattutto invidiava e detestava
Luce che in breve tempo era diventata la beniamina di tutti ed era
l'unica donna a possedere una collana di denti di leopardo. Odia-
va e temeva la Prima Madre e sperava che, con la fusione fra
Crom e gente dei Balzi Rossi, avrebbe perso la propria autorit
dato che gli uomini delle caverne non tolleravano alcuna imposi-
zione.
Dal canto suo la Prima Madre teneva d'occhio Ela sapendola
avida, infida e intrigante ma badava soprattutto a creare coppie
fisse tra le ragazze Crom e i cacciatori dei Balzi Rossi. Aveva ben
chiara la situazione dei due gruppi. Numerosissime le giovani dei
Balzi Rossi, pochi i cacciatori Crom. Pochi i giovani dei Balzi
Rossi e poche le ragazze Crom. I cacciatori perci avrebbero
potuto scegliere, le ragazze avrebbero avuto un compito pi diffi-
cile. L'importante era che si formassero coppie miste, nessun pat-
to di alleanza avrebbe potuto essere pi saldo dell'unione che
creasse figli di due razze...
Kron, rasato e unto di grasso, usc dalla caverna, arroff i capel-
li dei ragazzi che giocavano con i lupacchiotti e consider la posi-
zione del sole. Tutti quei preparativi gli avevano messo appetito e
consider la possibilit di scendere agli scogli per mangiare qual-
che frutto di mare ma, all'idea di camminare, sia pure per breve
tratto, decise di conservarsi l'appetito per pi tardi. Era di ottimo
umore, fiero del figlio maschio, e non gli importava nulla che
fosse in realt figlio di Akis, tanto  vero che aveva voluto chia-
marlo Piccolo di Kron. Pens che gli avrebbe insegnato tutto ci
che aveva insegnato a Nean e non per nulla Nean era diventato
uno dei migliori cacciatori della trib ed aveva ucciso l'orso, il
mammut, il leopardo e la lince. Ebbene, Piccolo di Kron sarebbe
diventato bravo quanto Nean. Kron era soddisfatto della piega
che avevano preso le cose con gli Alti, soddisfatto della ritrovata
tranquillit e aveva in animo di proporre quella sera stessa alla
Prima Madre il trasferimento definitivo dei Crom ai capanni sulla
spiaggia che erano pi che sufficienti per tutti loro. Soprattutto
era soddisfatto di Nean e di Luce, di Nero e di Sole che vivevano
felicemente insieme e a tempo debito avrebbero avuto figli. Ora la
Caverna Grande era affollata ma l'unico bambino era Ron, figlio
dell'Orbo e di Tuna; ben presto per ce ne sarebbero stati altri a
tenere compagnia a Piccolo di Kron. Gli piacevano i bambini,
soprattutto i maschi, che sarebbero diventati cacciatori.
Dalla caverna usc Vecchia di Kron, sorrise ai bambini che gio-
cavano e guard la posizione del sole.  Speriamo che i cacciatori
tornino presto, devo ancora andare alla tenda di Maga e vorrei
portarle del fegato e delle cervella... .
Anch'io vorrei mangiare fegato e cervella, sbuff Kron,
perci non parlarmene o mi aumenter la fame.
Perch non scendi agli scogli a mangiar frutti di mare?.
Non ho voglia di camminare sotto il sole... .
Troppa strada, vero?, lo prese in giro lei. Vuoi un pezzo di
carne salata?.
Perch dovrei mangiare carne salata? Persino la lupa storce il
muso quando gliene do un pezzo! Perch dovrei mangiarla io?.
Allora tieniti la fame, tra poco arriveranno i cacciatori e dopo
verranno tutti a portare doni per Piccolo di Kron e ci sar grande
festa sulla spiaggia con tutto il cibo che desideri. Carne di cervo e
di cinghiale, di marmotta e di coniglio rosso, piccioni teneri e
pernici, pesci e frutti di mare... .
Oh, insomma, basta! Ti ho detto che non voglio sentir parlare
di cibo! , sbott Kron e lei sorrise, gli aggiust i legacci di ramar-
ro che legavano le treccioline bionde e sistem dritta la collana di
denti di leopardo. Sei sempre il cacciatore pi importante di
tutta la trib , lo lusing sorridendo,  neppure Nean pu vanta-
re tante prede come te. Vuoi dell'acqua fresca?.
Portami dell'acqua, sbuff Kron, se non posso mangiare
mi contenter di bere! .

I sacchi di Nero e di Tal erano gi colmi di frutti di mare e di
conchiglie quando Nean fiocin l'ultimo pesce. Ora nell'anfratto
tra gli scogli era ammucchiata una quantit di pesci di ogni taglia
e di ogni colore e, per essere appena all'inizio della stagione calda,
era un ottimo bottino. Se anche agli altri scogli avevano fatto
altrettanto ci sarebbe stato pesce per tutta la trib dei Balzi Rossi
e anche per i Crom. Nean cominci a sventrare pesci e pensava
che davvero, in una stagione, erano accadute molte cose. Quando
s'era reso conto che il figlio di Maga sarebbe stato per met Crom
e per met dei Balzi Rossi e che lei non aveva pi potere alcuno
ma s'era invece, come per magia, ridotta ad una vecchia cadente
era corso su tanto velocemente che Nero, per quanto svelto e agile
fosse, l'aveva perso di vista quasi subito. Raggiunto l'accampa-
mento vi aveva fatto irruzione in un modo tale che la Prima
Madre aveva creduto ad un assalto e Luce, che non lo aveva mai
visto con la barba, s'era presa uno spavento da non dirsi...
Nean sorrise, ricordando quei momenti, con lui che non sapeva
spiegarsi e Nero che non arrivava mai...
 Perch te ride? , gli chiese Luce, seduta sullo scoglio di fron-
te a lui. Nean non rispose e continu a sventrare pesci che poi
sciacquava nella frizzante acqua del mare. Stizzita e ben cono-
scendo il suo potere su di lui, Luce allung una gamba snella e
colp col piede la testa bionda di Nean. Luce chiede perch te
ride! .
Per tutta risposta Nean l'afferr per la vita, la sollev e, incu-
rante degli strilli di lei, la fece roteare due volte prima di metterla
gi ma, invece di lasciarla andare, la strinse a s e cominci a
leccarle il volto, il collo e le giovani mammelle dure. Quando la
sent gemere e partecipare si stesero sul letto di alghe che ricopri-
va la sabbia dell'anfratto e Luce, offrendosi, invocava a voce alta
Nean.
Attratti dagli strilli si affacciarono a guardare Sole e Nero che,
dopo essersi scambiati un sorriso, s'affrettarono a raggiungere Tal
e Far che li attendevano, impazienti di risalire alla Caverna
Grande.
Nean ha finito di sventrare i pesci? Dobbiamo andare ad aiu-
tarlo?, chiese Tal.
Non ha bisogno d'aiuto per ci che sta facendo, rise Sole.
In quanto ai pesci, aspetteranno... .

Filtrando attraverso le novole in lento movimento il sole illumi-
nava obliquamente il pascolo dei cervi. La pioggia aveva smesso
di cadere all'alba ma il cielo era nero e gravido per tutto l'orizzon-
te tranne che per un tratto sul pascolo dei cervi e di quel tratto
approfittava il sole per insinuarsi con i suoi raggi a imbrillantar
l'erba bagnata. Il torrente in piena continuava a portar gi blocchi
di ghiaccio che il sole aveva strappato alle montagne ma la stagio-
ne fredda, ancora una volta, stava per finire. Lo dicevano il foglia-
me degli alberi, i voli di uccelli che giungevano da lontano, l'erba
che andava arricchendosi di verde, i fiori che cominciavano a
spuntare, l'aria stessa che portava odor di mare.
Allungati bocconi sulla rupe che sovrastava il pascolo, Nean e
Karai osservavano la distesa d'erba, deserta in apparenza. Tra
loro stava Piccolo di Kron che teneva una mano sul collo di Lupa
Vecchia, accucciata col muso tra le zampe e gli occhi chiusi.
 Sembra che Obi e i suoi lupi abbiano imparato bene , osser-
v Karai. Tu li vedi?.
Non riesco a vederli eppure so che ci sono, rispose Nean.
 Obi ha imparato da Muuh che sa confondersi con l'erba, con
gli alberi e persino con le pietre, sorrise Karai.
Anche i lupi hanno imparato. Non avrei mai creduto una cosa
simile se non la vedessi con i miei occhi.
La Prima Madre dice che  potuto accadere perch Lupa
Vecchia era un p matta quando decise di seguirci attraverso le
montagne. Sicuramente era diversa dagli altri altrimenti sarebbe
restata con il branco. Adesso, grazie a lei, ogni caverna ha il suo
lupo da caccia e chiss quanti altri ne nasceranno... .
Parlavano scioltamente uno strano linguaggio che non era quel-
lo dei Balzi Rossi e neppure quello Crom, ma un misto delle due
lingue.
Dovremo aspettare ancora tanto? , chiese impaziente Piccolo
di Kron, grattando il collo di Lupa Vecchia.
Se vuoi diventare cacciatore devi imparare la pazienza, gli
rispose Karai.  Credi forse che i cervi vengano a cascarti in bocca
gi arrostiti? . Piccolo di Kron sbuff e Lupa Vecchia aperse gli
occhi a sincerarsi che tutto andasse bene.
 Invece di chiacchierare sta' attento a Lupa Vecchia , ammon
Nean.  Se la vedi muovere le orecchie vuol dire che ha sentito o
annusato qualcosa.
Chiedevo soltanto se dobbiamo aspettare ancora molto per-
che la madre ha voluto che mettessi la pelliccia di volpe che mi
tiene caldo e mi fa venire sonno, spieg Piccolo di Kron.
Se hai sonno dormi, concesse Nean ma Karai avvert: Se
dormi non potrai imparare. Nelle due diverse risposte si riflette-
vano le diverse concezioni, dei Crom e della gente dei Balzi Rossi,
sull'educazione dei bambini, rigida quella dei Crom, liberale quel-
la degli uomini delle caverne. Erano state sufficienti alcune stagio-
ni di convivenza per creare un nuovo linguaggio ma per certe
convinzioni, per certi atteggiamenti mentali, era ancora presto; il
nuovo linguaggio rispondeva alle necessit della frequentazione
quotidiana ma radicate abitudini di vita avrebbero richiesto pi di
una generazione per mutare.
Io voglio dormire ma voglio anche imparare, borbott Pic-
colo di Kron, indeciso. Era un bambino alto e snello, ben forma-
to, dalla testa piccola e dai lineamenti piacevoli. Del padre Akis
aveva la corpotatura, della madre gli occhi verdi e il temperamen-
to.
Scegli tu, concluse Nean, disinteressandosi dell'argomento.
I due cacciatori restarono in silenzio, tentando di individuare il
punto in cui Obi s'era appostato con i due lupi per insidiare una
coppia di giovani cervi che, da qualche giorno, frequentava il
pascolo separatamente dal branco. Obi s'era fatto alto e robusto e
i suoi maestri nella caccia erano stati l'Orbo per la fionda, Nean
per la zagaglia, Karai per la lancia, Muuh per le tracce e gli appo-
stamenti. Questa era la sua prima prova da solo e Nean e Karai
s'erano prestati di buon grado a fargli da padrini. Obi aveva impa-
rato moltissimo anche da Lupa Vecchia e per primo aveva capito
quale prezioso apporto potesse dare ai cacciatori con il fiuto.
Dopo che Lupa Vecchia era guarita dalle ferite provocatele dalla
lince non s'era pi, per molto tempo, allontanata dall'accampa-
mento e s'era dedicata ai due cuccioli che crescevano in dimesti-
chezza con l'uomo. Poi madre e figli erano andati a caccia con
Obi e con Noki e subito avevano imparato a non sbranare le
marmotte che uccidevano. Cresciuti, s'erano dedicati ai cinghiali
in collaborazione con l'uomo ed erano diventati preziosi. Adesso,
due volte per stagione, Lupa Vecchia si allontanava per qualche
tempo ma non aveva mai pi partorito lontano dai capanni sulla
spiaggia e i cacciatori si contendevano i cuccioli svezzati.
Non vorrei che, proprio oggi, i due cervi non venissero, bor-
bott Karai dopo un certo tempo. Mi dispiacerebbe per Obi.
Verranno , assicur Nean.  Nessuno li ha disturbati in que-
sti giorni, non hanno motivo di diffidare. Piuttosto spero che non
aspettino il sole alto perch ho promesso a Luce di scendere agli
scogli con lei. E' diventata ghiotta di frutti di mare quanto il padre
Kron e, specialmente adesso che  nuovamente incinta, pretende
di mangiare soltanto erbe dolci, pesci, frutti di mare e cervella... .
Hai gi un maschio e una femmina, sorrise Karai. Il tuo
maschio ti assicurer la carne quando sarai vecchio, la femmina
sceglier un bravo cacciatore che ti ceda le parti migliori delle
prede... .
Non ho alcuna intenzione di invecchiare! , protest Nean
Pensa piuttosto a te che non hai figli. Perch non scegli una
donna bella e giovane che te ne dia? Non ci hai mai pensato?.
E appunto perch ci ho pensato che me ne sto da solo, padro-
ne del mio capanno sulla spiaggia e del mio tempo, rise Karai.
Inoltre ho l'esempio di Muuh che vive felicemente solo.
Anch'io sono padrone di me stesso, si accigli Nean.
Sei un gran bugiardo, amico, replic Karai. Tu credi di
essere libero e padrone ma la tua prima padrona  Luce, poi Pri-
mo, il tuo maschio, poi Nova, la tua femmina. Devi trovare i boc-
coni e le pelli migliori per loro e se Luce desidera mangiare pesce
mentre tu vorresti andare a caccia tu scendi agli scogli con la
fiocina e rischi di dar le gambe in pasto alla murena. Nean ci
pens su un poco e fin per ridere.  Hai ragione, Karai. In fondo
ci comandano le donne.
Ora s che dici il vero, annu Karai, convinto. Non sono
forse state loro a decidere per noi tra guerra e pace? Non che io
volessi combattere ma avrei ubbidito ad Amal se fosse stata guer-
ra. E' merito della Prima Madre se i morti delle nostre genti sono
stati pochi,  merito di Vecchia di Kron, di Rossa e delle altre
donne dei Balzi Rossi se adesso siamo una sola gente.
Amal era un pazzo, disse Nean, e la Prima Madre  pi
astuta di una volpe, ne convengo. Mi chiedo per come si sarebbe
comportata se io avessi insistito per cacciarvi.
Avrebbe combattuto, rispose Karai con semplicit.
Forse sareste morti tutti, insinu Nean.
Forse, ammise Karai, ma anche molti di voi. La Prima
Madre non avrebbe mai ceduto, non poteva ammettere di avere
fatto tanta strada per essere respinta. Alla fine ha avuto ragione,
no?, e sorrise.
Pu ringraziare Luce, Far e le nostre donne, dichiar
Nean.
Non  stata forse una buona soluzione?, osserv Karai.
Per  vero che la Prima Madre si  servita di Luce. Appena
accortasi che ti piaceva non ti considerava pi un nemico... .
Aveva ragione lei e aveva ragione Maga, ero nemico della mia
stessa gente perch volevo Luce, disse Nean.
Io sono convinto che Maga non avesse voluto dire questo,
afferm Karai. Tu capeggiavi i giovani contro di noi e lei ti aveva
diffidato perch suo figlio sarebbe stato almeno per la met un
Crom. Secondo me intendeva che tu saresti stato nemico della tua
gente se avessi causato spargimento di sangue... .
Hai frequentato per cos lungo tempo la Prima Madre che stai
diventando sottile come lei, lo accus Nean. Risero insieme e, in
quel momento, Lupa Vecchia drizz le orecchie e aperse gli
occhi.
Ehi, Piccolo di Kron, sei sveglio? Sta per succedere qualco-
sa! . Il piccolo sent il collo di Lupa Vecchia irrigidirsi, ma l'ani-
male non si mosse e rest con le orecchie dritte, fissando un pun-
to del pascolo. Un momento dopo ecco sbucare i due giovani
cervi, ancora privi delle corna che avrebbero riavuto alla fine del-
l'estate. Senza sospetto si avviarono in direzione del torrente, belli
ed eleganti nell'incedere, e, al centro della macchia di sole, si arre-
starono per strofinarsi amichevolmente l'uno contro l'altro.
Guarda fra i cervi e il torrente, sussurr Karai.
Ho visto ma non pu essere Obi e neppure uno dei lupi,
rispose a bassa voce Nean.  L'erba si muove contemporaneamen-
te per un lungo tratto... si direbbe un serpente... .
Cos lungo?, dubit Karai. In quel momento Lupa Vecchia
si rizz di scatto, la coda rigida e il pelo irto sul collo, le zanne
scoperte in un ringhio muto. Contemporaneamente, gi al pasco-
lo, scoppi la baraonda. Due lupi balzarono fuori dal nulla, slan-
ciandosi verso il punto dove si moveva l'erba, i due cervi s'impen-
narono e fuggirono, Obi si erse con la zagaglia in pugno urlando
di rabbia contro i lupi.
I lupi non inseguono i cervi! , esclam Karai, stupito, e infat-
ti i cervi gi s'inerpicavano veloci lungo le pendici del bosco e un
attimo dopo erano scomparsi. Karai, Nean e Piccolo di Kron
restarono a guardare i lupi che spiccavano balzi intorno alla cosa
che si moveva invisibile tra l'erba, ringhiavano ma non osavano
attaccare. Ed ecco il serpente rizzarsi fulmineo, sibilando, la testa
pi alta della statura di un uomo, le fauci minacciosamente spa-
lancate, la lingua biforcuta saettante. Nean, sbalordito, giudic
che fosse lungo due volte un uomo e vedendo che Obi stava per
lanciargli contro una zagaglia, url: Aspetta! E' inutile! .
Piccolo di Kron, non muoverti di qui! , ordin Karai e i due
cacciatori si gettarono gi a rotta di collo. Quando raggiunsero
Obi, Lupa Vecchia e i due giovani maschi stavano intorno al ser-
pente e ringhiavano, il pelo irto sul collo.
Non ho mai visto un mostro simile! , esclam Karai, impres-
sionato.
Neppure Nean aveva mai visto un serpente di eguali dimensio-
ni. Teneva ritta la met del corpo movendo la testa a controllare
gli assalitori e si capiva che era pronto a scattare per primo al
minimo segno di attacco da parte dei lupi che, dal canto loro,
indugiavano a studiar la strategia per assalire un nemico cos
diverso da quelli che erano soliti affrontare.
Che possiamo fare, Nean?, chiese Karai.
Ti confesso che, se non fosse per la sua pelle preziosa, lo
lascerei andare, rise nervosamente Nean. Il suo morso non 
velenoso ma fa male anche se non sono i denti la sua arma pi
pericolosa. Lui s'avvolge intorno alla preda e la stringe sinch non
muore soffocata o addirittura la stritola... .
Nean! Posso scagliargli la zagaglia entro la bocca! , propos
Obi, eccitatissimo.
Non saresti mai cos veloce, replic Nean.
La tua scure, Nean, gli ramment Karai che aveva con s
soltanto una zagaglia. Nean scosse la testa bionda. Occorre col-
pirlo dietro la testa, per ucciderlo, e finch la tiene cos alta e
mobile la scure non serve a niente. Ci vorrebbe l'Orbo con la
fionda per disturbarlo e favorire i lupi.
Io ho la fionda e l'Orbo mi ha insegnato bene! , esclam
Obi.
Allora mira alla testa, acconsent Nean ma era dubbioso.
Non lo ucciderai ma potrai infastidirlo. Al resto devono pensarci
i lupi, specie Lupa Vecchia che  pi esperta, ma devono adden-
targli la coda, non il centro del corpo! .
Immediatamente Obi trasse dalla borsa la fionda con le pietre
scheggiate e Nean avvert: Teniamoci a distanza perch se deci-
de di attaccarci invece di fuggire sar pi veloce del fulmine! .
Obi stava armando la fionda quando il serpente decise di fare
un tentativo per sottrarsi al combattimento. In un baleno allung
la testa a met del corpo in direzione del torrente, si abbass e
prese a strisciare fra l'erba alta con impressionante rapidit. Men-
tre Obi restava a bocca aperta reag Lupa Vecchia, azzannando la
coda del serpente e puntanto le zampe sul terreno nel tentativo di
arrestarne la fuga. Immediatamente i due maschi ne seguirono
l'esempio e allora il grosso serpente torn ad ergersi di scatto, la
testa rivolta all'indietro, le fauci spalancate, sibilando minaccioso.
Obi! , grid Nean ma gi la pietra del ragazzo era partita e
colp la testa del serpente che fulmineo s'allung con tanta forza
verso il giovane da strappar via la coda dalle zanne dei tre lupi.
Obi s'era tenuto a distanza ma, egualmente impaurito, balz
all'indietro e cadde supino tra l'erba. Prima di un secondo attac-
co, per, Lupa Vecchia aveva nuovamente azzannato la coda e
Obi rotol fuori portata. I due lupi maschi tentarono a questo
punto un diversivo, un morso al centro del corpo, e balzavano via
mentre Lupa Vecchia non mollava la coda e tirava all'indietro con
tutte le sue forze. Per qualche momento parve che la nuova tattica
potesse ottenere qualche successo perch i contrattacchi del ser-
pente, per quanto veloci, non riuscivano a raggiungere i bersagli
ma uno dei lupi commise un errore: dopo avere azzannato volle
scuotere il grosso corpo rotondo per saggiarne la resistenza. La
risposta del serpente fu un inanellarsi fulmineo e il lupo impru-
dente si trov stretto in una morsa. Inutilmente dibattendosi e
provando ad azzannare fin per guaire di dolore e il serpente,
continuando a stringere, eresse nuovamente la testa e sibil
minaccioso. Caparbiamente Lupa Vecchia continuava a tenerlo
azzannato per la coda ed a lei s'aggiunse l'altro maschio ma erano
sforzi visibilmente inutili. Il serpente continuava a stringere il mal-
capitato lupo e certamente lo avrebbe ucciso se Nean, improvvi-
samente inferocito, non gli si fosse scagliato contro. Il rettile non
fece in tempo a mordere che gi le grandi mani di Nean lo aveva-
no afferrato per il collo, proprio sotto la testa, e stringevano men-
tre l'erculeo cacciatore digrignava i denti nello sforzo. Karai e Obi
restarono allibiti a fissare l'uomo e il serpente che misuravano le
forze in una lotta mortale.
Per un attimo Nean temette che il serpente avesse il sopravven-
to ma le sue mani di pietra non lasciarono la presa e lui vi concen-
tr tutta la sua forza. Ora il corpo del serpente vibrava di spasimo,
si allentavano le spire, raddoppi la furia dei lupi che lo tiravano
per la coda, Karai s'accost impugnando una tagliente lama di
selce, pronto a colpire per aiutar l'amico ma la rabbia e i poderosi
muscoli di Nean l'ebbero vinta: il lungo corpo del rettile parve
svuotarsi all'improvviso di ogni forza, le spire si rilasciarono e
infine la testa ciondol inerte. Nean balz indietro e il serpente si
abbatt fra l'erba.
Non ho mai visto niente di simile! mai! , mormorava Karai
sconvolto, sbarrando gli occhi ora sull'enorme rettile ora su Nean
che tremava ancora di rabbia e di paura. Mentre Obi controllava
che il suo lupo non avesse subito danni, dall'alto della rupe ven-
nero gli strilli entusiasti di Piccolo di Kron che aveva osservato la
lotta. Il lupo scampato si mise da solo sulle zampe, si diede una
scrollata ma non tent neppure di avvicinarsi al nemico vinto che
Lupa Vecchia e l'altro maschio andavano annusando sospettosa-
mente. Non ha niente di rotto ma sarebbe morto senza il tuo
intervento , comment Obi, guardando Nean con occhi di stupe-
fatta ammirazione.
Un p di carne e qualche benda da capelli per le donne,
borbott Karai. Valeva la pena di rischiare la tua vita, Nean?.
No, ammise Nean che andava calmandosi. O forse s.
Adesso abbiamo tutti, uomini e lupi, esperienza del serpente.
Sorridendo aggiunse: Salgo a prendere Piccolo di Kron, non
vorrei far tardi per scendere agli scogli... .
Le donne si muovevano lungo la foce del torrente in cerca di
erbe, di tuberi, di semi commestibili. Anche Luce era tra di loro e,
poich il suo corpo gi rivelava la dolce curva della gravidanza, le
avevano affidato l'incarico di badare alle bambine perch una
donna incinta non doveva curvarsi o portar pesi. Tra le bambine
che le sgambettavano allegramente intorno c'erano sua figlia
Nova, bionda come il padre Nean ma con gli occhi di Luce, gran-
di, scuri e luminosi; poi Dolceacqua figlia di Ita, dolce di carattere
come la madre, e Kira, figlia di Gata e di Akis.
Luce era felice e anche le altre donne erano serene. Rossa della
Caverna Profonda scherzava sempre sul pasticcio che avevano
combinato suo figlio il Cattivo e Tiki e che aveva fatto ridere tutta
la trib. Il Cattivo, convintissimo d'essere stato lui ad ingravidare
Tiki, se l'era portata alla Caverna Profonda dove la ragazza era
stata bene accolta ed era tuttora trattata con affetto. Ma quando
aveva partorito, il figlio, un bel maschietto, aveva capelli e occhi
neri e si era pensato che avesse preso esclusivamente dalla madre.
Pochi giorni dopo aveva partorito anche Noa che tutti suppone-
vano ingravidata da Kan, ultimo figlio di Mar il Saggio della
Caverna Alta, ed era stata sorpresa grande perch il figlio,
maschio anche lui, era nato con i capelli rossi e gli occhi verdi del
Cattivo...
Le due coppie non se l'erano presa affatto e anzi ci avevano riso
sopra, ognuna tenendosi ci che aveva avuto.
C'erano state nascite e morti. Der e Mia avevano un maschio,
partorito con difficolt ma sano, robusto, con gli occhi chiari e
una testa di pura razza Balzi Rossi. Anche Far aveva avuto un
maschio e nessuno aveva obiettato quando lo avevano chiamato
Amal, rendendo felice la Prima Madre, soltanto Nean aveva fatto
udire qualche borbottio. Nero e Sole avevano anch'essi un figlio
maschio, di singolare bellezza. La pelle era appena pi chiara di
quella del padre di cui aveva preso i lineamenti ed i capelli crespi
ma nel suo faccino scuro facevan spicco gli occhi celesti di Sole, di
Kron, di Nean, di tutta la razza dei Balzi Rossi.
Era morto il saggio Han e la Prima Madre aveva abbandonato il
capanno da caccia per vivere alla Caverna Grande insieme con
Mana vedova di Han. Era morto anche il Muto e Tal ne aveva
provato gran dolore. Nella sepoltura del Muto aveva posto la pi
bella delle sue collane e il magnifico coltellino di selce rossa che
gli era stato molto caro. Anche il saggio Mar era morto e, dei pi
vecchi, non restava che Kami della Caverna del Sole. Ma erano
state morti serene, accettate come inevitabili, non dovute all'assal-
to di una fiera o, peggio, alla guerra. Di guerra da molto tempo
non si parlava pi e la gente viveva in tranquillit, operosa per il
tanto sufficiente, che anche i Crom s'erano adeguati ai ritmi dei
Balzi Rossi.
In fatto di libert c'era qualche mugugno da parte delle donne
dei Balzi Rossi perch la Prima Madre, alla sua maniera fatta di
persuasione pi o meno indiretta, andava instillando il concetto
che, in una coppia fissa, la donna non doveva concedersi ad altri
maschi e questo non era in linea con le vecchie, buone usanze,
tanto che se ne lamentavano anche i maschi. Le donne Crom ade-
rivano perch erano state abituate cos e per loro la coppia fissa
era un premio ma quelle dei Balzi Rossi erano abituate da sempre
a concederst licenze che i loro compagni permettevano perch
anche loro ne fruivano. Ne conseguiva che le donne dei Balzi
Rossi continuavano a comportarsi liberamente ma, a differenza di
una volta, andava lentamente insinuandosi in loro un certo senso
di colpevolezza che era indice di cambiamento della mentalit.
Tutte le ragazze Crom s'erano sistemate al meglio con giovani
cacciatori dei Balzi Rossi e, in quanto ai maschi, non avevano
avuto che l'imbarazzo della scelta. Le caverne erano affollate e
molte coppie avevano scelto di vivere, durante la stagione calda,
nei capanni sulla spiaggia, opportunamente ampliati. Soltanto Ela
era insoddisfatta. Nonostante la sua avvenenza aveva dovuto
acconciarsi al rango di seconda moglie dell'anziano Muma e si
sfogava tiranneggiandone la prima moglie e concedendosi ogni
libert con i loro figli adulti. Ela era anche l'unica a non avere
partorito.
L'antico spasimante di Ela, Goran, aveva preso in moglie la
sorella pi giovane del Cattivo e, siccome Nero aveva messo su
polpa ed era diventato un autentico colosso, Goran, tempo prima,
aveva cominciato a sfidarlo ogni volta che si celebrava una festa
sulla spiaggia. Nero, che aveva capito da subito come la gente dei
Balzi Rossi non concepisse l'antagonismo fra uomo e uomo, si
sottraeva e Goran s'era convinto d'essere l'uomo pi forte di tutta la tribu.
Questo sino a quando non aveva provato a stuzzicare Kron che
vantava tuttora il primato degli animali abbattuti durante le cacce stagionali.
Invece di farti bersagliare dai bambini perch non provi a
misurarti con me?, gli aveva chiesto scioccamente.
Vuoi tirarmi le palline?, s'era meravigliato Kron.
No, voglio dimostrare di essere pi forte di te.
Non ho mai udito una sciocchezza simile da quando sono nato! .
Tutti dicono che sei pi forte di Muuh e dello stesso Nean che pure ha strangolato con le sue mani un serpente enorme, aveva insistito Goran, e io voglio dimostrare a tutti che sono pi forte di te.
Allora ammazza un leopardo oppure strangola un serpente, gli aveva consigliato Kron senza riuscire a nascondere la propria
perplessit. Goran allora s'era levato dal collo due collane di canini di cervo e le aveva deposte sul terreno.  Se riuscirai a battermi
saranno entrambe tue ma la tua posta dev'essere la collana di denti di leopardo. Kron aveva considerato con disinteresse le due collane e si era stupito ancor di pi per la proposta.
Goran, secondo me sei uno sciocco, s'era messo in mezzo Karai. Nean, che era presente, s'era invece stretto nelle spalle e aveva suggerito al padre: Perch non accetti? Goran vuole soltanto lottare con te alla maniera Crom. Accetta e facciamola finita.
.
Perch dovrei fargli del male?, aveva chiesto Kron, sconcertato. Cerca di non fargliene, aveva risposto Nean che considerava Goran buono di carattere ma non eccessivamente intelligente. A sua volta Goran aveva guardato con stupore Nean. Come si poteva pensare che un uomo la cui testa gli arrivava a malapena al petto potesse, per quanto robusto, far del male a lui? A questo punto era intervenuta la Prima Madre che, rivolta a Kron, aveva detto: Forse ho un figlio sciocco e tu non fargli caso. Immediatamente Goran, mortificato, aveva fatto l'atto di ritirarsi e Kron gli aveva battuto una gran manata sul fianco, dispiaciuto. Io non credo che tu sia sciocco, Goran. Se ti fa piacere possiamo giocare come dici, per andiamo sulla sabbia dove non potrai farti del male... .
Come sono queste regole dei Crom?, aveva poi chiesto a Karai. Uno dei due si deve dichiarare vinto, era stata la risposta.
.
Cerca di non fargli del male, aveva raccomandato Nean dopodich la lotta era cominciata. Goran aveva cercato di afferrare Kron che, con le manone, gli aveva stretto gli avambracci sino a strappargli un grido. Ti faccio male? , aveva chiesto preoccupato.
No! Continuiamo!. Nuovamente Goran aveva cercato di afferrare in qualche modo l'avversario e ancora una volta Kron gli aveva bloccato le braccia, immobilizzandolo.
Padre Kron, cos non la finiremo pi e le donne stanno arrivando dagli scogli con pesci e frutti di mare, aveva sbuffato Nean e immediatamente Kron, abbandonato Goran, gli aveva voltato le spalle e stava dirigendosi alla Caverna Grande quando lo aveva fermato la protesta di Nean. No! Non cos, padre Kron.
Devi dar soddisfazione a Goran e prima lo farai prima potremo mangiare... .
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Kron si era seccato ma, afferrata l'idea, aveva agguantato per la vita il colosso Goran e, dopo averlo sollevato senza sforzo, lo aveva gettato via, facendolo atterrare sulla sabbia. Goran era caduto malamente, contundendosi una spalla, e Kron aveva smesso di scusarsi con lui soltanto quando aveva udito il richiamo delle
donne della Caverna Grande che risalivano dagli scogli con i frutti di mare.
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Da quel momento anche Goran aveva capito che gli uomini dei Balzi Rossi non concepivano di affrontarsi tra di loro per una sciocca supremazia muscolare e che era assai pi importante sapersi misurare con l'orso o con il mammut, con il leopardo o con il serpente, con un cervo nel periodo dell'amore o con un verro sospettoso e irascibile. Adesso, nelle feste sulla spiaggia, Goran reggeva sulle spalle l'Orbo ed entrambi facevano la parte del mammut per la gioia dei bambini...
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Da molto tempo oramai la trib sapeva delle condizioni di Maga, invecchiata di colpo, e della sua impotenza ma la gente dei Balzi Rossi non aveva smentito la gentilezza d'animo che le era naturale. Al ritorno dalla caccia gli uomini le riservavano sempre un pezzetto di fegato, una porzione di cervella, di cuore o di polmone, una fetta del pi tenero filetto, i pi succosi frutti di mare. A turno le donne andavano nella sua tenda per mettere al fuoco i cibi e accudire al bambino che ne avrebbe ereditato i magici poteri. Non lo facevano per timore di Ragar, come Maga aveva voluto chiamare iI figlio, ma per il motivo che lei sarebbe stata incapace di procurarsi il cibo. Quella sera toccava a Luce e la Prima Madre volle accompagnarla.
.
Sto invecchiando, le disse mentre camminavano fianco a fianco, e presto verr il giorno in cui mi succederai... .
Quel giorno  ancora lontano, Prima Madre, rispose Luce che non pensava pi a quella successione, paga com'era della propria condizione di donna e madre felice.
E' sempre meglio essere pronti, sospir la Prima Madre. Sei saggia e bella. La maternit invece di sformare il tuo corpo lo ha reso pi desiderabile. Sono certa che Nean  contento.
.
Il merito  principalmente tuo, Prima Madre.
Il merito va diviso tra noi donne, replic la Prima Madre.
Gli uomini sono nostri padri e nostri amanti ma soprattutto nostri figli, sono bambini. Non scordarlo mai. Sono certa che saprai consigliare sempre bene il tuo Nean. E' un cacciatore formidabile e in guerra sarebbe un avversario temibile, ma dovrai guidarlo tu, con la tua saggezza... .
Perch parli di guerra, Prima Madre? Non esiste pi guerra! Noi vivremo sempre in pace! , esclam Luce, turbata. Nessuno pu prevedere il futuro, sospir la Prima Madre, ma tu hai ragione, non esister pi guerra e vivremo sempre in pace... .
La pioggia cadeva fitta e, ci nonostante, la colonna di fumo che s'innalzava dai monti saliva dritta, nera contro il grigiore delle nuvole. Appollaiato sulla rupe Muuh non ebbe dubbi.
...
.
...
FINE.